Next generation: la nuova tessera di Possibile per il 2021

Come ormai da tradizione i nostri auguri di buon anno arrivano presentando la nuova tessera e avviando la nuova campagna di adesioni a Possibile. Chiudiamo così insieme un anno durissimo per aprirne un altro pieno di possibilità.

Come ormai da tra­di­zio­ne i nostri augu­ri di buon anno arri­va­no pre­sen­tan­do la nuo­va tes­se­ra e avvian­do la nuo­va cam­pa­gna di ade­sio­ni a Pos­si­bi­le. Chiu­dia­mo così insie­me un anno duris­si­mo per aprir­ne un altro pie­no di possibilità. 

Puoi iscri­ver­ti o rin­no­va­re la tua tes­se­ra su dev.possibile.com/tessera. Se sei già iscritto/a, puoi effet­tua­re il login su Viva clic­can­do qui e sce­glie­re la voce “tes­se­ra­men­to”, per non dover com­pi­la­re nuo­va­men­te i tuoi dati.

Next Gene­ra­tion (EU) è il tito­lo del pia­no di ripre­sa euro­peo per usci­re dal­la cri­si, ma è anche la gene­ra­zio­ne a cui dob­bia­mo costan­te­men­te far rife­ri­men­to nel­la costru­zio­ne di un Pae­se su basi nuo­ve, che non con­ti­nui a indu­gia­re negli erro­ri del pas­sa­to e nel pas­sa­to, soprattutto. 

In que­sti anni Pos­si­bi­le ha impo­sta­to la sua atti­vi­tà pro­prio nell’ottica di dare rap­pre­sen­tan­za e pro­ta­go­ni­smo alle gene­ra­zio­ni più gio­va­ni, non solo per­ché, come pater­na­li­sti­ca­men­te spes­so si dice, “rap­pre­sen­ta­no il futu­ro”, ma soprat­tut­to per­ché stia­mo negan­do loro anche il presente.

Lo abbia­mo visto pla­sti­ca­men­te in que­sto ulti­mo anno. Le pri­me atti­vi­tà chiu­se e le ulti­me che ria­pri­ran­no, riguar­da­no pro­prio quel­le che rap­pre­sen­ta­no la vita, i luo­ghi, gli spa­zi dei più gio­va­ni. Una gene­ra­zio­ne rele­ga­ta al diva­no e al tablet. I pro­ble­mi e le urgen­ze, per un pae­se di adul­ti e di anzia­ni, sono altri.

È quin­di a que­sta gene­ra­zio­ne che dedi­che­re­mo i pros­si­mi mesi, met­ten­do­ci a dispo­si­zio­ne per costrui­re un Pae­se che sap­pia di futu­ro, sen­za offri­re faci­li ricet­te o affa­sci­nan­ti illu­sio­ni, ma che apra nuo­ve pos­si­bi­li­tà.

Abbia­mo già ini­zia­to con l’otti­mo lavo­ro cura­to da Davi­de Sera­fin, che puoi leg­ge­re qui: un lavo­ro che uni­sce le pro­po­ste Fase3 di Pos­si­bi­le alle risor­se mes­se a dispo­si­zio­ne dal pia­no Next Gene­ra­tion EU che l’Italia anco­ra ten­ten­na a presentare.

Lo fare­mo cer­can­do le occa­sio­ni e le moda­li­tà per met­te­re i più gio­va­ni in con­nes­sio­ne tra loro, per uni­re le loro com­pe­ten­ze e aspi­ra­zio­ni, per met­te­re a dispo­si­zio­ne spa­zi di pro­ta­go­ni­smo e di elaborazione. 

Lo fare­mo guar­dan­do alle tan­te for­me di nuo­vi e anti­chi lavo­ri, al futu­ro del pia­ne­ta che è la pri­ma emer­gen­za, alla ridi­stri­bu­zio­ne del­le ric­chez­ze, per­ché la cri­si non è ugua­le per tutti. 

Lo fare­mo con­ti­nuan­do a tene­re a men­te quei gio­va­ni da cui tan­ti adul­ti dovreb­be­ro pren­de­re esem­pio, chie­den­do ogni gior­no la liber­tà per Patrick Zaki, sup­por­tan­do le sue bat­ta­glie per i dirit­ti uma­ni, pre­ten­den­do veri­tà e Giu­sti­zia per Giu­lio Rege­ni, stan­do a fian­co di chi si bat­te per otte­ne­re una cit­ta­di­nan­za che sen­te pro­pria e chi un cor­po che lo rispec­chi, chi si bat­te con­tro ogni tipo di bar­rie­ra, fisi­ca, men­ta­le, culturale. 

Lo fare­mo dal­le aule di scuo­la, che devo­no ria­pri­re in sicu­rez­za, e da quel­le uni­ver­si­ta­rie, dai labo­ra­to­ri di ricer­ca, dal­le biblio­te­che e da tut­ti quei luo­ghi di cul­tu­ra mes­si in ango­lo ma che sono il cen­tro del­la for­ma­zio­ne uma­na di cia­scu­no di noi. 

Lo fare­mo a fian­co del­le don­ne, del­le ragaz­ze e del­le bam­bi­ne che anco­ra oggi si tro­va­no a subi­re un model­lo di socie­tà ingiu­sto e patriar­ca­le, che limi­ta la loro liber­tà e la loro realizzazione. 

Augu­ria­mo a tut­te e tut­ti che l’anno che sta per aprir­si sia l’anno in cui si lasce­ran­no da par­te le vec­chie posi­zio­ni di ren­di­ta, per costrui­re nuo­ve basi per un futu­ro più giu­sto e più sano. 

Noi sia­mo pron­ti, con­sa­pe­vo­li che il futu­ro non si costrui­sce né con le rot­ta­ma­zio­ni né con i gio­va­ni­li­smi, ma con una costrut­ti­va col­la­bo­ra­zio­ne tra gene­ra­zio­ni diver­se, in cui cia­scu­no può e deve fare la pro­pria parte.

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