QUADERNI

I riflet­to­ri sono pun­ta­ti soprat­tut­to sul pri­mo que­si­to, quel­lo poli­ti­ca­men­te più deli­ca­to, in quan­to rela­ti­vo all’articolo 18, per anni nel meri­no del­la destra e poi col­pi­to da un gover­no gui­da­to dal segre­ta­rio del Pd. 
Pos­si­bi­le — a par­ti­re dal suo Comi­ta­to scien­ti­fi­co — è pron­to a lan­cia­re un focus di appro­fon­di­men­to, comu­ni­ca­zio­ne e mobi­li­ta­zio­ne sul­la que­stio­ne, fin da ora, accom­pa­gnan­do con pre­ci­se infor­ma­zio­ni, denun­ce pun­tua­li e, come si suol dire, gli oppor­tu­ni chia­ri­men­ti la cam­pa­gna refe­ren­da­ria e, in ogni caso, politica. 
Il rin­no­vo degli orga­ni­smi pro­vin­cia­li ha ini­zia­to ieri il suo per­cor­so nel­l’am­bi­to di una leg­ge (Del­rio) che mani­fe­sta anco­ra di più le sue man­che­vo­lez­ze e appros­si­ma­zio­ni in meri­to ad una mate­ria come quel­la del­la rifor­ma del­l’or­ga­niz­za­zio­ne del­lo Stato. 
La paro­la che la mia gene­ra­zio­ne, quel­la nata a caval­lo fra gli anni ’80 e i pri­mi ’90, si aspet­ta è “scu­sa”. Una paro­la sem­pli­ce: “scu­sa”, per­ché sia­mo e sie­te la pri­ma gene­ra­zio­ne, dopo quel­la dei vostri non­ni, che è costret­ta a emi­gra­re in mas­sa, anche se ha stu­dia­to e si è laureata. 
L’in­di­fen­di­bi­le mini­stra del­la Dife­sa, Rober­ta Pinot­ti, ha spie­ga­to ieri qual è uno dei pun­ti fon­da­men­ta­li del­la stra­te­gia di gestio­ne dei flus­si migra­to­ri pro­po­sta dal gover­no, foca­liz­zan­do­si in par­ti­co­la­re su quan­to di sua com­pe­ten­za e sul con­tri­bu­to che può por­ta­re alla cau­sa il pro­prio dicastero. 
Il fred­do mie­te le sue vit­ti­me? No, la pover­tà. La pover­tà di dirit­ti, di case, di lavo­ro, di calo­re uma­no e isti­tu­zio­na­le. Vivia­mo in un Pae­se che con­cen­tra la ric­chez­za nel­le mani di pochis­si­mi stra­ti paras­si­ta­ri del­la popo­la­zio­ne, che non agi­sce effi­ca­ce­men­te nel con­tra­sto all’evasione fisca­le, che non tas­sa i gran­di patri­mo­ni e che, soprat­tut­to, non pro­ce­de a rin­no­va­re ed aumen­ta­re le risor­se per l’occupazione e le poli­ti­che sociali. 
Le vicen­de del Cara di Mineo tor­na­no di attua­li­tà. Le inda­gi­ni rac­con­ta­no di appal­ti truc­ca­ti, gestio­ne del pote­re e gestio­ne del ter­ri­to­rio attra­ver­so i par­ti­ti. Un par­ti­to in par­ti­co­la­re, il par­ti­to di Ange­li­no Alfano. 
Sca­te­na­te­vi, sca­te­nia­mo­ci. Nume­ri alla mano, in un pro­get­to di socie­tà che riguar­di l’Italia e l’Europa e il mon­do inte­ro, sapen­do che l’unica stra­da è quel­la di ave­re un pen­sie­ro genui­na­men­te pro­gres­si­sta, repub­bli­ca­no, lai­co, che abbia respi­ro, che pun­ti ai pros­si­mi anni, che sap­pia descri­ve­re un per­cor­so con­cre­to, di scel­te lim­pi­de e ine­qui­vo­ca­bi­li, che costrui­sca rela­zio­ni in Euro­pa con chi con­di­vi­de gli stes­si obiet­ti­vi. Che si basi sul­le com­pe­ten­ze, sen­za scor­cia­to­ie. In modo disin­te­res­sa­to, sen­za pote­ri e guru alle spalle. 
Il dibat­ti­to sul­le cosid­det­te “fake news” sta rag­giun­gen­do livel­li sur­rea­li. Sia­mo di fron­te a un nuo­vo bipo­la­ri­smo, nel qua­le con­ta solo esse­re con­tro le pro­po­ste osce­ne degli altri, dimen­ti­can­do le pro­prie, altret­tan­to oscene. 
Un gior­no è favo­re­vo­le all’a­bo­li­zio­ne del rea­to di immi­gra­zio­ne clan­de­sti­na, il gior­no dopo lo vuo­le man­te­ne­re. Poi cam­bia anco­ra idee. E sul­le espul­sio­ni avan­za una pro­po­sta com­ple­ta­men­te sle­ga­ta dal­la realtà. 
“La Cio­cia­ria è ter­ra di mafie” dichia­ra il Sin­da­co di Cepra­no, Mar­co Gal­li, da sem­pre in pri­ma linea con­tro la cri­mi­na­li­tà orga­niz­za­ta come ispet­to­re di Poli­zia, nel cor­so di “Cri­mi­na­li­tà orga­niz­za­ta, stru­men­ti di con­tra­sto in Cio­cia­ria”, l’iniziativa mes­sa in cam­po dai Comi­ta­ti di Pos­si­bi­le del­la pro­vin­cia di Fro­si­no­ne pro­prio nel­la biblio­te­ca comu­na­le del­la Feren­ti­no dei Bin­go e, for­se (lo diran­no le inda­gi­ni), anche dell’Area Disco incendiati. 
Arri­va­no i rin­gra­zia­men­ti anche di ONSUR, con tan­to di foto­gra­fia del­l’am­bu­lan­za finan­zia­ta gra­zie alla rac­col­ta fon­di pro­mos­sa da Pos­si­bi­le. Ma non ci fer­mia­mo, e rilan­cia­mo con due nuo­vi pro­get­ti, anche ora che i riflet­to­ri dei media non sono più pun­ta­ti sul­la Siria.