Quaderni

Le odiose disparità di trattamento a danno dei Vigili del fuoco

Un eli­cot­te­ri­sta dei VVFF, pro­fes­sio­ni­sta alta­men­te spe­cia­liz­za­to, pren­de 900 euro in meno di un eli­cot­te­ri­sta del­la fore­sta­le, assor­bi­ta dai cara­bi­nie­ri: si trat­ta di una macro­sco­pi­ca e odio­sa dispa­ri­tà di trat­ta­men­to. Abbia­mo pre­sen­ta­to diver­se inter­ro­ga­zio­ni per sol­le­ci­ta­re il Gover­no ad ope­ra­re un inter­ven­to riso­lu­ti­vo e serio. L’oc­ca­sio­ne per agi­re con­cre­ta­men­te ora è data dai decre­ti attua­ti­vi del­la leg­ge Madia sul rior­di­no del­le carriere.

Un osservatorio che si occupi di mafia in maniera permanente e politica

Non è solo que­stio­ne di cor­ru­zio­ne, eva­sio­ne e di con­ni­ven­za. È una que­stio­ne strut­tu­ra­le anche al siste­ma del­l’e­co­no­mia e del­le pro­fes­sio­ni, come spie­ga con pre­ci­sio­ne Omiz­zo­lo nel suo libro, dedi­ca­to alla pro­vin­cia di Lati­na, come emer­ge dal­le recen­ti inda­gi­ni in Val­le d’Ao­sta, come pos­sia­mo regi­stra­re a ogni lati­tu­di­ne. Quan­do par­lia­mo di poli­ti­ca e anche di argo­men­ti che sem­bra­no ‘mino­ri’ (pen­so alla que­stio­ne del con­tan­te, alla lega­liz­za­zio­ne, alle modi­fi­che neces­sa­rie per ren­de­re effi­ca­ce la nuo­va nor­ma­ti­va sul capo­ra­la­to), par­lia­mo di questo.

Rimpatri verso il Sudan: pretendiamo con ancor più forza che venga fatta chiarezza

Gra­zie all’iniziativa pro­mos­sa dal Tavo­lo nazio­na­le asi­lo a tute­la di cin­que vit­ti­me del rim­pa­trio, la que­stio­ne sarà esa­mi­na­ta dal­la Cor­te euro­pea dei dirit­ti dell’uomo di Stra­sbur­go. Anche alla luce del­la annun­cia­ta stret­ta sui rim­pa­tri volu­ta dal gover­no Gen­ti­lo­ni e dal mini­stro Min­ni­ti, e alla luce del recen­te accor­do con la Libia, chie­dia­mo che i mini­stri Min­ni­ti e Alfa­no fac­cia­no imme­dia­ta­men­te chia­rez­za sul rim­pa­trio dei cit­ta­di­ni suda­ne­si, per­ché ven­ga sciol­to ogni dub­bio sul­le pos­si­bi­li vio­la­zio­ni di dirit­ti di cui il nostro pae­se potreb­be esser­si reso responsabile.

Terremoto nel centro Italia: «Nessuno rimarrà solo»?

Sia­mo anda­ti a tro­va­re Ali­ce qual­che set­ti­ma­na fa. Ali­ce e la sua fami­glia sono tito­la­ri del­l’a­zien­da Cor­ra­di­ni di Aman­do­la, nel­le Mar­che. La loro bel­lis­si­ma azien­da di agri­col­tu­ra bio­lo­gi­ca è sta­ta deva­sta­ta dal ter­re­mo­to pri­ma e dal­le nevi­ca­te poi. Sfi­ni­ta dal­la man­can­za di rispo­ste, ha invia­to que­sta let­te­ra al Pre­si­den­te del­la Regio­ne Mar­che e a noi per cono­scen­za per ren­der­la pub­bli­ca e volen­tie­ri le dia­mo voce. Leg­ge­te le sue paro­le per capi­re come si vive oggi (e da mesi) nel­le zone col­pi­te dal sisma, quel­le in cui “nes­su­no rimar­rà solo”. Zone abi­ta­te da per­so­ne che san­no cosa signi­fi­chi rim­boc­car­ci le mani­che e lavo­ra­re duro, ma che da soli non pos­so­no farcela.

Capo Colonna: la devastazione sbatte contro i sigilli apposti dalla Procura di Crotone

“Una rapi­na!”, l’ha defi­ni­ta così il dot­to­re Capoc­cia, Pro­cu­ra­to­re del­la Repub­bli­ca a Cro­to­ne. Ed è esat­ta­men­te così che l’abbiamo vis­su­ta noi fino a ieri. Un ten­ta­ti­vo, anco­ra lon­ta­no dal defi­nir­si scon­giu­ra­to del tut­to, di depau­pe­ra­re non solo la sto­ria e l’ambiente, ma anche la cul­tu­ra e l’identità di un inte­ro Paese.

Carbon tax: per l’ambiente, per il lavoro #primadeldiluvio

L’adozione di una car­bon tax è sta­ta da lun­go tem­po sug­ge­ri­ta per inte­rio­riz­za­re e miti­ga­re par­te degli impat­ti ambien­ta­li e sani­ta­ri lega­ti all’impiego dei com­bu­sti­bi­li fos­si­li. L’introduzione di una fisca­li­tà ambien­ta­le, era sta­ta pre­vi­sta anche in Ita­lia con la ‘dele­ga fisca­le’ del 2012, al fine di ridur­re pro­gres­si­va­men­te la tas­sa­zio­ne dal lavo­ro accre­scen­do quel­la sul­le risor­se natu­ra­li ed ener­ge­ti­che in modo da ren­de­re più effi­cien­te l’economia. Una nor­ma che non è mai sta­ta appro­va­ta, mal­gra­do una car­bon tax aves­se già fat­to una effi­me­ra com­par­sa alla fine degli anni Novanta.

Costituente delle idee: dalla solidarietà alla progettazione del futuro

Pos­si­bi­le l’u­gua­le ce l’ha nel sim­bo­lo, lo abbia­mo det­to mol­te vol­te. E, impe­gna­ti a con­tra­sta­re le disu­gua­glian­ze in ogni cam­po, sap­pia­mo quan­to l’a­iu­to imme­dia­to, che può fare la dif­fe­ren­za nel­la vita del­le sin­go­le per­so­ne, deb­ba anda­re di pari pas­si con l’a­na­li­si, la pro­get­ta­zio­ne di lun­go perio­do, sem­pre con lo sguar­do rivol­to al futu­ro e non alla con­ser­va­zio­ne di model­li e solu­zio­ni che, se sono mai sta­te una rispo­sta ade­gua­ta, oggi di sicu­ro non lo sono più.