QUADERNI

Se voglia­mo con­ti­nua­re ad ave­re giu­di­ci “guar­dia­ni” del­la demo­cra­zia e dei nostri dirit­ti, è neces­sa­rio vota­re NO al refe­ren­dum costi­tu­zio­na­le sull’ordinamento giudiziario. 
Movi­men­ti e grup­pi musi­ca­li di estre­ma destra che inneg­gia­no aper­ta­men­te al nazi­smo e alla vio­len­za han­no tro­va­to acco­glien­za negli spa­zi del­la Pro Loco di Lona­te Poz­zo­lo per un con­cer­to e un’assemblea, ma la pro­vin­cia di Vare­se non resta in silen­zio di fron­te a mani­fe­sta­zio­ni d’odio e di razzismo. 
Trump sta uti­liz­zan­do i cor­pi del­le per­so­ne migran­ti e di quel­le trans*, non bina­rie e inter­sex come stru­men­ti poli­ti­ci, con­tri­buen­do ad ane­ste­tiz­za­re l’opinione pub­bli­ca rispet­to alla vio­len­za strut­tu­ra­le tipi­ca dei regi­mi auto­ri­ta­ri. È una stra­te­gia già vista nel­la sto­ria, in cui la nor­ma­liz­za­zio­ne dell’abuso e dell’esclusione pre­pa­ra il ter­re­no a for­me sem­pre più radi­ca­li di disumanizzazione. 
Il Drag­Ti­vi­sm Tour Ita­lia fa tap­pa a Vene­zia. Vi aspet­tia­mo il 24 gen­na­io, dal­le ore 15:30, al Com­bo, in Cam­po dei Gesui­ti Can­na­re­gio, 4878. La drag cul­tu­re è uno stru­men­to di lot­ta poli­ti­ca, una rispo­sta al cli­ma di odio e alla pro­pa­gan­da che cer­ca di silen­zia­re le voci del­la comu­ni­tà, una resi­sten­za arti­sti­ca e cul­tu­ra­le che abbrac­cia le bat­ta­glie per l’u­gua­glian­za. Tut­to que­sto è “Drag­ti­vi­sm”.
Limi­ta­re o bloc­ca­re il loro ope­ra­to com­pro­met­te­reb­be gra­ve­men­te l’accesso a cure sani­ta­rie, cibo, acqua, ripa­ri e ser­vi­zi essen­zia­li, pro­prio men­tre oltre 1,6 milio­ni di per­so­ne a Gaza affron­ta­no livel­li cri­ti­ci di insi­cu­rez­za ali­men­ta­re e l’inverno aggra­va una situa­zio­ne già dram­ma­ti­ca. Que­sto pas­sag­gio rap­pre­sen­ta l’ennesimo attac­co israe­lia­no con­tro qua­lun­que orga­niz­za­zio­ne difen­da il dirit­to inter­na­zio­na­le e, di con­se­guen­za, i dirit­ti del popo­lo palestinese. 
Pichet­to Fra­tin ha nomi­na­to ai ver­ti­ci di Ispra, l’Istituto Supe­rio­re per la Pro­te­zio­ne e la Ricer­ca Ambien­ta­le, l’ex Sena­tri­ce di For­za Ita­lia Maria Ales­san­dra Gal­lo­ne. Una nomi­na chia­ra­men­te poli­ti­ca, la pri­ma rispet­to a una tra­di­zio­ne con­so­li­da­ta di tec­ni­ci com­pe­ten­ti in mate­ria. Un cam­bio di stra­te­gia che pre­mia ovvia­men­te l’appartenenza par­ti­ti­ca e non la competenza. 
La rifor­ma pro­mos­sa dal Gover­no fa par­te di un ampio dise­gno di sman­tel­la­men­to del­le isti­tu­zio­ni e dei mec­ca­ni­smi che garan­ti­sco­no l’equilibrio fra i pote­ri del­lo Sta­to, miran­do ad abbat­te­re le bar­rie­re che la Costi­tu­zio­ne ha posto a pro­te­zio­ne del­la demo­cra­zia e con­tro ogni autoritarismo. 
