Quaderni

L’emergenza climatica è sempre più decisiva nelle scelte migratorie

Se in alcu­ni pae­si le con­se­guen­ze sono già apprez­za­bi­li, in altri no, ma anco­ra per poco. Se le cau­se del­l’e­mer­gen­za cli­ma­ti­ca han­no chia­re respon­sa­bi­li­tà, le sue con­se­guen­ze non rispar­mie­ran­no nes­su­no. Cer­to, i pri­mi a esse­re col­pi­ti sono curio­sa­men­te i meno respon­sa­bi­li e colo­ro che han­no meno risor­se per tam­po­na­re ma, subi­to dopo, toc­che­rà anche a noi. E a quel pun­to non ci saran­no altri pia­ne­ti sui qua­li rifugiarsi. 

Le piaghe d’Australia dovute al collasso climatico

Dopo la sic­ci­tà e gli incen­di che han­no fune­sta­to il Nuo­vo Gal­les del Sud ecco le allu­vio­ni di ini­zio anno (la sta­gio­ne esti­va austra­lia­na) che han­no cau­sa­to rac­col­ti record: cibo e acqua abbon­dan­ti sono le con­di­zio­ni idea­li per la pro­li­fe­ra­zio­ne di ani­ma­li con un ciclo ripro­dut­ti­vo così breve. 

Antifasciste e antifascisti, sempre.

Pos­si­bi­le ci sarà, per­ché dove c’è fasci­smo, ci deve esse­re l’antifascismo ed è neces­sa­rio coin­vol­ge­re la comu­ni­tà affin­ché si svi­lup­pi una sen­si­bi­li­tà che vede in que­ste mani­fe­sta­zio­ni l’espressione di posi­zio­ni anti­de­mo­cra­ti­che, vio­len­te e già con­dan­na­te dal­la sto­ria oltre che dal­le nostre leggi.