Quaderni

L’applauso di questo PD a Emma Bonino è un monumento all’ipocrisia

Un PD che ha lascia­to la Bos­si-Fini come l’ha tro­va­ta, che non ha toc­ca­to il rea­to di clan­de­sti­ni­tà, che appro­va nor­me restrit­ti­ve in mate­ria di asi­lo e rim­pa­tri, che fa accor­di bila­te­ra­li di riam­mis­sio­ne con pae­si che non rispet­ta­no gli stan­dard inter­na­zio­na­li sui dirit­ti uma­ni.

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E se Renzi non dovesse scegliere affatto, tra Pisapia e Alfano?

In que­sti gior­ni di gran­di movi­men­ti (appa­ren­ti o rea­li che sia­no) a sini­stra, i com­men­ta­to­ri sem­bra­no rite­ne­re qua­si una­ni­me­men­te che Ren­zi, dopo aver vin­to il con­gres­so del PD, si tro­ve­rà di fron­te a un bivio: allear­si con Alfa­no, o con Pisa­pia. Ovvia­men­te non è un fat­to per­so­na­le, si usa­no que­ste due figu­re come sbri­ga­ti­vo sim­bo­lo

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Una lip inedita su energia e democrazia

È note­vo­le che, tra lea­der mol­to cari­sma­ti­ci, dal Maschio (!) Angioi­no sia emer­sa la figu­ra di Anna­li­sa Cor­ra­do, con­fer­ma­ta come co-por­­ta­­vo­­ce di Green Ita­lia: una figu­ra poli­ti­ca ati­pi­ca (ma solo per­ché in Ita­lia la poli­ti­ca è fre­quen­ta­ta da tipi mol­to par­ti­co­la­ri), che non cono­sce i toni esa­spe­ra­ti del­la poli­ti­ca attua­le ma che sa inter­pre­ta­re quell’ambien­ta­li­smo

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Il Governo del Diseguale e l’uguaglianza di dignità

Suc­ce­de che il Fon­do sul­le poli­ti­che socia­li e per la non auto­suf­fi­cien­za ven­ga­no ridot­ti rispet­ti­va­men­te a quo­ta 99,7 milio­ni e 450 milio­ni di euro. Quest’ultimo scen­de al livel­lo cui era sta­to por­ta­to con l’ultima leg­ge di Bilan­cio, per­den­do i 50 milio­ni aggiun­ti­vi pro­mes­si lo scor­so novem­bre dal mini­stro del Lavo­ro Giu­lia­no Polet­ti ai mala­ti di Sla e sbloc­ca­ti il 22 feb­bra­io, e il tut­to… il 23 feb­bra­io.

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Festa animalista di Possibile: per un dialogo tra tutti gli attori del settore

In atte­sa di sape­re se final­men­te il capi­to­lo rela­ti­vo alle ucci­sio­ni ver­rà stral­cia­to dal Pia­no Lupo, Pos­si­bi­le è al lavo­ro per pre­pa­ra­re la sua pri­ma Festa Ani­ma­li­sta. Non sap­pia­mo se sia la pri­ma vol­ta per un Par­ti­to, ma noi sia­mo cer­ti che il cam­mi­no dei dirit­ti deb­ba coin­vol­ge­re tut­ti e da mesi stia­mo con­du­cen­do insie­me alle prin­ci­pa­li asso­cia­zio­ni ani­ma­li­ste un per­cor­so in tal sen­so, che ha visto come ulti­mo appun­ta­men­to in ordi­ne di tem­po il bel panel su benes­se­re e dirit­ti degli Ani­ma­li duran­te la Costi­tuen­te del­le Idee.

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Il futuro prima o poi torna

Nes­su­na tas­sa sul­la pri­ma casa, dice Ber­lu­sco­ni: fat­to, può rispon­de­re Ren­zi. Nes­su­na tas­sa sul­la suc­ces­sio­ne: non inter­ve­nu­to, lascian­do tut­to così com’e­ra. Nes­su­na tas­sa sul­la pri­ma auto: solo accen­na­to, ma poi non si è con­cre­tiz­za­to. Chiu­su­ra vera di Equi­ta­lia: c’ha pro­va­to («via Equi­ta­lia!», lo slo­gan). Uso dei con­tan­ti fino a 8000 euro: li ha por­ta­ti a

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Noi sul contratto a tutele crescenti insistiamo ancora: chi ha cambiato idea è Taddei

Insi­ste­va Civa­ti, insi­ste­va. Ed ha con­ti­nua­to men­tre qual­cu­no si è ada­gia­to sul­le cur­ve mor­bi­de e avvol­gen­ti del cam­bia­ver­so. Tad­dei per­se­ve­ra nel­la pra­ti­ca ren­zia­na — lo fa oggi in un’in­ter­vi­sta alla Stam­pa in cui, rispon­den­do a una doman­da sul suo soste­gno a Civa­ti nel con­gres­so Pd del 2013, dice che sul con­trat­to a tute­le cre­scen­ti “insi­ste­va anco­ra di più” — di appli­ca­re eti­chet­te a rifor­me che inve­ce con­ten­go­no poco o nul­la di quan­to indi­ca­to.

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Né doppi fondi né secondi fini

Non abbia­mo fon­da­zio­ni alle spal­le. Non le abbia­mo mai avu­te. Finan­zia­mo i pro­get­ti con poco, sia­mo tra i pri­mi e i pochis­si­mi a far­lo con il cro­w­d­fun­ding, ren­di­con­tia­mo tut­to, ini­zia­ti­va per ini­zia­ti­va. Tut­to è trac­cia­bi­le, sen­za alcu­na zona gri­gia. Pre­fe­ria­mo pochi e bene­det­ti, piut­to­sto che tan­ti e male­det­ti. Non voglia­mo esse­re con­di­zio­na­ti da nes­su­no, pre­fe­ria­mo

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La giurisprudenza colma il vuoto della politica sulle famiglie omogenitoriali

In que­sti anni, la magi­stra­tu­ra e i tri­bu­na­li, con sen­ten­ze poten­tis­si­me e dal gran­de valo­re civi­le, han­no supe­ra­to i bal­bet­tii, le insi­cu­rez­ze, le inde­ci­sio­ni, le pau­re e i meri cal­co­li di con­sen­so elet­to­ra­le che atta­na­glia­va­no – e atta­na­glia­no — il Par­la­men­to, dimo­stran­do come la gran­de assen­te dal pano­ra­ma poli­ti­co nazio­na­le sia la poli­ti­ca.

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