C’è un pezzo d’Italia che resiste

C'è un pezzo di Italia che resiste. L'ho incontrata, ancora una volta, nei territori colpiti dal sisma del 2016, in visita ai produttori per ultimare i pacchi solidali di Terre Resistenti.
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C’è un pezzo di Italia che resiste. L’ho incontrata, ancora una volta, nei territori colpiti dal sisma del 2016, in visita ai produttori per ultimare i pacchi solidali di Terre Resistenti.

Mentre intorno a noi non cambia nulla, mentre la zona rossa rimane impenetrabile e le macerie a terra, mentre le Soluzioni Abitative di Emergenza sono diventate quotidianità, qui ci sono aziende che sono ripartite, con persone che credono nel valore e nella bellezza di questa terra e la scelgono ogni giorno, nonostante le difficoltà.

Abbiamo incontrato Fabrizio, che giorno dopo giorno innova i suoi prodotti con le tecnologie migliori, con un piede fermo nella tradizione. Che un giorno, dopo una vita passata a cercare l’ingrediente perfetto per ricreare i sapori della sua infanzia, ha capito cosa mancava: il calore del camino di sua nonna, che ora ha ricreato nel suo laboratorio.

Abbiamo incontrato Mario, che ha deciso di affiancare suo padre nell’azienda di famiglia, e che ha fondato una sua attività autonoma. Mario sotto il terremoto ha perso il laboratorio e il punto vendita, ma non ha mai smesso di produrre il suo miele, i legumi e i cereali.

Abbiamo incontrato Francesco, che parla poco, e lavora tanto. Che ha deciso di rimanere qui, e di investire nell’attività che aveva appena rilevato. Che è la rappresentazione perfetta di quei giovani – e sono tanti – che si rimboccano le maniche e che vanno avanti, e che nessuno ha intenzione e voglia di valorizzare.

Adesso torniamo verso Senigallia, verso gli ultimi dei 657 (SEICENTOCINQUANTASETTE) pacchi che abbiamo confezionato nel weekend.

Mentre intorno a noi non cambia nulla, ci sono persone che vanno avanti, che non si rassegnano, che sono ancora capaci di immaginare, pensare e costruire un’Italia diversa.

Quando la gente mi chiedeva cosa fare per dare una mano, tre anni fa, io rispondevo che l’importante sarebbe stato mantenere alta l’attenzione anche dopo il sisma. Ecco, #TerreResistenti è la dimostrazione che si può fare, si può dare una mano, senza retorica, lavorando a fianco di chi resiste. 

Non è impossibile. Basta la volontà di farlo.

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