Diritti umani

Si scrive “riammissione informale”, si legge “respingimento illegale”

Dopo la stra­te­gia del­la stret­ta ai sal­va­tag­gi del­le ONG e quel­la di asse­gna­re por­ti lon­ta­ni ai sal­va­tag­gi che inve­ce si rie­sco­no ad effet­tua­re, emer­ge un’ul­te­rio­re stra­te­gia del nostro pae­se per gesti­re i flus­si migra­to­ri: le riam­mis­sio­ni infor­ma­li. Sul fron­te nor­di­co, quel­lo del­la rot­ta bal­ca­ni­ca, a novem­bre il gover­no ha riat­ti­va­to le riam­mis­sio­ni “infor­ma­li” tra Ita­lia […]

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Palestina, non ci si può voltare dall’altra parte

Sgom­be­ri for­za­ti, demo­li­zio­ni, occu­pa­zio­ni, cen­ti­na­ia di attac­chi con­tro i Pale­sti­ne­si nel­le set­ti­ma­ne pas­sa­te, dedi­ca­te alla rac­col­ta del­le oli­ve, i cui albe­ri spes­so ven­go­no sra­di­ca­ti o bru­cia­ti. Una situa­zio­ne inac­cet­ta­bi­le, che negli ulti­mi gior­ni ha visto un enne­si­mo ina­spri­men­to, con l’o­mi­ci­dio com­piu­to a Huw­wara di un gio­va­ne pale­sti­ne­se, Ammar Mifleh, tre gior­ni fa, un raz­zo lan­cia­to

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I richiedenti asilo dovrebbero essere tutti uguali. Ma è davvero così?

Quin­di, si ripe­te, tut­te le per­so­ne che scap­pa­no da una guer­ra o dal­le per­se­cu­zio­ni o dal­la mor­te cer­ta per altre ragio­ni, devo­no esse­re accol­te, però è leci­to por­si una doman­da, guar­dan­do il qua­dro gene­ra­le.
Sono dav­ve­ro tut­ti ugua­li?
Stia­mo, come “occi­den­te” in gene­ra­le, trat­tan­do tut­te e tut­ti nel­lo stes­so modo?
Sem­bra di no.

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L’unica guerra da fare è quella al riscaldamento globale

L’u­ni­ca guer­ra da fare è quel­la al riscal­da­men­to glo­ba­le, la miti­ga­zio­ne dei cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci è la gran­de sfi­da di que­sto seco­lo. Potre­mo vin­cer­la sol­tan­to evi­tan­do le distra­zio­ni, svi­lup­pan­do cul­tu­ra ambien­ta­le e agen­do in modo con­sa­pe­vo­le e respon­sa­bi­le su lar­ghis­si­ma sca­la.

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Caschi arcobaleno

Se voglia­mo esse­re ade­ren­ti in modo sostan­zia­le alla Car­ta e soprat­tut­to ai suoi prin­ci­pi, che val­go­no più del­le pro­ce­du­re e del­le affer­ma­zio­ni di pote­re, la solu­zio­ne è l’interposizione di una for­za di pace, neu­tra­le, anche sen­za egi­da ONU, che fac­cia fini­re i com­bat­ti­men­ti, garan­ti­sca un ces­sa­te il fuo­co, e che poi ritor­ni a casa con le pro­prie armi dopo che il dia­lo­go e la diplo­ma­zia abbia­no tro­va­to una solu­zio­ne ai pro­ble­mi, che ci sono, ma che tut­ti stan­no bran­den­do in modo stru­men­ta­le per la pro­pria mise­ra pro­pa­gan­da.

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Invasione russa in Ucraina: non poteva esserci peggiore risveglio

Se voles­si­mo riu­sci­re a guar­da­re al di là del nostro ombe­li­co, riu­sci­rem­mo anche a vede­re in modo chia­ro che la solu­zio­ne per garan­ti­re una pace dura­tu­ra in Euro­pa e nel mon­do, che assi­cu­ri il pri­ma­to del dirit­to sul­la for­za, è il fede­ra­li­smo mon­dia­le. Ma la pace nel mon­do, così come il mez­zo per arri­var­ci, il fede­ra­li­smo mon­dia­le, sono anco­ra pur­trop­po per­ce­pi­ti come uto­pie. Intan­to, lascia­mo pure gli atti­vi­sti sgo­lar­si e par­la­re al ven­to…

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Dalla parte del popolo ucraino e del diritto internazionale

Ora si par­la di san­zio­ni eco­no­mi­che, ma sareb­be sta­to più faci­le pren­de­re seria­men­te que­sta minac­cia già piut­to­sto fiac­ca se giu­sto un mese fa l’UE non aves­se dichia­ra­to il gas natu­ra­le rus­so una fon­te ener­ge­ti­ca stru­men­ta­le alla tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca.

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Gli invisibili senza green pass e con decreto di espulsione

Suc­ce­de che vi sia­no migran­ti che arri­va­no in Ita­lia, rice­va­no un decre­to di respin­gi­men­to, ma non pos­sa­no muo­ver­si in alcun modo, nean­che per ritor­na­re nel Pae­se di ori­gi­ne. Anche volen­do ottem­pe­ra­re all’ob­bli­go del decre­to, infat­ti, non sono in gra­do di far­lo per­ché non sono in pos­ses­so di green pass raf­for­za­to. E così si ritro­va­no in un lim­bo in con­di­zio­ni inso­ste­ni­bi­li.

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