Lombardia, “Aborto al sicuro”: in audizione la proposta di legge

8500 firme depositate presso il Consiglio Regionale il 19 aprile scorso, per chiedere, attraverso una legge di iniziativa popolare, che la legge 194 trovi piena e reale applicazione in Lombardia.

[vc_row][vc_column][vc_column_text]8500 fir­me depo­si­ta­te pres­so il Con­si­glio Regio­na­le il 19 apri­le scor­so, per chie­de­re, attra­ver­so una leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re, che la leg­ge 194 tro­vi pie­na e rea­le appli­ca­zio­ne in Lom­bar­dia.

Una pro­po­sta, quel­la di Abor­to al Sicu­ro, a costo zero per l’Am­mi­ni­stra­zio­ne e che pre­ve­de però  un’im­por­tan­te rior­ga­niz­za­zio­ne del siste­ma attua­le, che oggi ren­de pra­ti­ca­men­te impos­si­bi­le il ricor­so all’in­ter­ru­zio­ne volon­ta­ria di gra­vi­dan­za in alcu­ne zone del­la Regio­ne: secon­do Radio Lom­bar­dia infat­ti nel 2018 il 66% dei gine­co­lo­gi lom­bar­di era­no obiet­to­ri, con record del 100% a Chia­ven­na e Iseo. 

È sem­pli­ce imma­gi­na­re cosa que­sto signi­fi­chi per una don­na che deci­de di inter­rom­pe­re la pro­pria gra­vi­dan­za: signi­fi­ca dover­si spo­sta­re, intra­pren­de­re un per­cor­so a osta­co­li tra ospe­da­li e cor­se con­tro il tem­po, e que­sto nono­stan­te la 194 sia leg­ge del­lo Sta­to dal 1978. Eppu­re, anco­ra oggi, il dirit­to del­le don­ne di deci­de­re del pro­prio cor­po è osta­co­la­to. A ciò si aggiun­ge che poco o nul­la vie­ne fat­to sul fron­te del­l’in­for­ma­zio­ne e del­la pre­ven­zio­ne, nono­stan­te la leg­ge 194 par­li espli­ci­ta­men­te del­la neces­si­tà di pro­muo­ve­re una mater­ni­tà con­sa­pe­vo­le. 

Nel ter­zo mil­len­nio, nel­la Regio­ne che si fre­gia di esse­re il trai­no d’I­ta­lia, la ses­sua­li­tà con­sa­pe­vo­le e la pre­ven­zio­ne resta­no un tabù, espo­nen­do soprat­tut­to i più gio­va­ni al rischio di con­trar­re malat­tie ses­sual­men­te tra­smis­si­bi­li. Nei dor­mien­ti con­si­gli comu­na­li fio­ri­sco­no sem­pre più spes­so mozio­ni che fin­go­no di difen­de­re la vita men­tre ciò che per­se­guo­no è solo la nega­zio­ne del dirit­to alla liber­tà, all’au­to­de­ter­mi­na­zio­ne e alla digni­tà. Inu­ti­le nega­re l’e­vi­den­za: tut­te que­ste que­stio­ni si ten­go­no insie­me e sono lega­te a una visio­ne poli­ti­ca e cul­tu­ra­le rea­zio­na­ria che vede il cor­po del­le don­ne come cam­po di bat­ta­glia. E le don­ne (ma anche mol­ti uomi­ni, per for­tu­na!) han­no capi­to l’im­por­tan­za di que­sta bat­ta­glia, inse­ri­ta in un qua­dro più gran­de: per que­sto in Lom­bar­dia sia­mo riu­sci­ti con il con­tri­bu­to dei pro­mo­to­ri e degli ade­ren­ti alla cam­pa­gna Abor­to al Sicu­ro a por­ta­re a casa qua­si il dop­pio del­le fir­me neces­sa­rie al depo­si­to del­la pro­po­sta di leg­ge

Ora spe­ria­mo che que­sta cam­pa­gna fon­da­men­ta­le pro­se­gua anche nel­le altre Regio­ni di Ita­lia e tenia­mo alta l’at­ten­zio­ne per la pri­ma audi­zio­ne in aula del­la pro­po­sta, che si ter­rà il 9 otto­bre alle 10 in Regio­ne Lom­bar­dia

Gra­zie a tut­te e tut­ti per aver reso pos­si­bi­le que­sto risul­ta­to e un gra­zie spe­cia­le alla coor­di­na­tri­ce del­la cam­pa­gna, Sara Mar­tel­li.

Bene­det­ta Rinal­di[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare

Quel­lo che l’I­ta­lia chie­de, e che noi dob­bia­mo saper ascol­ta­re, è un con­fron­to serio sui con­te­nu­ti, che coin­vol­ga tut­te le for­ze che voglio­no costrui­re un’al­ter­na­ti­va al gover­no Melo­ni. Un con­fron­to che abbia al cen­tro la Costi­tu­zio­ne, che anco­ra una vol­ta si è rive­la­ta la bus­so­la intor­no a cui il Pae­se sa ritro­var­si. Per­ché la Costi­tu­zio­ne non è solo il testo che abbia­mo dife­so al refe­ren­dum, è l’o­riz­zon­te di un Pae­se più giu­sto che non abbia­mo anco­ra costrui­to.

Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

Petacciato: la terra frana. E anche il nostro futuro

La ria­per­tu­ra del­la fra­na di Petac­cia­to e i con­se­guen­ti disa­gi socia­li, eco­no­mi­ci e ambien­ta­li, insie­me con tut­ti gli epi­so­di estre­mi che si sono veri­fi­ca­ti negli ulti­mi anni, stan­no facen­do tor­na­re a gal­la la vera e neces­sa­ria ope­ra di cui ha vera­men­te biso­gno il nostro pae­se: la mes­sa in sicu­rez­za del ter­ri­to­rio ita­lia­no dal rischio idro­geo­lo­gi­co.

Perché i nostri figli cercano l’ordine nel baratro

Dob­bia­mo resti­tui­re ai ragaz­zi il dirit­to al con­flit­to sano. Han­no un dispe­ra­to biso­gno di lot­ta­re per qual­co­sa di rea­le, di spor­car­si le mani per costrui­re un futu­ro tan­gi­bi­le. Solo così smet­te­ran­no di fare la guer­ra in nome dei fan­ta­smi del pas­sa­to.