QUADERNI
Ne sarebbe felice Keynes, di questa possibilità irripetibile di aumentare la spesa pubblica e investire in alcuni settori strategici dell’economia che garantiscano un effetto leva del PIL, che altro non è che un elevato ritorno degli investimenti pubblici sul valore totale della produzione. E senza aumentare il deficit, quando ci ricapita?
Siamo, non tutti, ma molti, confinati in casa (per chi ce l’ha) dietro porte chiuse. Ma non lasciamoci tentare dal pensiero che chiudere una porta basti a chi è dentro per sentirsi al sicuro, o basti agli altri per non vedere, non sapere.
In un momento in cui si continua a lasciare aperte fabbriche e aziende non essenziali, e si discute di “essenzialità” e “funzionalità”, la reperibilità dei libri di testo andrebbe garantita (allestendo sistemi di spedizione sicuri per lavoratori e lavoratrici coinvolti in ogni passaggio) in quanto beni non meramente funzionali, ma indispensabili per l’istruzione, per consentire a tutti e a tutte la fruizione di un diritto costituzionale riconosciuto anche degli ultimi DPCM, il diritto allo studio.
Poiché in questi giorni rimbalzano le metafore belliche, l’economia di guerra è proprio questa, è quella situazione in cui una fabbrica di pentole si mette a realizzare elmetti, il paragone con la nostra situazione quindi ci sta tutto.
Abbiamo deciso di aprire una linea diretta, raccogliendo testimonianze e segnalazioni, da pubblicare in forma anonima per fare luce sulla mancanza di responsabilità di alcuni e sui rischi che tanti, troppi, sono costretti ancora a correre, sotto ricatto o minaccia.
Sono decenni che ci muoviamo in quella che ci sembrava un’emergenza, ma che in realtà era solo una campagna elettorale permanente. E adesso che è arrivata l’emergenza, quella vera, sono tante le categorie più a rischio, più in difficoltà.
L’Africa è colpita, il contagio è arrivato. La globalizzazione che porta la tecnologia nel continente meno tecnologizzato ci trasmette anche la malattia, il virus, il rischio di morte, la disfatta economica.
In questi giorni drammatici per il Paese ci sono alcune categorie di lavoratori che vivono una situazione allarmante e che nonostante i decreti governativi vivono ancora situazioni con un rischio decisamente troppo elevato.
In questi giorni drammatici per il Paese ci sono alcune categorie di lavoratori che vivono una situazione allarmante e che nonostante i decreti governativi vivono ancora situazioni con un rischio decisamente troppo elevato.
In questo momento particolarmente difficile per tutte e tutti, è drammaticamente evidente come le disuguaglianze facciano sentire ancora di più il loro peso nei momenti di crisi.