Crotone: la bonifica resta un miraggio, con un progetto pensato da pochi e per pochi

La proposta di Syndial, non osteggiata dalla Regione Calabria, per quel che ci è dato conoscere, non risponde esattamente a un recupero definitivo del territorio né sotto il profilo ambientale, né sotto il profilo dello sviluppo futuro non solo dell’area ex industriale, ma di tutta la città.
Schermata-2016-12-14-alle-11.25.47

Gli sce­na­ri che sem­bra­no pro­fi­lar­si sul­la tan­to sospi­ra­ta boni­fi­ca del Sito di inte­res­se nazio­na­le (SIN) di Cro­to­ne non lascia­no pre­sa­gi­re nul­la di buo­no.

La pro­po­sta di Syn­dial, non osteg­gia­ta dal­la Regio­ne Cala­bria, per quel che ci è dato cono­sce­re, non rispon­de esat­ta­men­te a un recu­pe­ro defi­ni­ti­vo del ter­ri­to­rio né sot­to il pro­fi­lo ambien­ta­le, né sot­to il pro­fi­lo del­lo svi­lup­po futu­ro non solo dell’area ex indu­stria­le, ma di tut­ta la città.

La mes­sa in sicu­rez­za per­ma­nen­te del sito (di que­sto in sostan­za pare trat­tar­si) è cosa diver­sa dal­la boni­fi­ca che ci aspet­ta­va­mo e non è affat­to riso­lu­ti­va. In sostan­za Syndial/Eni è pron­ta a movi­men­ta­re 600mila metri cubi di mate­ria­le, la cui noci­vi­tà è tut­ta un pro­gram­ma a comin­cia­re dal­le temi­bi­li fer­ri­ti di zin­co, per spo­star­le di qual­che metro dal­le disca­ri­che a mare (per libe­ra­re il pae­sag­gio, sigh!)  in “impian­ti di con­fi­na­men­to” che altro non sono che disca­ri­che per rifiu­ti peri­co­lo­si sul sito di Per­tu­so­la, natu­ral­men­te già inqui­na­to di suo. Abban­ca­men­ti di vele­ni quin­di.

Tut­to que­sto per­ché Syn­dial è sem­pre alla ricer­ca di solu­zio­ni mini­ma­li per evi­ta­re costi esor­bi­tan­ti di boni­fi­ca soprat­tut­to quel­li per lo smal­ti­men­to in siti ester­ni. E la cosa peg­gio­re è che per indo­ra­re la pil­lo­la si imma­gi­na di rico­pri­re le col­li­ne che si for­me­ran­no con un bel po’ di ver­de e qual­che albe­ro che ripro­du­ca il tem­pio di Hera Lacinia.

Insom­ma, le guar­de­re­mo green ma saran­no black. E anche dan­ge­rous.

Né boni­fi­ca e né ripri­sti­no del­lo sta­to dei luo­ghi. Solo un ope­ra­zio­ne di maquil­la­ge che tra­di­sce l’ob­bli­go di ripa­ra­re i dan­ni ambien­ta­li e tute­la­re la salu­te dei cit­ta­di­ni.

E non è un caso se Syn­dial avreb­be volu­to non ren­de­re uffi­cia­le il pro­get­to fino alla fir­ma del­l’Ac­cor­do con il Mini­ste­ro del­l’Am­bien­te e gli enti loca­li. Cosa che sta­va per riu­sci­re nel silen­zio gene­ra­le, non fos­se sta­to per un inter­ven­to giornalistico.

Dav­ve­ro non capia­mo come una que­stio­ne così impor­tan­te, ovve­ro la que­stio­ne cro­to­ne­se per eccel­len­za, pos­sa esse­re con­si­de­ra­ta dai nostri rap­pre­sen­tan­ti isti­tu­zio­na­li “roba per pochi o fra pochi”.

Riguar­da la vita di ogni sin­go­lo cit­ta­di­no, anche e soprat­tut­to di quel­li più pic­co­li a cui qual­cu­no avreb­be imma­gi­na­to di rega­la­re per­si­no un bel par­co gio­chi o un asi­lo su quell’area in cui costrui­re col­li­ne con le sco­rie di Eni. Un para­dos­so inac­cet­ta­bi­le e che spe­ria­mo anco­ra si pos­sa scon­giu­ra­re, a meno che la Regio­ne Cala­bria e il Comu­ne di Cro­to­ne, insie­me al Mini­ste­ro dell’ambiente, non abbia­no deci­so di som­ma­re un disa­stro poli­ti­co e socia­le al disa­stro ambientale. 

Per que­sto abbia­mo chie­sto al Sin­da­co di Cro­to­ne, Ugo Puglie­se, e all’as­ses­so­re regio­na­le, Anto­nel­la Riz­zo, di con­vo­ca­re con­giun­ta­men­te, alla pre­sen­za del Com­mis­sa­rio per la boni­fi­ca Eli­sa­bet­ta Bel­li, un’assemblea pub­bli­ca in cui sia data l’opportunità di cono­sce­re e even­tual­men­te inter­lo­qui­re rispet­to a scel­te su cui le isti­tu­zio­ni non pos­so­no imma­gi­na­re di evi­ta­re il con­fron­to con la cittadinanza.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

Ultimi articoli

Era il 23 settembre quando il Presidente del Consiglio Mario Draghi, all’Assemblea di Confindustria, dice “Il governo non aumenterà le tasse, è il momento di dare non prendere”. Quello che viene da chiedersi, guardando la timidissima manovra, è a chi diamo, e soprattutto a chi non diamo.
La Ministra dell’Interno Lamorgese dovrebbe chiarire quale sia l’intenzione del governo circa la sorte degli ottocento precari rimasti in carico presso le sedi di servizio interessate dalle procedure di regolarizzazione e delle medesime istanze sospese.
La priorità è difendere la vittima, difendere chi denuncia, anche e soprattutto quando lo Stato chiede espressamente alla vittima di denunciare per poter intervenire.