Cambiare un pezzo di mondo, il nostro

E se non andremo da nessuna parte, come commentano i cinici e gli strateghi "con le palle", avremo comunque viaggiato attraverso battaglie che tutti a parole condividono ma che nessuno pratica. Avremo visto scenari e paesaggi sconosciuti, avremo cercato di cambiare un pezzo di mondo, il nostro.

Giu­sep­pe Civa­ti dice — scher­zan­do — di esse­re diven­ta­to vec­chis­si­mo, con tut­te le ragaz­ze e i ragaz­zi che si sono iscrit­ti a Pos­si­bi­le negli ulti­mi giorni.

A me, vi dirò, tut­to que­sto ha fat­to l’ef­fet­to con­tra­rio. Per­ché ho pas­sa­to due anni (e pas­sa) dif­fi­ci­li, don­na tra uomi­ni parec­chio maschi­li­sti quan­do si è trat­ta­to del­la gran­de poli­ti­ca nazio­na­le (si fa per dire), immer­sa in que­sta peren­ne sini­stra di doman­da — su se stes­sa — che è esat­ta­men­te il con­tra­rio del­la doman­da di sini­stra, che inve­ce c’è nel­la socie­tà, nel­le cose.

Pip­po par­la di sini­stra feli­ce: ecco, nel mio pic­co­lo lo sono, feli­ce, nono­stan­te le dif­fi­col­tà, nono­stan­te le sfi­de sia­no tut­te davan­ti a noi. La fidu­cia che una pic­co­la for­ma­zio­ne poli­ti­ca si è meri­ta­ta, dopo aver per­so il suo fon­da­to­re per una vicen­da elet­to­ra­le grot­te­sca, sen­za un pas­sag­gio in tv (pre­clu­sa, per moti­vi di ordi­ne poli­ti­co, se non lo ave­va­te anco­ra capi­to), uti­le solo a por­ta­re acqua a muli­ni a cui nes­su­no ha dato manu­ten­zio­ne fin dal­la Bolo­gni­na, è moti­vo di orgo­glio. Noi abbia­mo con­ti­nua­to lo stes­so, e lo stes­so con­ti­nue­re­mo. E non ce ne fre­ga nien­te se sem­bra stra­no, se non ci sono risul­ta­ti imme­dia­ti, per­ché la ragio­ne è den­tro di noi. Ed è vita­le. Ed è bella.

Que­sto è il sen­so. Sen­za auto­com­pia­ci­men­to. Ma con quel­l’or­go­glio lì. E se non andre­mo da nes­su­na par­te, come com­men­ta­no i cini­ci e gli stra­te­ghi “con le pal­le”, avre­mo comun­que viag­gia­to attra­ver­so bat­ta­glie che tut­ti a paro­le con­di­vi­do­no ma che nes­su­no pra­ti­ca. Avre­mo visto sce­na­ri e pae­sag­gi sco­no­sciu­ti, avre­mo cer­ca­to di cam­bia­re un pez­zo di mon­do, il nostro.
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