QUADERNI

Pre­pa­ra­re gior­ni miglio­ri, occu­par­si di #cose­di­fu­tu­ro, scri­ve­re un pro­gram­ma per il gover­no del Pae­se, aprir­si al con­tri­bu­to e alla par­te­ci­pa­zio­ne di chi vuo­le por­ta­re le pro­prie com­pe­ten­ze e il pro­prio entusiasmo. 
E’ sba­glia­to bana­liz­za­re l’esito del refe­ren­dum del 4 dicem­bre ridu­cen­do­lo a un pro­ble­ma di “comu­ni­ca­zio­ne”, come l’ex Pre­mier affer­ma nel­la sua ulti­ma inter­vi­sta. All’interno di una serie di “rifor­me” che han­no avu­to come filo con­dut­to­re la “chiu­su­ra”, la sal­va­guar­dia del­le posi­zio­ni, quel­la del­la Costi­tu­zio­ne sia sta­ta cor­ret­ta­men­te indi­vi­dua­ta come la rifor­ma pilota. 
Doma­ni tor­ne­re­mo a Bel­gra­do con l’as­so­cia­zio­ne “Spe­ran­za — Hope for Chil­dren” e rac­con­te­re­mo la più pre­ve­di­bi­le del­le situa­zio­ni: un’e­mer­gen­za che dura da mesi e che il fred­do ha aggra­va­to ulte­rior­men­te, por­tan­do­la oltre i limi­ti del­la civiltà. 
Pos­si­bi­le vuo­le con­ti­nua­re a tene­re alta l’attenzione sul con­flit­to siria­no e le sue con­se­guen­ze, e a mobi­li­tar­si attra­ver­so azio­ni con­cre­te a soste­gno dei civi­li più vul­ne­ra­bi­li. Per que­sta ragio­ne abbia­mo deci­so di lan­cia­re un appel­lo a pri­ma fir­ma Sha­dy Hama­di e di riser­va­re uno spa­zio sul nostro sito per la rac­col­ta fon­di desti­na­ta al finan­zia­men­to di diver­si pro­get­ti diret­ta­men­te indi­riz­za­ti ai bam­bi­ni e alla popo­la­zio­ne siria­na. Uno di que­sti pro­get­ti riguar­da un orfa­no­tro­fio che sor­ge a Gazian­tep, cit­tà tur­ca a un’o­ra d’au­to dal con­fi­ne siria­no: l’orfanotrofio Dar al-Salam. In que­sta strut­tu­ra vivo­no 45 bam­bi­ni e 7 vedo­ve di guerra.