QUADERNI

Un nuo­vo pat­to che nei fat­ti non cam­bie­reb­be nul­la, se non andan­do a raf­for­za­re un per­cor­so che cono­scia­mo bene, e che ogni gior­no ci allon­ta­na sem­pre di più dal­la fine del­la tra­ge­dia uma­ni­ta­ria che da anni si con­su­ma ai nostri con­fi­ni.
Può un diri­gen­te sco­la­sti­co abu­sa­re del suo pote­re a tal pun­to? E cosa acca­drà ades­so, nei vari Grup­pi di Lavo­ro, ora che c’è sta­ta la rifor­ma del PEI e que­sto pote­re di deci­de­re chi come dove e per quan­to tem­po e ore gli alun­ni disa­bi­li han­no dirit­to al soste­gno è con­se­gna­to qua­si inte­ra­men­te nel­le mani dell’azienda-scuola e dei suoi super­di­ri­gen­ti?
Abbia­mo let­to scru­po­lo­sa­men­te la “Mis­sio­ne 4, Istru­zio­ne e Ricer­ca” del Pia­no Nazio­na­le di Ripre­sa e Resi­lien­za (PNRR) e la visio­ne di scuo­la che ne emer­ge è mol­to lon­ta­na da quel­la di Pos­si­bi­le. Il PNRR deli­nea infat­ti un’idea di scuo­la su base indi­vi­dua­li­sta, che rispon­de a logi­che di mer­ca­to e model­la­ta sul­le esi­gen­ze del mon­do del lavo­ro.
Le alter­na­ti­ve ci sono, sono cre­di­bi­li, sono eco­no­mi­ca­men­te van­tag­gio­se e han­no uno sguar­do ver­so il futu­ro che è pro­fon­da­men­te diver­so rispet­to alla logi­ca e i mec­ca­ni­smi che ci han­no con­dot­to a vive­re la cri­si socio cli­ma­ti­ca ambien­ta­le che stia­mo viven­do.
Il Gover­no ci sta dicen­do che sui cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci, e quin­di sul­la ridu­zio­ne del­le emis­sio­ni, abbia­mo per­so. Stia­mo ras­se­gnan­do­ci alla cri­si cli­ma­ti­ca e stia­mo arren­den­do­ci. Ci dob­bia­mo con­cen­tra­re solo sul­la miti­ga­zio­ne del­le con­se­guen­ze e basta.