Quaderni

Un mondo più bello, senza accorgercene

La fol­le idea dei comi­ta­ti del­le Mar­che di Pos­si­bi­le: far diven­ta­re una vec­chia offi­ci­na un’of­fi­ci­na socia­le e soli­da­le, che offra ser­vi­zi, occa­sio­ni di for­ma­zio­ne e un aiu­to con­cre­to. Ci sarà un magaz­zi­no in cui rac­co­glie­re beni di pri­ma neces­si­tà da desti­na­re a chi si tro­va in in momen­to di dif­fi­col­tà, uno spa­zio per i gio­chi e per i com­pi­ti, un pedia­tra, una coun­se­lor. Ci sarà poi ovvia­men­te spa­zio per lo stu­dio e l’e­la­bo­ra­zio­ne poli­ti­ca, per le ini­zia­ti­ve, per la con­vi­via­li­tà. Ci sarà anche la scuo­la di orto e la pos­si­bi­li­tà di col­ti­var­si i pro­pri pro­dot­ti, insie­me a tan­te altre idee si affac­cia­no per sfrut­ta­re l’e­ste­so ter­re­no intor­no all’of­fi­ci­na.

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Vicini a Don Ciotti in questo splendido 21 marzo

Non si può non osser­va­re con il cuo­re gon­fio le imma­gi­ni che ci arri­va­no in que­ste ore da tut­te le cit­tà d’I­ta­lia per la gior­na­ta in ricor­do del­le vit­ti­me (inno­cen­ti, anche se nel­la leg­ge la paro­la “inno­cen­ti” han­no volu­to dimen­ti­car­se­la) di mafia. Solo a Locri sono in 25mila a mani­fe­sta­re per le vie del­la cit­tà in nome di una cul­tu­ra del­la lega­li­tà che, come dice Don Ciot­ti, ” non è solo rispet­to del­le leg­gi ma la pos­si­bi­li­tà di anda­re avan­ti con prin­ci­pi di soli­da­rie­tà, e per dare un futu­ro miglio­re sopra­tut­to ai nostri gio­va­ni”.

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Per una riforma che sia strumento di democrazia

Nel­la pras­si del pro­ces­so le ingiu­sti­zie e le discri­mi­na­zio­ni si cri­stal­liz­za­no. Cor­rot­ti e cor­rut­to­ri, uti­liz­za­to­ri di risor­se pub­bli­che per fini pri­va­ti sono i più for­ti. All’altro estre­mo i pove­ri e i disa­gia­ti. E’ come ave­re due pro­ces­si pena­li diver­si. Pen­sia­mo per esem­pio agli immi­gra­ti: arre­sto, con­va­li­da, rapi­da discus­sio­ne e con­dan­na. E stia­mo par­lan­do di un “rea­to” che potreb­be non esser­lo nel­la sua acce­zio­ne sostan­zia­le. Per altri inve­ce abbia­mo pro­ces­si ultra garan­ti­ti e lun­ghis­si­mi. Il pro­ces­so rima­ne tec­ni­ca men­tre il dirit­to sostan­zia­le dovreb­be man­te­ne­re la sua fun­zio­ne di inter­pre­ta­zio­ne del­la real­tà e del­le con­dot­te uma­ne alla luce del dirit­to. Il pro­ces­so dovreb­be quin­di man­te­ne­re fun­zio­ne di stru­men­to di demo­cra­zia per rista­bi­li­re la veri­tà in nome del popo­lo.

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Questa volta, Milena, non ti seguiamo proprio

Que­st’og­gi Mile­na Gaba­nel­li tor­na a par­la­re di acco­glien­za, ripro­po­nen­do un model­lo che non con­di­vi­dia­mo, ma soprat­tut­to tes­sen­do le lodi per il cosid­det­to “Pac­chet­to Min­ni­ti” che, ripren­den­do le solu­zio­ni del­la peg­gior destra, non risol­ve­rà alcun pro­ble­mi ed espor­rà a ulte­rio­ri sof­fe­ren­ze le per­so­ne in fuga da guer­ra e per­se­cu­zio­ni.

