università

Ora che si inizia a parlare di aperture delle università al 50% ci chiediamo: chi stila le linee guida ha idea di cosa parli? Moltissimi studenti sono fuorisede, molti altri sono lavoratori: quest’incertezza crea solo problemi e rischia di far aumentare il numero di chi abbandona gli studi.
Un paese non può progredire senza elevare le sue competenze: scuola, università e ricerca devono essere al primo posto. Ma forse l’obiettivo di questo governo è proprio abbassare questo livello, dato che non ha investito neanche su sviluppo e innovazione. Non ci resta che assistere alle fughe verso paesi più accoglienti mentre noi puntiamo decisi verso una decrescita infelice.
I sostenitori del numero chiuso hanno gioco facile nel giustificare la loro posizione: il numero di candidati è quasi sette volte quello dei posti disponibili, e non è che le aule, i docenti, i laboratori, le strutture per i tirocini si moltiplichino per sette con un colpo di bacchetta magica
Il Governo del cambiamento ha deciso di compiere un ulteriore passo verso l’innovazione nel nostro Paese. Questa volta, tocca all’Università: da alcuni giorni, l’idea lanciata dall’Esecutivo giallo-verde è quella dell’introduzione del cosiddetto prestito d’onore, l’indebitamento studentesco, al fine (così si dice) di favorire l’ingresso agli studi universitari anche ai redditi più bassi. Peccato che questa ipotetica misura rischi di portare il livello della nostra formazione superiore indietro di almeno trent’anni.
Al di là delle diverse posizioni emerse sul tema della gratuità, varrebbe la pena di gettare uno sguardo, già a legislazione vigente, sulla situazione di illegalità diffusa in cui versa da anni la maggior parte degli atenei italiani
Crediamo che un innalzamento del livello complessivo dell’istruzione gioverebbe molto anche al mondo dell’impresa: in Italia solo il 25% dei manager, meno della metà della media europea, ha una laurea. Come pensiamo di competere sul mercato globale con questi numeri?
L'intervento di Andrea Pertici all'assemblea nazionale di Liberi e Uguali.
Ci sono persone che pensano di poterci tenere legati ad un Medioevo culturale nonostante intorno a noi il mondo si sia evoluto. Per questo condanniamo senza esitazione l’atto offensivo di Forza Nuova