Quaderni

In Umbria come in tutta Italia è #TempoDiLegge contro l’omotransfobia

Da die­ci anni la Regio­ne Umbria aspet­ta una leg­ge con­tro le discri­mi­na­zio­ni per orien­ta­men­to ses­sua­le e iden­ti­tà di gene­re. Mar­te­dì 28 mar­zo è atte­so l’ul­ti­mo pas­sag­gio in aula del­la leg­ge e l’as­so­cia­zio­ne Ompha­los LGBTI di Peru­gia ha lan­cia­to una cam­pa­gna social per­ché su que­sta data impor­tan­te non cali il silen­zio, ma al con­tra­rio diven­ti un’oc­ca­sio­ne di allar­ga­re il discor­so e riac­cen­de­re la discus­sio­ne sul­la leg­ge con­tro l’o­mo­tran­sfo­bia che man­ca al pae­se

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Pretendiamo chiarezza sulla nuova discarica di Ginestreto

A Gine­stre­to, nel­la val­le dell’Uso, nel­l’ap­pen­ni­no roma­gno­lo, son già par­ti­ti i lavo­ri per lo sban­ca­men­to per la G4, l’invaso che sem­bra dover acco­glie­re dal 2020 al 2031 fino a 1,6 milio­ni di metri cubi di rifiu­ti spe­cia­li, posto a cir­ca 800 metri da un’altra disca­ri­ca anco­ra ope­ra­ti­va, la G2, e a ridos­so del rio Mor­sa­no, affluen­te dell’Uso, a cir­ca 2 km dal­la cima di Mon­te­bel­lo e con ‘vista mare’ a solo 20 Km dal­la Rivie­ra Adria­ti­ca

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Siamo quelli dello 0,005%

Ho let­to con inte­res­se il libro di Yanis Varou­fa­kis e Loren­zo Mar­si­li appe­na usci­to per i tipi di Later­za. Incro­cia mol­te que­stio­ni che in que­sti ulti­mi anni abbia­mo cer­ca­to di descri­ve­re con Pos­si­bi­le: una for­za imme­dia­ta­men­te sovra­na­zio­na­le, anzi, trans­na­zio­na­le. Un sog­get­to ine­vi­ta­bil­men­te plu­ra­le e però coor­di­na­to non in modo astrat­to ma in fun­zio­ne di bat­ta­glie

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Accesso all’acqua: prima condizione per costruire pace

Oggi, 22 mar­zo, è come ogni anno il World­Wa­ter­Day, anche per ricor­da­re che 1.8 milio­ni di per­so­ne al mon­do non han­no acces­so ad una fon­te d’acqua sicu­ra e pota­bi­le. Chi sof­fre mag­gior­men­te del­la man­can­za di acces­so all’acqua sono come sem­pre le per­so­ne più vul­ne­ra­bi­li, tra cui rifu­gia­ti e sfol­la­ti.

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I dati sulla cannabis (quelli veri)

L’an­nua­le rela­zio­ne del­la Euro­pean Moni­to­ring Cen­tre for Drugs and Drug Addic­tion (EMCDDA), che ha l’obiettivo di for­ni­re dati agli Sta­ti mem­bri sul­la situa­zio­ne dell’utilizzo di dro­ghe al loro inter­no e quin­di una soli­da base dati per poter effet­tua­re poli­ti­che sul­le sostan­ze stu­pe­fa­cen­ti, ci con­fer­ma anco­ra una vol­ta l’ur­gen­za di una leg­ge che rego­la­men­ti l’u­ti­liz­zo del­la can­na­bis.

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Un mondo più bello, senza accorgercene

La fol­le idea dei comi­ta­ti del­le Mar­che di Pos­si­bi­le: far diven­ta­re una vec­chia offi­ci­na un’of­fi­ci­na socia­le e soli­da­le, che offra ser­vi­zi, occa­sio­ni di for­ma­zio­ne e un aiu­to con­cre­to. Ci sarà un magaz­zi­no in cui rac­co­glie­re beni di pri­ma neces­si­tà da desti­na­re a chi si tro­va in in momen­to di dif­fi­col­tà, uno spa­zio per i gio­chi e per i com­pi­ti, un pedia­tra, una coun­se­lor. Ci sarà poi ovvia­men­te spa­zio per lo stu­dio e l’e­la­bo­ra­zio­ne poli­ti­ca, per le ini­zia­ti­ve, per la con­vi­via­li­tà. Ci sarà anche la scuo­la di orto e la pos­si­bi­li­tà di col­ti­var­si i pro­pri pro­dot­ti, insie­me a tan­te altre idee si affac­cia­no per sfrut­ta­re l’e­ste­so ter­re­no intor­no all’of­fi­ci­na.

