Quaderni

Sono sempre di più le persone costrette a fuggire. E la situazione non può che peggiorare

82,4 milio­ni. Nono­stan­te la pan­de­mia, nono­stan­te le limi­ta­zio­ni agli spo­sta­men­ti attua­te in nume­ro­si pae­si, il 2020 fa segna­re un nuo­vo record al nume­ro di per­so­ne costret­te ad abban­do­na­re le pro­prie case a cau­sa di per­se­cu­zio­ni, vio­la­zio­ni dei dirit­ti uma­ni ed even­ti che han­no pre­giu­di­ca­to gra­ve­men­te l’or­di­ne pubblico.

La lunga marcia dei diritti LGBTI+ in Francia

Il Pia­no nazio­na­le d’azione per l’uguaglianza dei dirit­ti, è basa­to sul­la con­sa­pe­vo­lez­za che sia il siste­ma cul­tu­ra­le a dover cam­bia­re, per­ché l’odio e la vio­len­za si basa­no su pre­giu­di­zi cul­tu­ra­li. Un pia­no, come tut­to il per­cor­so arco­ba­le­no del­la Fran­cia, che potreb­be tran­quil­la­men­te esse­re d’esempio anche per l’Italia.

Ciro Immobile a sostegno del ddl Zan: qualcosa si muove nel mondo del calcio?

Com’è pos­si­bi­le che nel mon­do del cal­cio non esi­sta­no per­so­ne gay? Que­sto suc­ce­de per­ché fare coming out è anco­ra un tabù nel cal­cio maschi­le. Per que­sta ragio­ne la noti­zia che Ciro Immo­bi­le si sia espres­so a favo­re del DDL Zan duran­te un’intervista per Vani­ty Fair è di fon­da­men­ta­le importanza.

Congresso 2021, riconfermata Segretaria Beatrice Brignone con la mozione Parole d’onore

Alle 18.00 di vener­dì 11 giu­gno si è chiu­sa la fase di vota­zio­ne degli iscrit­ti e del­le iscrit­te per il con­gres­so 2021 di Pos­si­bi­le. Ter­mi­na­ta la fase di discus­sio­ne nei comi­ta­ti, si è aper­to il voto onli­ne, che ha visto ricon­fer­ma­ta Segre­ta­ria Bea­tri­ce Bri­gno­ne con la mozio­ne “Paro­le d’Onore”.

194 sotto attacco: il diritto di scelta delle donne non si tocca

Tra le sue accu­se alla 194, oltre i costi che l’applicazione di que­sta gra­ve­reb­be­ro sul siste­ma sani­ta­rio nazio­na­le — come se i dirit­ti del­le don­ne potes­se­ro esse­re sog­get­ti nel­la loro appli­ca­zio­ne al cri­te­rio costi/ricavi — vi è anche quel­la di non aver eli­mi­na­to l’aborto clan­de­sti­no e di aver aggra­va­to il pro­ble­ma del­la denatalità.