QUADERNI
I riflettori sono puntati soprattutto sul primo quesito, quello politicamente più delicato, in quanto relativo all’articolo 18, per anni nel merino della destra e poi colpito da un governo guidato dal segretario del Pd.
Possibile — a partire dal suo Comitato scientifico — è pronto a lanciare un focus di approfondimento, comunicazione e mobilitazione sulla questione, fin da ora, accompagnando con precise informazioni, denunce puntuali e, come si suol dire, gli opportuni chiarimenti la campagna referendaria e, in ogni caso, politica.
Il rinnovo degli organismi provinciali ha iniziato ieri il suo percorso nell’ambito di una legge (Delrio) che manifesta ancora di più le sue manchevolezze e approssimazioni in merito ad una materia come quella della riforma dell’organizzazione dello Stato.
La parola che la mia generazione, quella nata a cavallo fra gli anni ’80 e i primi ’90, si aspetta è “scusa”. Una parola semplice: “scusa”, perché siamo e siete la prima generazione, dopo quella dei vostri nonni, che è costretta a emigrare in massa, anche se ha studiato e si è laureata.
L’indifendibile ministra della Difesa, Roberta Pinotti, ha spiegato ieri qual è uno dei punti fondamentali della strategia di gestione dei flussi migratori proposta dal governo, focalizzandosi in particolare su quanto di sua competenza e sul contributo che può portare alla causa il proprio dicastero.
Il freddo miete le sue vittime? No, la povertà. La povertà di diritti, di case, di lavoro, di calore umano e istituzionale. Viviamo in un Paese che concentra la ricchezza nelle mani di pochissimi strati parassitari della popolazione, che non agisce efficacemente nel contrasto all’evasione fiscale, che non tassa i grandi patrimoni e che, soprattutto, non procede a rinnovare ed aumentare le risorse per l’occupazione e le politiche sociali.
Le vicende del Cara di Mineo tornano di attualità. Le indagini raccontano di appalti truccati, gestione del potere e gestione del territorio attraverso i partiti. Un partito in particolare, il partito di Angelino Alfano.
Chiusa con molti tentennamenti la questione Olimpiadi 2024, il nuovo stadio a Tor di Valle è l’altro grande tema urbanistico cui la giunta Raggi si trova a dover dare risposta dall’inizio del proprio mandato.
Per spiegare il precariato giovanile ai tempi delle dichiarazioni beffarde di Poletti, non bisogna esser esperti del lavoro, ricercatori esperti nella materia, ma basta farne esperienza sulla propria pelle.
Scatenatevi, scateniamoci. Numeri alla mano, in un progetto di società che riguardi l’Italia e l’Europa e il mondo intero, sapendo che l’unica strada è quella di avere un pensiero genuinamente progressista, repubblicano, laico, che abbia respiro, che punti ai prossimi anni, che sappia descrivere un percorso concreto, di scelte limpide e inequivocabili, che costruisca relazioni in Europa con chi condivide gli stessi obiettivi. Che si basi sulle competenze, senza scorciatoie. In modo disinteressato, senza poteri e guru alle spalle.
Il dibattito sulle cosiddette “fake news” sta raggiungendo livelli surreali. Siamo di fronte a un nuovo bipolarismo, nel quale conta solo essere contro le proposte oscene degli altri, dimenticando le proprie, altrettanto oscene.
Un giorno è favorevole all’abolizione del reato di immigrazione clandestina, il giorno dopo lo vuole mantenere. Poi cambia ancora idee. E sulle espulsioni avanza una proposta completamente slegata dalla realtà.
“La Ciociaria è terra di mafie” dichiara il Sindaco di Ceprano, Marco Galli, da sempre in prima linea contro la criminalità organizzata come ispettore di Polizia, nel corso di “Criminalità organizzata, strumenti di contrasto in Ciociaria”, l’iniziativa messa in campo dai Comitati di Possibile della provincia di Frosinone proprio nella biblioteca comunale della Ferentino dei Bingo e, forse (lo diranno le indagini), anche dell’Area Disco incendiati.
Arrivano i ringraziamenti anche di ONSUR, con tanto di fotografia dell’ambulanza finanziata grazie alla raccolta fondi promossa da Possibile. Ma non ci fermiamo, e rilanciamo con due nuovi progetti, anche ora che i riflettori dei media non sono più puntati sulla Siria.