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Vicini a Don Ciotti in questo splendido 21 marzo

Non si può non osser­va­re con il cuo­re gon­fio le imma­gi­ni che ci arri­va­no in que­ste ore da tut­te le cit­tà d’I­ta­lia per la gior­na­ta in ricor­do del­le vit­ti­me (inno­cen­ti, anche se nel­la leg­ge la paro­la “inno­cen­ti” han­no volu­to dimen­ti­car­se­la) di mafia. Solo a Locri sono in 25mila a mani­fe­sta­re per le vie del­la cit­tà in nome di una cul­tu­ra del­la lega­li­tà che, come dice Don Ciot­ti, ” non è solo rispet­to del­le leg­gi ma la pos­si­bi­li­tà di anda­re avan­ti con prin­ci­pi di soli­da­rie­tà, e per dare un futu­ro miglio­re sopra­tut­to ai nostri gio­va­ni”.

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Per una riforma che sia strumento di democrazia

Nel­la pras­si del pro­ces­so le ingiu­sti­zie e le discri­mi­na­zio­ni si cri­stal­liz­za­no. Cor­rot­ti e cor­rut­to­ri, uti­liz­za­to­ri di risor­se pub­bli­che per fini pri­va­ti sono i più for­ti. All’altro estre­mo i pove­ri e i disa­gia­ti. E’ come ave­re due pro­ces­si pena­li diver­si. Pen­sia­mo per esem­pio agli immi­gra­ti: arre­sto, con­va­li­da, rapi­da discus­sio­ne e con­dan­na. E stia­mo par­lan­do di un “rea­to” che potreb­be non esser­lo nel­la sua acce­zio­ne sostan­zia­le. Per altri inve­ce abbia­mo pro­ces­si ultra garan­ti­ti e lun­ghis­si­mi. Il pro­ces­so rima­ne tec­ni­ca men­tre il dirit­to sostan­zia­le dovreb­be man­te­ne­re la sua fun­zio­ne di inter­pre­ta­zio­ne del­la real­tà e del­le con­dot­te uma­ne alla luce del dirit­to. Il pro­ces­so dovreb­be quin­di man­te­ne­re fun­zio­ne di stru­men­to di demo­cra­zia per rista­bi­li­re la veri­tà in nome del popo­lo.

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Decreto Minniti e “decoro urbano”: il lessico ipocrita di una politica di destra

Con il decre­to Min­ni­ti, il PD ha dichia­ra­to guer­ra alla mar­gi­na­li­tà nascon­den­do­la sot­to il tap­pe­to: per risol­ve­re i pro­ble­mi del­le aree metro­po­li­ta­ne, inve­ce di imple­men­ta­re poli­ti­che socia­li più inci­si­ve, si segue la stra­da del­la san­zio­ne ammi­ni­stra­ti­va per chiun­que ven­ga rite­nu­to dan­no­so per il deco­ro urba­no. L’am­mi­ni­stra­zio­ne comu­na­le di destra di Trie­ste dovrà rin­gra­zia­re Min­ni­ti: con gli stru­men­ti giu­ri­di­ci mes­si in cam­po con il suo decre­to potran­no, in tran­quil­li­tà, con­ti­nua­re a pro­dur­re ordi­nan­ze discri­mi­na­to­rie in nome del deco­ro.

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Rai: uno spettacolo penoso, fondato sui peggiori pregiudizi

Chie­dia­mo (anzi pre­ten­dia­mo, in qua­li­tà di con­tri­buen­ti e cit­ta­di­ne e cit­ta­di­ni vigi­li), oltre a scu­se for­ma­li ben più argo­men­ta­te e dif­fu­se da par­te di tut­ti i sog­get­ti coin­vol­ti, anche di rea­liz­za­re al più pre­sto alme­no una “pun­ta­ta ripa­ra­tri­ce” nel­la mede­si­ma fascia di ascol­to, in cui con com­pe­ten­za e sem­pli­ci­tà ven­ga spie­ga­to quan­to gli ste­reo­ti­pi di gene­re fac­cia­no male a tut­te e a tut­ti e quan­to svi­li­re la vita, le poten­zia­li­tà, le com­pe­ten­ze, le capa­ci­tà e il cor­po del­le don­ne, ridu­cen­do­li a mero ogget­to di pia­ce­re e sup­por­to del maschio domi­nan­te, oltre ad esse­re cri­mi­na­le e igno­bi­le, non fac­cia un buon ser­vi­zio pro­prio a nes­su­no, a nes­sun uomo, nes­su­na don­na, di nes­su­na nazio­na­li­tà, età, etnia, orien­ta­men­to ses­sua­le.

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