Quaderni

Terremoto nel centro Italia: «Nessuno rimarrà solo»?

Sia­mo anda­ti a tro­va­re Ali­ce qual­che set­ti­ma­na fa. Ali­ce e la sua fami­glia sono tito­la­ri del­l’a­zien­da Cor­ra­di­ni di Aman­do­la, nel­le Mar­che. La loro bel­lis­si­ma azien­da di agri­col­tu­ra bio­lo­gi­ca è sta­ta deva­sta­ta dal ter­re­mo­to pri­ma e dal­le nevi­ca­te poi. Sfi­ni­ta dal­la man­can­za di rispo­ste, ha invia­to que­sta let­te­ra al Pre­si­den­te del­la Regio­ne Mar­che e a noi per cono­scen­za per ren­der­la pub­bli­ca e volen­tie­ri le dia­mo voce. Leg­ge­te le sue paro­le per capi­re come si vive oggi (e da mesi) nel­le zone col­pi­te dal sisma, quel­le in cui “nes­su­no rimar­rà solo”. Zone abi­ta­te da per­so­ne che san­no cosa signi­fi­chi rim­boc­car­ci le mani­che e lavo­ra­re duro, ma che da soli non pos­so­no far­ce­la.

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Capo Colonna: la devastazione sbatte contro i sigilli apposti dalla Procura di Crotone

“Una rapi­na!”, l’ha defi­ni­ta così il dot­to­re Capoc­cia, Pro­cu­ra­to­re del­la Repub­bli­ca a Cro­to­ne. Ed è esat­ta­men­te così che l’abbiamo vis­su­ta noi fino a ieri. Un ten­ta­ti­vo, anco­ra lon­ta­no dal defi­nir­si scon­giu­ra­to del tut­to, di depau­pe­ra­re non solo la sto­ria e l’ambiente, ma anche la cul­tu­ra e l’identità di un inte­ro Pae­se.

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Il Parlamento europeo approva il CETA: perché ho votato contro

Il CETA è com­ples­si­va­men­te figlio di una sta­gio­ne pas­sa­ta e di un model­lo vec­chio, di libe­ra­liz­za­zio­ne degli scam­bi, che ha con­tri­bui­to a pro­dur­re gra­vi stor­tu­re nel com­mer­cio glo­ba­le ed ha avu­to con­se­guen­ze disa­stro­se in ter­mi­ni di aumen­to del­le dise­gua­glian­ze.

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Carbon tax: per l’ambiente, per il lavoro #primadeldiluvio

L’adozione di una car­bon tax è sta­ta da lun­go tem­po sug­ge­ri­ta per inte­rio­riz­za­re e miti­ga­re par­te degli impat­ti ambien­ta­li e sani­ta­ri lega­ti all’impiego dei com­bu­sti­bi­li fos­si­li. L’introduzione di una fisca­li­tà ambien­ta­le, era sta­ta pre­vi­sta anche in Ita­lia con la ‘dele­ga fisca­le’ del 2012, al fine di ridur­re pro­gres­si­va­men­te la tas­sa­zio­ne dal lavo­ro accre­scen­do quel­la sul­le risor­se natu­ra­li ed ener­ge­ti­che in modo da ren­de­re più effi­cien­te l’economia. Una nor­ma che non è mai sta­ta appro­va­ta, mal­gra­do una car­bon tax aves­se già fat­to una effi­me­ra com­par­sa alla fine degli anni Novan­ta.

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Costituente delle idee: dalla solidarietà alla progettazione del futuro

Pos­si­bi­le l’u­gua­le ce l’ha nel sim­bo­lo, lo abbia­mo det­to mol­te vol­te. E, impe­gna­ti a con­tra­sta­re le disu­gua­glian­ze in ogni cam­po, sap­pia­mo quan­to l’a­iu­to imme­dia­to, che può fare la dif­fe­ren­za nel­la vita del­le sin­go­le per­so­ne, deb­ba anda­re di pari pas­si con l’a­na­li­si, la pro­get­ta­zio­ne di lun­go perio­do, sem­pre con lo sguar­do rivol­to al futu­ro e non alla con­ser­va­zio­ne di model­li e solu­zio­ni che, se sono mai sta­te una rispo­sta ade­gua­ta, oggi di sicu­ro non lo sono più.

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Terremoto: interroghiamo il governo sui ritardi nella gestione dei moduli abitativi

Abbia­mo pre­sen­ta­to un’interrogazione al Con­si­glio dei Mini­stri sui ritar­di nel­la gestio­ne dei modu­li abi­ta­ti­vi per i ter­re­mo­ta­ti del­la Regio­ne Mar­che. In base alle segna­la­zio­ni che abbia­mo rac­col­to ci risul­ta­no noti­zie mol­to gra­vi anco­ra una vol­ta sul­la gestio­ne dell’emergenza ter­re­mo­to con la con­se­guen­te richie­sta del­la Regio­ne di pro­ro­ga­re l’ospitalità pres­so gli alber­ghi del­la costa fino al pros­si­mo dicem­bre.

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Il vecchio compromesso sconfitto e una politica radicale nuova

Il risul­ta­to del secon­do con­gres­so di Pode­mos con­se­gna a Pablo Igle­sias la mag­gio­ran­za asso­lu­ta del Con­se­jo Ciu­da­da­no, e al movi­men­to un desti­no (decli­na­to alla casti­glia­na) diver­so dal­le tesi del fra­ter­no avver­sa­rio scon­fit­to, Íñi­go Erre­jón, che soste­ne­va inve­ce una mode­ra­zio­ne del­le posi­zio­ni più corag­gio­se e radi­ca­li, intra­ve­den­do una allean­za ampia con il PSOE.

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ILVA: la strategia del governo si fonda su basi del tutto incerte

La pro­ce­du­ra è sospe­sa fino al 31 mar­zo pros­si­mo, la secon­da sospen­sio­ne dopo la pri­ma di novem­bre 2016, nono­stan­te l’accordo rag­giun­to tra le Pro­cu­re di Mila­no, di Taran­to e la fami­glia Riva a dicem­bre scor­so. E’ sta­ta, a quan­to pare, la stes­sa fami­glia Riva ad aver chie­sto nuo­va­men­te la sospen­sio­ne dell’accordo. A que­sto pun­to, alme­no per il momen­to, sal­ta tut­to il pro­gram­ma sul qua­le il Gover­no ave­va costrui­to l’iter di pri­va­tiz­za­zio­ne, di mes­sa a nor­ma e quant’altro riguar­dan­te lo sta­bi­li­men­to di Taran­to. Appa­re chia­ro, quin­di, che il Gover­no ha costrui­to una stra­te­gia su un assun­to asso­lu­ta­men­te incer­to.

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