Quaderni

Quello che dicono ci vorrebbe per la sinistra, e ora c’è

Si sen­te spes­so che per rida­re fia­to e smal­to alla Repub­bli­ca e per la sini­stra ci vor­reb­be: Una costi­tuen­te lai­ca e repub­bli­ca­na aper­ta a tut­te e tut­ti. Un pro­get­to che sia cul­tu­ra­le e poli­ti­co. Il coin­vol­gi­men­to del­le miglio­ri com­pe­ten­ze. Un for­mat che non sia pro­prie­ta­rio ma (dop­pia­men­te) aper­to al con­tri­bu­to e offer­to all’e­ster­no. Un lavo­ro […]

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Che cosa è maggioritario

C’è un gran­de dibat­ti­to sul mag­gio­ri­ta­rio, for­se per via del­la sua assen­za, deter­mi­na­ta dal­la boc­cia­tu­ra del­la rifor­ma elet­to­ra­le (che era pro­por­zio­na­le, eh) che la Cor­te costi­tu­zio­na­le ha riget­ta­to pro­prio nel suo «cuo­re», quel­lo del bal­lot­tag­gio e dell’analogia tra pre­mier e sin­da­co.

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Civati e Fratoianni: «Accorpare il voto referendario con le amministrative»

Con 46 gior­ni di ritar­do final­men­te il gover­no Gen­ti­lo­ni-Pd ha deci­so la data di svol­gi­men­to dei refe­ren­dum pro­mos­si dal­la Cgil e sot­to­scrit­ti da milio­ni di cit­ta­di­ni. Refe­ren­dum per abro­ga­re una leg­ge che ha pro­dot­to solo pre­ca­rie­tà e sfrut­ta­men­to, e per mag­gio­re tra­spa­ren­za e lega­li­tà negli appal­ti. Ora ci rispar­mi­no bal­let­ti e gio­chet­ti vari per evi­ta­re il voto popo­la­re. E già che ci sono, per­met­ta­no la mas­si­ma par­te­ci­pa­zio­ne demo­cra­ti­ca, accor­pan­do il voto refe­ren­da­rio con le ele­zio­ni ammi­ni­stra­ti­ve.

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Decreto Minniti: un testo studiato per ridurre i diritti dei richiedenti asilo

Il nuo­vo decre­to, nel ten­ta­ti­vo di rag­giun­ge­re gli obiet­ti­vi pre­fis­sa­ti, deter­mi­na una indub­bia com­pres­sio­ne dei dirit­ti dei richie­den­ti pro­te­zio­ne inter­na­zio­na­le e rap­pre­sen­ta una cla­mo­ro­sa occa­sio­ne man­ca­ta, l’en­ne­si­ma di que­sta legi­sla­tu­ra. Si sareb­be potu­ta avvia­re l’au­spi­ca­ta revi­sio­ne siste­ma­ti­ca del cor­pus di nor­me disci­pli­nan­te la pro­te­zio­ne inter­na­zio­na­le e, più in gene­ra­le, le poli­ti­che migra­to­rie e la con­di­zio­ne del­lo stra­nie­ro nel nostro Pae­se, come peral­tro pre­vi­sto dal­l’ar­ti­co­lo 7 del­la leg­ge n. 154 del 2014 (leg­ge di dele­ga­zio­ne euro­pea). Si sareb­be dovu­to incen­ti­va­re il siste­ma di acco­glien­za dif­fu­sa, nean­che que­sto è pre­vi­sto.

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Deriva legalitaria e desertificazione culturale: il caso Roma

Per gover­na­re una cit­tà non basta segui­re le linee gui­da del­la Cor­ti dei Con­ti: ser­ve un ragio­na­men­to d’insieme che por­ti a un pro­get­to ampio. Altri­men­ti il rischio è, come sta acca­den­do, di fare ter­ra bru­cia­ta di tut­te le real­tà socia­li in nome del­le lega­li­tà e del pro­fit­to, pri­van­do di una visio­ne di svi­lup­po socio-cul­tu­ra­le una capi­ta­le euro­pea che rima­ne sem­pre qual­che pas­so indie­tro rispet­to ad altre real­tà inter­na­zio­na­li, e che con­ti­nua ad indie­treg­gia­re ad ogni giro di oro­lo­gio.

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Condividere idee è una strada possibile

Da mol­ti anni quan­do si par­la del­lo sta­to di salu­te del­le demo­cra­zie tut­ta l’enfasi è posta sul­la gover­na­bi­li­tà. Come se la par­te­ci­pa­zio­ne dei cit­ta­di­ni alle deci­sio­ni poli­ti­che fos­se un aspet­to secon­da­rio. Eppu­re, la cri­si di con­sen­so del­le clas­si diri­gen­ti in mol­te demo­cra­zie occi­den­ta­li è lega­ta allo scol­la­men­to fra rap­pre­sen­tan­ti e rap­pre­sen­ta­ti e all’insoddisfazione dei cit­ta­di­ni

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La mozione Attak e il Fuori congresso

Il refe­ren­dum del 4 dicem­bre è sta­to il vaso che ha fat­to tra­boc­ca­re il vaso. Che poi si è rot­to defi­ni­ti­va­men­te, con la sen­ten­za del­la Cor­te costi­tu­zio­na­le, che ha dichia­ra­to l’Ita­li­cum inco­sti­tu­zio­na­le, a pre­scin­de­re da quel risul­ta­to: il bal­lot­tag­gio pre­vi­sto era inco­sti­tu­zio­na­le comun­que, anche se la pro­pa­gan­da del­la mag­gio­ran­za ovvia­men­te cer­ca di occul­ta­re que­sto fon­da­men­ta­le

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“Italia e Costituzione”, ancora una volta il 15 marzo

“Ita­lia e Costi­tu­zio­ne”, que­sto il gri­do che si leva­va a Cosen­za nel 1844 nel moto anti-bor­­bo­­ni­­co a cui si uni­ro­no in segui­to anche i Fra­tel­li Ban­die­ra. Non sarà un’insurrezione, sta­vol­ta, ma comun­que un sus­sul­to di spi­ri­to repub­bli­ca­no, quel­lo che ci ani­me­rà sem­pre il 15 Mar­zo, sta­vol­ta a Roma. Ita­lia e Costi­tu­zio­ne sono, infat­ti, le paro­le

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Metti che poi i “populisti” non vincano, di cosa parleranno i giornali?

Lo sche­ma è sem­pli­ce: par­la­re dei “popu­li­smi”, dar­li per vin­cen­ti per invi­ta­re tut­ti quan­ti al voto uti­le per il par­ti­to che già gover­na (il par­ti­to del­la nazio­ne che oggi un mini­stro defi­ni­sce: il par­ti­to del pae­se), azze­ran­do qual­sia­si altra solu­zio­ne. Però a ben guar­da­re le cose non stan­no esat­ta­men­te così e la dia­let­ti­ca non si

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Animali possibili e dove trovarli

Per una vol­ta non par­le­re­mo del­la bale­na bian­ca e del­le mac­chie del gia­gua­ro, alme­no non in ‘quel’ sen­so. Par­le­re­mo del benes­se­re ani­ma­le, del­la qua­li­tà com­ples­si­va dell’ambien­te, del rispet­to che si deve por­ta­re a noi stes­si e al mon­do nel qua­le vivia­mo. È la pri­ma festa del­la poli­ti­ca ani­ma­le e ani­ma­li­sta e discu­te­re­mo insie­me di cose

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