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La legge urbanistica sarda: vecchi dilemmi e nuovi volumi

C’era un vol­ta la Sar­de­gna regio­ne model­lo per la tute­la del pae­sag­gio, quel­la del pri­mo Pia­no pae­sag­gi­sti­co regio­na­le, quel­la che fece scuo­la. C’era una vol­ta. E ora? Pro­ba­bil­men­te se l’è un po’ dimen­ti­ca­ta (o se la ricor­da male) l’attuale Giun­ta Piglia­ru, che ha appe­na licen­zia­to le nuo­ve nor­me per l’Urbanistica.

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Il governo porti in Parlamento l’accordo con la Libia

Non sia­mo di fron­te a un accor­do di natu­ra esclu­si­va­men­te tec­ni­ca ma, anzi, ad un accor­do dal for­tis­si­mo valo­re poli­ti­co, dato che inter­vie­ne diret­ta­men­te e con for­za nel­la sfe­ra dei dirit­ti del­la per­so­na, met­ten­do in discus­sio­ne il nostro siste­ma di acco­glien­za, la nostra poli­ti­ca del­l’a­si­lo e la nostra stes­sa poli­ti­ca este­ra, tenen­do con­to anche del fat­to che la Libia non ha sot­to­scrit­to la Con­ven­zio­ne di Gine­vra sul­lo sta­tus dei rifu­gia­ti.

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Decreto Minniti e “decoro urbano”: il lessico ipocrita di una politica di destra

Con il decre­to Min­ni­ti, il PD ha dichia­ra­to guer­ra alla mar­gi­na­li­tà nascon­den­do­la sot­to il tap­pe­to: per risol­ve­re i pro­ble­mi del­le aree metro­po­li­ta­ne, inve­ce di imple­men­ta­re poli­ti­che socia­li più inci­si­ve, si segue la stra­da del­la san­zio­ne ammi­ni­stra­ti­va per chiun­que ven­ga rite­nu­to dan­no­so per il deco­ro urba­no. L’am­mi­ni­stra­zio­ne comu­na­le di destra di Trie­ste dovrà rin­gra­zia­re Min­ni­ti: con gli stru­men­ti giu­ri­di­ci mes­si in cam­po con il suo decre­to potran­no, in tran­quil­li­tà, con­ti­nua­re a pro­dur­re ordi­nan­ze discri­mi­na­to­rie in nome del deco­ro.

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Rai: uno spettacolo penoso, fondato sui peggiori pregiudizi

Chie­dia­mo (anzi pre­ten­dia­mo, in qua­li­tà di con­tri­buen­ti e cit­ta­di­ne e cit­ta­di­ni vigi­li), oltre a scu­se for­ma­li ben più argo­men­ta­te e dif­fu­se da par­te di tut­ti i sog­get­ti coin­vol­ti, anche di rea­liz­za­re al più pre­sto alme­no una “pun­ta­ta ripa­ra­tri­ce” nel­la mede­si­ma fascia di ascol­to, in cui con com­pe­ten­za e sem­pli­ci­tà ven­ga spie­ga­to quan­to gli ste­reo­ti­pi di gene­re fac­cia­no male a tut­te e a tut­ti e quan­to svi­li­re la vita, le poten­zia­li­tà, le com­pe­ten­ze, le capa­ci­tà e il cor­po del­le don­ne, ridu­cen­do­li a mero ogget­to di pia­ce­re e sup­por­to del maschio domi­nan­te, oltre ad esse­re cri­mi­na­le e igno­bi­le, non fac­cia un buon ser­vi­zio pro­prio a nes­su­no, a nes­sun uomo, nes­su­na don­na, di nes­su­na nazio­na­li­tà, età, etnia, orien­ta­men­to ses­sua­le.

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Con passione, cordialmente: perché non possiamo continuare a penalizzare i professionisti della cultura

Ma dav­ve­ro per pub­bli­ciz­za­re un’i­ni­zia­ti­va bel­la e impor­tan­te come quel­la che il FAI orga­niz­za da decen­ni è neces­sa­rio abbas­sar­si a crea­re con­trap­po­si­zio­ni inu­ti­li e dan­no­se, anzi, inu­ti­li in quan­to dan­no­se? Ma dav­ve­ro è neces­sa­rio met­te­re l’uno con­tro l’altro i volon­ta­ri e i pro­fes­sio­ni­sti dei beni cul­tu­ra­li, a disca­pi­to del ruo­lo di entram­bi (ma ovvia­men­te soprat­tut­to di quel­lo dei lavo­ra­to­ri, che han­no, in que­sto caso, di più da per­de­re)?

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