Possibile aderisce alla campagna 1% equo
La Segretaria Nazionale Francesca Druetti: “un’iniziativa importante per rimettere al centro la giustizia fiscale”
“Scuole, università, ricerca, sanità, transizione energetica ed ecologica. Sostegno alle imprese, all’occupazione femminile e alle famiglie, per uscire dalla stagnazione e dalla crisi di natalità (veramente, senza deliri osceni sui corpi delle donne). Sono le questioni basi di cui ogni governo che ha a cuore l’interesse del paese dovrebbe occuparsi senza sosta. Eppure, quando qualcuno cerca di mettere soluzioni reali al centro dell’agenda politica, si sente chiedere: dove prendiamo i soldi? Sta nella nostra Costituzione e nella logica delle cose: dai super-ricchi. Chi ha di più paga di più, per il principio costituzionale della progressività. Chi ha tantissimo, più di quanto la maggioranza assoluta delle persone (sì, anche quelle che alla patrimoniale si oppongono, nel nome del mito di una ricchezza fuori dalla loro portata) potrà mai avere o anche immaginare, resterebbe ricchissimo, e vivrebbe in una società migliore, per tutti, anche per lui: più sicura, più avanzata, con più opportunità. Ecco perché sosteniamo la campagna 1% equo per una patrimoniale sui super-ricchi. Lo facciamo con impegno e convinzione, per rimettere al centro il tema della giustizia fiscale, per troppo tempo ignorato dal dibattito pubblico italiano”.
Lo dichiara la Segretaria Nazionale di Possibile Francesca Druetti, rilanciando l’iniziativa proposta da un ampio gruppo di esponenti della società civile, accademici e artisti.
“Da sempre la patrimoniale fa parte del programma di Possibile, e siamo contenti che ci sia ora un’iniziativa ampia e condivisa che si propone di introdurla. L’idea — come ha scritto Davide Serafin del Comitato Scientifico di Possibile sulla rivista ossigeno.net — è che attraverso la maggiore tassazione delle grandi fortune si possa dare avvio a una grande restituzione, non solo monetaria ma anche di opportunità, di accesso a casa, clima ed energia, in un momento in cui proprio questi tre aspetti sono messi in crisi dalle dinamiche di potere a livello internazionale.”
Conclude Druetti: “Quanto vale l’1% equo? 73 miliardi, secondo le stime dei promotori: ecco da dove arrivano i soldi, da ciascuno secondo le proprie capacità, a ciascuno secondo i propri bisogni. Ora serve la volontà politica di farlo.”









