Il governo svuota il Piano di Ripristino della Natura

Dopo il voto negativo del Ministro Pichetto Fratin, il Governo (anche dietro una inspiegabile e assurda pressione di Anci) ha completamente svuotato di senso l’articolo 8, che permetteva di mettere in campo tutta una serie di azioni per contrastare il cambiamento climatico all’interno dei nostri paesi e delle nostre città.

È asso­lu­ta­men­te ver­go­gno­so quan­to sta facen­do il gover­no Melo­ni. Tut­to quan­to di buo­no era sta­to appro­va­to nel Pia­no di Ripri­sti­no del­la Natu­ra, adot­ta­to in via defi­ni­ti­va dall’Unione Euro­pea, è sta­to svuo­ta­to e com­ple­ta­men­te ribal­ta­to nei con­te­nu­ti. Dopo il voto nega­ti­vo del Mini­stro Pichet­to Fra­tin, il Gover­no (anche die­tro una inspie­ga­bi­le e assur­da pres­sio­ne di Anci) ha com­ple­ta­men­te svuo­ta­to di sen­so l’articolo 8, che per­met­te­va di met­te­re in cam­po tut­ta una serie di azio­ni per con­tra­sta­re il cam­bia­men­to cli­ma­ti­co all’interno dei nostri pae­si e del­le nostre cit­tà. Per inten­der­ci, quel­li dove il cam­bia­men­to cli­ma­ti­co e le sue con­se­guen­ze stan­no mostran­do gli effet­ti più deva­stan­ti. 

Per que­sto appa­re asso­lu­ta­men­te pri­va di ogni logi­ca la scel­ta di Anci. Tut­to ciò che di posi­ti­vo ed inte­res­san­te per la sfi­da che abbia­mo di fron­te era sta­to deci­so a livel­lo euro­peo è sta­to eli­mi­na­to o rele­ga­to a “sug­ge­ri­men­to”, ribal­tan­do inve­ce tut­ta una serie di obbli­ghi e di azio­ni che sareb­be­ro sta­ti mol­to impor­tan­ti.

Del­le 23 misu­re del Pia­no (pro­po­ste da Ispra a fron­te di un con­fron­to scien­ti­fi­co a livel­lo euro­peo) 15 sono sta­te eli­mi­na­te sen­za nes­su­na pro­po­sta alter­na­ti­va. 

Su que­sto aspet­to il nostro Gover­no ha deci­so che le prio­ri­tà indi­ca­te dall’Unione Euro­pea non sono impor­tan­ti, vin­co­lan­ti e scien­ti­fi­ca­men­te vali­de per esse­re pre­se in con­si­de­ra­zio­ne. Una vera e pro­pria fol­lia! Ha ragio­ne il pro­fes­sor Pile­ri quan­do dice che di fron­te a que­ste deci­sio­ni non pos­sia­mo più tener­ci le paro­le in gola ed è del tut­to evi­den­te che que­sto atteg­gia­men­to e que­ste deci­sio­ni sono cri­mi­na­li pro­prio per­ché impe­di­sco­no una serie di pra­ti­che che avreb­be­ro reso i nostri pae­si e le nostre cit­tà più resi­lien­ti di fron­te alle con­se­guen­ze dei cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci.

Atten­de­re­mo le dichia­ra­zio­ni e le lacri­me di coc­co­dril­lo di qual­che pri­mo cit­ta­di­no alla pros­si­ma inon­da­zio­ne.

Que­ste deci­sio­ni ren­de­ran­no i nostri cen­tri urba­ni ulte­rior­men­te più vul­ne­ra­bi­li, lascian­do gli stes­si Comu­ni allo sban­do, visto che il Gover­no ha indi­ca­to i Comu­ni qua­li respon­sa­bi­li dell’attuazione del PNR.

Il Rego­la­men­to euro­peo rima­ne vigen­te e vin­co­lan­te anche sen­za il Pia­no nazio­na­le e come tale dovrà esse­re appli­ca­to, pena del­le san­zio­ni per infra­zio­ne del dirit­to comu­ni­ta­rio.

Ave­va­mo l’occasione di ripen­sa­re le nostre cit­tà e i nostri pae­si ragio­nan­do seria­men­te di de-pavi­men­ta­zio­ne, di ver­de urba­no di eco­si­ste­mi urba­ni, di uso del suo­lo… e inve­ce abbia­mo cedu­to anco­ra alla logi­ca di chi vuo­le cemen­ti­fi­ca­re, asfal­ta­re e costrui­re nuo­ve cuba­tu­re e nuo­vo cemen­to.

Andre­mo in Euro­pa con un pia­no nazio­na­le ridi­co­lo… e maga­ri andre­mo a chie­de­re fon­di per ripa­ra­re i dan­ni eco­no­mi­ci, ambien­ta­li e socia­li deri­van­ti dai cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci.

L’ennesima feri­ta per le gene­ra­zio­ni futu­re, l’ennesima occa­sio­ne per­sa dal­la gene­ra­zio­ne attua­le per fare del pro­prio meglio nel con­tra­sta­re la cri­si socio-cli­ma­ti­ca e ambien­ta­le che stia­mo viven­do.

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