Il manifesto e la costituente all’islandese

Nel congelamento del governo Frozen, alle prese con la liquidazione parziale dell’eredità del precedente, in una legislatura che non si sa quanto durerà, in un passaggio politico che sembra un (non) congresso del partito di maggioranza relativa, non si può più indugiare.

Il cambiamento dipende da ciascuno di noi. Dipende da quanto sapremo metterci in gioco. Se riusciremo a dare del nostro meglio, unica condizione necessaria per un cambiamento politico complessivo.

Ciò che propongo fin d’ora e che proporrò agli Stati generali di Possibile (il 28 gennaio a Parma) è di puntare tutto sulla cultura politica e sulla capacità di promuovere un manifesto politico ed elettorale di grande innovazione in campo sociale, di spessore culturale, di lungimiranza e di intelligenza collettiva. In una parola, le competenze, che sole possono permetterci di partecipare alla competizione.

Altri si curano poco dei valori fondamentali, pochissimi scrivono un programma elettorale impegnativo (gli ultimi governi non l’hanno mai redatto e mai depositato), tutti cercano scorciatoie anche quando sanno che non sono realizzabili. L’importante è che nessuno lo scopra, altrimenti è un guaio.

Propongo un percorso molto semplice: scriviamo un manifesto preciso e puntuale, con chi vorrà partecipare. Raccogliamo idee e proposte da parte di chi le vuole discutere con noi. Valutiamole insieme sotto il profilo della loro sostenibilità e coerenza. Sottoponiamo il risultato a una verifica democratica, una sorta di assemblea costituente delle idee e delle proposte.

Non partiamo da oggi, ma dobbiamo intensificare gli sforzi, aprire al contributo di tutti coloro che sono interessati a cambiare la politica (non solo la sinistra), senza curarci troppo delle sigle: a noi interessano le persone e le loro idee.

E a chi continua a posizionarsi e a fare tattica, rispondiamo con chiarezza, come diceva la canzone: nel nostro maggio faremo a meno del vostro coraggio.

Su, cari amici che vorreste qualcosa di nuovo e di comune, è il vostro momento.

Noi diamo il via e organizziamo nel modo più democratico e trasparente possibile (appunto) il percorso: creeremo focus di dibattito e elaborazione, metteremo a disposizione i nostri ‘potenti’ mezzi per definire precisamente le proposte, accompagneremo questo processo con la mobilitazione dei nostri comitati in tutta Italia.

Scriveteci a [email protected].

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