QUADERNI
Le patologie da disturbi alimentari colpiscono tre milioni di persone in Italia e coinvolgono insieme a loro le famiglie, considerando soprattutto che l’esordio dei disturbi si colloca nelle fasce d’età adolescenziali e pre adolescenziali. Per le ragazze nella fascia tra i 12 e i 25 costituiscono la prima causa di morte dopo gli incidenti stradali, dato recentissimo che ha visto un incremento negli ultimi anni. I pazienti e le famiglie si trovano spesso soli, o arrivano alla diagnosi e all’assistenza in modo tardivo, emarginati dalla natura stessa delle patologie.
Coloro che hanno definitivamente smantellato l’occasionalità del ricorso ai voucher e che nulla hanno fatto di fronte all’esplosione del loro uso (e abuso), coloro che hanno sempre difeso i voucher, ora negano qualsiasi responsabilità.
Con 46 giorni di ritardo finalmente il governo Gentiloni-Pd ha deciso la data di svolgimento dei referendum promossi dalla Cgil e sottoscritti da milioni di cittadini. Referendum per abrogare una legge che ha prodotto solo precarietà e sfruttamento, e per maggiore trasparenza e legalità negli appalti. Ora ci risparmino balletti e giochetti vari per evitare il voto popolare. E già che ci sono, permettano la massima partecipazione democratica, accorpando il voto referendario con le elezioni amministrative.
C’è un grande dibattito sul maggioritario, forse per via della sua assenza, determinata dalla bocciatura della riforma elettorale (che era proporzionale, eh) che la Corte costituzionale ha rigettato proprio nel suo «cuore», quello del ballottaggio e dell’analogia tra premier e sindaco.
Per governare una città non basta seguire le linee guida della Corti dei Conti: serve un ragionamento d’insieme che porti a un progetto ampio. Altrimenti il rischio è, come sta accadendo, di fare terra bruciata di tutte le realtà sociali in nome delle legalità e del profitto, privando di una visione di sviluppo socio-culturale una capitale europea che rimane sempre qualche passo indietro rispetto ad altre realtà internazionali, e che continua ad indietreggiare ad ogni giro di orologio.
Il nuovo decreto, nel tentativo di raggiungere gli obiettivi prefissati, determina una indubbia compressione dei diritti dei richiedenti protezione internazionale e rappresenta una clamorosa occasione mancata, l’ennesima di questa legislatura. Si sarebbe potuta avviare l’auspicata revisione sistematica del corpus di norme disciplinante la protezione internazionale e, più in generale, le politiche migratorie e la condizione dello straniero nel nostro Paese, come peraltro previsto dall’articolo 7 della legge n. 154 del 2014 (legge di delegazione europea). Si sarebbe dovuto incentivare il sistema di accoglienza diffusa, neanche questo è previsto.
Un PD che ha lasciato la Bossi-Fini come l’ha trovata, che non ha toccato il reato di clandestinità, che approva norme restrittive in materia di asilo e rimpatri, che fa accordi bilaterali di riammissione con paesi che non rispettano gli standard internazionali sui diritti umani.