QUADERNI

Edi­zio­ne spe­cia­le del­la new­slet­ter di Nes­sun Pae­se è un’i­so­la. Inau­gu­ria­mo l’an­no nuo­vo con un viag­gio bre­ve ma inten­so nel­l’ac­co­glien­za che fun­zio­na, a diret­to con­tat­to con ope­ra­to­ri e ospi­ti.
Se sie­te una deci­na di per­so­ne con la voglia di appli­ca­re la Costi­tu­zio­ne sie­te un comi­ta­to Pos­si­bi­le. La poli­ti­ca si com­men­ta, si cri­ti­ca ma soprat­tut­to si pra­ti­ca. Pen­sa­te­ci. Noi vi aspet­tia­mo.
«Uno dei più impor­tan­ti e com­ples­si pro­ces­si di cor­ru­zio­ne inter­na­zio­na­le, sul paga­men­to di 197 milio­ni in Alge­ria da par­te di Sai­pem-Eni nel 2006–2010 su una com­mes­sa da 8 miliar­di, per poter esse­re cele­bra­to a Mila­no si aggrap­pe­rà a un giu­di­ce ono­ra­rio». Due pun­ti e a capo per spie­ga­re chi sia il Mr. Wolf del­la giu­sti­zia.
Ci sia­mo sen­ti­ti dire trop­po a lun­go che “le risor­se non ci sono”, e giù con tagli all’os­so a wel­fa­re e ser­vi­zi ai cit­ta­di­ni, men­tre non si dice dove sono ed è sem­pre man­ca­ta la volon­tà poli­ti­ca di andar­le a recu­pe­ra­re. Si sti­ma che in UE ogni anno si per­da­no fino a 1000 MLD di euro di eva­sio­ne ed elu­sio­ne fisca­le: ci si pote­va­no paga­re ben 3 pia­ni Junc­ker. Anche di que­sto chie­de­re­mo con­to al Pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne euro­pea.
A sen­tir­lo, a guar­dar­lo, a valu­tar­lo al pri­mo impat­to, Gen­ti­lo­ni non sem­bra per­so­na di destra. Eppu­re, a osser­va­re più da pres­so le poli­ti­che mes­se in cam­po fino ad ora, soprat­tut­to quel­le gesti­te dal Mini­ste­ro degli Inter­ni, sia­mo nel cam­po del­la destra pie­na: un po’ raz­zi­sta, un po’ popu­li­sta, un po’ trop­po secu­ri­ta­ria.
Il 29 dicem­bre Fran­co Gae­ta­no Cami­ni­ti rien­tra a casa la sera dopo il lavo­ro e vie­ne accol­to da diver­si col­pi di pisto­la men­tre sta­va par­cheg­gian­do l’au­to. Buchi sul­la fian­ca­ta, vetri pol­ve­riz­za­ti: roba da film. Lui si met­te al ripa­ro e rie­sce a scam­par­la. Cro­na­ca di una fine anno di un uomo che “non cor­re più peri­co­lo”.
Una for­mu­la che vuo­le sfi­da­re i per­so­na­li­smi, ovve­ro l’atteggiamento da “padro­ni di casa” con il qua­le Mas­si­mo Biton­ci e i suoi fede­lis­si­mi (che si ripre­sen­te­ran­no alle pros­si­me ele­zio­ni) han­no gesti­to la cosa pub­bli­ca nel­le sue varie espres­sio­ni. Una sfi­da alla filo­so­fia dell’uomo solo al coman­do, che mira a resti­tui­re la poli­ti­ca del­la cit­tà ai suoi cit­ta­di­ni.
Ben­ve­nu­to sia chi è dispo­sto a met­te­re dav­ve­ro tra le prio­ri­tà poli­ti­che urgen­ti l’e­co­no­mia cir­co­la­re, una nuo­va stra­te­gia ener­ge­ti­ca per usci­re dal­le fos­si­li alla velo­ci­tà del­la luce, la rige­ne­ra­zio­ne ener­ge­ti­ca degli edi­fi­ci, dei quar­tie­ri, del­le cit­tà e del­le pro­du­zio­ni, una mobi­li­tà nuo­va, la chi­mi­ca ver­de, la ricon­ver­sio­ne indu­stria­le, l’a­gri­col­tu­ra soste­ni­bi­le.
Un Con­si­glio Comu­na­le aper­to, un’assemblea pub­bli­ca come non se vede­va­no da tem­po, con rife­ri­men­ti sto­ri­ci mol­to anti­chi, risa­len­ti al tem­po mito­lo­gi­co di Locri polis magno­gre­ca. In quel­le occa­sio­ni, se le cono­scen­ze non ci tra­di­sco­no, ci si met­te­va in gio­co in pri­ma per­so­na davan­ti all’Assemblea, che non era elet­ti­va, ma dete­ne­va lo “stra­no” pote­re di deter­mi­na­re per­si­no la vita vera, non solo poli­ti­ca, di chi chie­de­va un voto.
È sta­to un anno in cui Pos­si­bi­le si è occu­pa­to dell’Uguaglianza, che all’inizio dell’anno ave­va­mo can­di­da­to per la cam­pa­gna elet­to­ra­le del 2016 e che lo sarà anche per il 2017 (costi­tuen­do la ragio­ne socia­le del par­ti­to, come indi­ca il sim­bo­lo). In que­sta chia­ve ci sia­mo occu­pa­ti di immi­gra­zio­ne, di pari­tà di gene­re, di pari dirit­ti, di lai­ci­tà, di lavo­ro, di par­te­ci­pa­zio­ne, di fisco.
La stret­ta sui migran­ti arri­va chia­ris­si­ma e tro­va tut­ti d’ac­cor­do: dal Par­ti­to Demo­cra­ti­co, al Movi­men­to 5 Stel­le, alla Lega Nord. Eppu­re una solu­zio­ne alter­na­ti­va esi­ste. Basta esse­re rea­li­sti­ci e non dimen­ti­ca­re l’u­ma­ni­tà.
Ormai più di un anno fa l’ex pre­mier Ren­zi, dal pal­co del­la Leo­pol­da, ave­va pro­mes­so una com­mis­sio­ne par­la­men­ta­re d’inchiesta sul­le ban­che. Una del­le tan­te pro­mes­se disat­te­se che ora però il nuo­vo Gover­no non può con­ti­nua­re a igno­ra­re. Di fron­te alla mano­vra più impo­nen­te degli ulti­mi decen­ni da par­te del­lo Sta­to per sal­va­re un isti­tu­to di cre­di­to in cri­si è neces­sa­rio che il par­la­men­to vigi­li su tut­ti i pas­sag­gi.