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8500 firme depositate presso il Consiglio Regionale il 19 aprile scorso, per chiedere, attraverso una legge di iniziativa popolare, che la legge 194 trovi piena e reale applicazione in Lombardia.
In questi mesi in Lombardia è nata la campagna Aborto al Sicuro, a cui Possibile ha aderito e per cui si stanno raccogliendo firme in molti comuni. Si tratta di una proposta di legge di iniziativa popolare rivolta alla Regione Lombardia, che si riassume in 10 punti chiave, tra cui il potenziamento e l’ampliamento dei compiti dei consultori, adeguata formazione del personale medico, diffusione della contraccezione.
Varese, Arosio, Como, Morbegno, Lodi, Milano: sono solo le ultime città lombarde ad essere state nelle ultime settimane tristemente protagoniste di episodi di razzismo. Episodi eclatanti, e che quindi arrivano sulla stampa. Perché non possiamo sapere in realtà quanti piccoli gesti di razzismo si consumano in mezzo a noi ogni giorno.
La riforma lombarda andrebbe avversata con forza, riportando prima di tutto al centro del dibattito la necessità di mettere uno stop al taglio del finanziamento del settore sanitario e all’importanza di preservare la sanità pubblica, costantemente svalutata e bistrattata a favore di quella privata e dei suoi ingenti interessi
Non abbiamo nulla di personale contro di loro, ma tutto di politico: chi vota Pd sappia che vota Formigoni e vota la sua eredità politica.
Fontana dovrebbe chiudersi in casa dalla vergogna, chiedere scusa e ritirarsi per sempre dalla scena politica e pubblica lombarda e italiana
Non serve allearsi col PD per votare Gori o Zingaretti
Assistiamo a un surreale dibattito che si ostina a prendere sul serio ciò che serio non è: concedere a Zaia e Maroni di dirci che ne vogliono fare del risultato del referendum, discuterne, buttarsi sull'analisi delle loro parole significa legittimare il nulla elettorale
Maroni ha interrogato la Lombardia sull'autonomia, e la Lombardia ha risposto forte e chiaro: vuole l'autonomia, ma da Maroni e dalle cialtronerie leghiste. Un voto che da plebiscito si trasforma in richiesta di dimissioni per un governatore cui i cittadini hanno voltato le spalle.