Lo sgom­be­ro del­l’A­ska­ta­su­na è allo stes­so tem­po una rap­pre­sa­glia e un enne­si­mo tas­sel­lo nel pro­get­to siste­ma­ti­co di repres­sio­ne del dis­sen­so e degli spa­zi socia­li e soli­da­li da par­te del gover­no. Così è sta­to per il Leon­ca­val­lo, così è per ogni spa­zio sim­bo­lo e real­tà atti­va sui territori. 
Con que­sto atto for­ma­le, il Con­si­glio Comu­na­le di Reg­gio Emi­lia non solo espri­me soli­da­rie­tà e un dove­ro­so rin­gra­zia­men­to alle stu­den­tes­se e agli stu­den­ti anti­fa­sci­sti aggre­di­ti da Bloc­co Stu­den­te­sco, ma soprat­tut­to riaf­fer­ma una vol­ta di più l’assoluta incom­pa­ti­bi­li­tà fra l’ideologia fasci­sta e i valo­ri fon­dan­ti la socie­tà, la cul­tu­ra e la comu­ni­tà di Reg­gio Emilia. 
I dati del “Report Cit­ta­di­ni Stra­nie­ri in Emi­lia Roma­gna — Resi­den­ti e dina­mi­che demo­gra­fi­che. Anno 2025” con­fer­ma­no come il feno­me­no migra­to­rio sia in Emi­lia-Roma­gna una real­tà strut­tu­ra­le, sta­bi­le, e sem­pre più intrec­cia­ta con i pro­ces­si demo­gra­fi­ci, eco­no­mi­ci e socia­li del nostro territorio. 
Soli­da­rie­tà da par­te di tut­ta Pos­si­bi­le a Filip­po Blen­gi­no, arre­sta­to a Tori­no sul­la base di nor­me inu­ti­li e proi­bi­zio­ni­ste che non pro­du­co­no alcun risul­ta­to se non cri­mi­na­liz­za­re cit­ta­di­ni e impren­di­to­ri del­la can­na­bis CBD. È un’impostazione anti-scien­ti­fi­ca e repres­si­va, pie­na­men­te fat­ta pro­pria dal gover­no e dal ddl Sicu­rez­za. Spe­ria­mo che la deter­mi­na­zio­ne di Blen­gi­no por­ti l’articolo 18 davan­ti alla Cor­te Costi­tu­zio­na­le: sare­mo al suo fianco. 
Men­tre Melo­ni con­ti­nua a dire che “fun­zio­ne­ran­no”, i cam­pi per le per­so­ne migran­ti di Gja­dër in Alba­nia sono fini­ti al cen­tro del­le pre­oc­cu­pa­zio­ni e cri­ti­che del comi­ta­to ONU con­tro la Tor­tu­ra e Com­por­ta­men­ti Disu­ma­ni e Degra­dan­ti. E la noti­zia già si com­men­ta da sola sot­to­li­nean­do il fal­li­men­to e lo scem­pio eti­co e poli­ti­co di que­sto progetto. 
Il 20 novem­bre alle ore 16.00, pres­so la Sala Nas­si­rya del Sena­to, si ter­rà la con­fe­ren­za stam­pa “Io Col­ti­vo: che fine ha fat­to la pro­po­sta di leg­ge popo­la­re?” dedi­ca­ta al Dise­gno di Leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re S.1317 – “Depe­na­liz­za­zio­ne del­la col­ti­va­zio­ne per uso per­so­na­le e in for­ma asso­cia­ta del­la can­na­bis”, pro­mos­so da Meglio Lega­le, Asso­cia­zio­ne Coscio­ni, Forum Dro­ghe e con il soste­gno di oltre 70 organizzazioni.