Clima Ambiente Energia

Sciopero per il clima, Druetti: il governo minimizza l’emergenza e criminalizza chi protesta. Oggi saremo in piazza

Men­tre in Sici­lia e Cala­bria si con­ta­no i dan­ni, atti­vi­ste e atti­vi­sti per il cli­ma tor­na­no in piaz­za. A otto anni dai pri­mi scio­pe­ri di Gre­ta Thun­berg tut­to è peg­gio­ra­to: Green New Deal affos­sa­to, cor­sa al riar­mo, nuo­vi con­flit­ti, even­ti estre­mi in acce­le­ra­zio­ne. Una poli­ti­ca ener­ge­ti­ca e cli­ma­ti­ca seria e urgen­te, che uni­sca giu­sti­zia socia­le e ambien­ta­le, deve esse­re prio­ri­tà di ogni par­ti­to o coa­li­zio­ne che si dica pro­gres­si­sta e alter­na­ti­va al model­lo fos­si­le, pre­da­to­rio e distrut­ti­vo di que­sto gover­no».

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Caccia in Appennino, Druetti e Predieri (Possibile): Qualcosa deve cambiare, il ddl caccia peggiorerà la situazione.

Dopo un inci­den­te di cac­cia in Appen­ni­no Druet­ti e Pre­die­ri (Pos­si­bi­le) attac­ca­no il ddl cac­cia: «È un rega­lo alla lob­by del­la cac­cia e del­le armi e un attac­co sen­za pre­ce­den­ti alla bio­di­ver­si­tà»

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Il governo svuota il Piano di Ripristino della Natura

Dopo il voto nega­ti­vo del Mini­stro Pichet­to Fra­tin, il Gover­no (anche die­tro una inspie­ga­bi­le e assur­da pres­sio­ne di Anci) ha com­ple­ta­men­te svuo­ta­to di sen­so l’articolo 8, che per­met­te­va di met­te­re in cam­po tut­ta una serie di azio­ni per con­tra­sta­re il cam­bia­men­to cli­ma­ti­co all’interno dei nostri pae­si e del­le nostre cit­tà.

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Nubifragi in Calabria, Druetti e Giandoriggio (Possibile): Non possiamo solo rincorrere le emergenze

Dopo i nubi­fra­gi in Cala­bria Fran­ce­sca Druet­ti e Sil­via Gian­do­rig­gio (Pos­si­bi­le Cala­bria) richia­mo l’at­ten­zio­ne sul­la neces­si­tà di poli­ti­che effi­ca­ci per la pre­ven­zio­ne e il con­tra­sto degli effet­ti del­la cri­si cli­ma­ti­ca: «C’è biso­gno di una cul­tu­ra del­la pre­ven­zio­ne che orien­ti gli inve­sti­men­ti pub­bli­ci e sia­mo già in ritar­do».

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Bisogna politicizzare il caldo. Francesca Druetti a Visione Comune Emilia-Romagna

Lo stes­so gior­no in cui La Rus­sa dice­va che al “cli­ma carai­bi­co ci abi­tue­re­mo, non mori­re­mo”, il quo­ti­dia­no fran­ce­se Libé­ra­tion tito­la­va in pri­ma pagi­na: “Biso­gna poli­ti­ciz­za­re l’ondata di calo­re”. Que­sto è quel­lo che dob­bia­mo fare noi, è quel­lo che fac­cia­mo da anni. Pos­sia­mo far­lo con cre­di­bi­li­tà e urgen­za, dai ter­ri­to­ri al gover­no del pae­se, costi­tuen­do l’alternativa di cui il pae­se ha estre­ma­men­te biso­gno dopo anni di poli­ti­che mio­pi e dan­no­se.

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Il governo mette le mani sulla ricerca ambientale: un precedente gravissimo

Pichet­to Fra­tin ha nomi­na­to ai ver­ti­ci di Ispra, l’Istituto Supe­rio­re per la Pro­te­zio­ne e la Ricer­ca Ambien­ta­le, l’ex Sena­tri­ce di For­za Ita­lia Maria Ales­san­dra Gal­lo­ne. Una nomi­na chia­ra­men­te poli­ti­ca, la pri­ma rispet­to a una tra­di­zio­ne con­so­li­da­ta di tec­ni­ci com­pe­ten­ti in mate­ria. Un cam­bio di stra­te­gia che pre­mia ovvia­men­te l’appartenenza par­ti­ti­ca e non la com­pe­ten­za.

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Il Dipartimento dell’Energia USA nega l’emergenza climatica: la propaganda è la risposta a ogni domanda

Quan­to sareb­be bel­lo poter dire “no, ma in fon­do il cam­bia­men­to cli­ma­ti­co non esi­ste, se esi­ste non è col­pa nostra, e comun­que non sareb­be nul­la di male”? Una rispo­sta feno­me­na­le ad un milio­ne di pro­ble­mi, pec­ca­to solo che sia fal­sa.

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Le aree interne vanno rigenerate, non “accompagnate in un percorso di spopolamento irreversibile”.

All’o­biet­ti­vo 4 del nuo­vo Pia­no Stra­te­gi­co Nazio­na­le Aree Inter­ne 2021–2027 capeg­gia la dici­tu­ra: “accom­pa­gna­men­to in un per­cor­so di spo­po­la­men­to irre­ver­si­bi­le”.

È così che il gover­no Melo­ni par­la di 13 milio­ni di per­so­ne, 4000 comu­ni, col­lo­ca­ti lun­go tut­ta la Peni­so­la, per un tota­le cir­ca del 60% del ter­ri­to­rio nazio­na­le. Paro­le irri­ce­vi­bi­li, che dimo­stra­no quan­to poco si com­pren­da l’importanza che pos­so­no ave­re le aree inter­ne, e il ter­ri­to­rio mon­ta­no in par­ti­co­la­re, per il con­tra­sto all’emergenza cli­ma­ti­ca e per il cro­gio­lo di espe­rien­ze, spe­ri­men­ta­zio­ni e dia­lo­go che con­ten­go­no.

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Sul Salva Milano, alla fine, avevamo ragione noi

Pre­ten­dia­mo che Mila­no diven­ti vera­men­te soste­ni­bi­le come le capi­ta­li euro­pee che han­no fat­to un cam­bio di pas­so nel­la gestio­ne del­la cit­tà, inve­sten­do in mobi­li­tà dol­ce, rige­ne­ran­do inte­ri quar­tie­ri, aumen­tan­do le super­fi­ci a ver­de e le zone pedo­na­li rispet­to alla quo­ta di nuo­vo edi­fi­ca­to.

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