Diritti umani

Lo sapevamo già, ora lo dice anche una sentenza: Maysoon Majidi è innocente

È un gior­no impor­tan­te per chi come noi ha segui­to con appren­sio­ne la sua vicen­da, emble­ma del­la cri­mi­na­liz­za­zio­ne del­le per­so­ne migran­ti. Oggi May­soon può rial­za­re la testa, con­ti­nuan­do a lot­ta­re per i più debo­li come ha sem­pre fat­to.

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Marro: carcere, non possiamo continuare a puntare su repressione e violenza

Epi­so­di come quel­lo di oggi con­fer­ma­no ciò che con­ti­nuo a ripe­te­re dal pri­mo gior­no del mio man­da­to: ser­ve lavo­ra­re sul poten­zia­men­to dei ser­vi­zi edu­ca­ti­vi, for­ma­ti­vi e sani­ta­ri, sul­la media­zio­ne cul­tu­ra­le e sul­la for­ma­zio­ne del per­so­na­le peni­ten­zia­rio, sui pro­get­ti di sup­por­to etno­psi­chia­tri­co. Con­ti­nua­re a fare fin­ta che gli stru­men­ti fino ad oggi usa­ti sia­no ade­gua­ti per fare fron­te ai pro­ble­mi del siste­ma car­ce­ra­rio è estre­ma­men­te mio­pe.

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Consiglio Regionale Piemonte, Giulia Marro e Francesca Druetti: “Parità di genere, questa sconosciuta”.

Oggi Giu­lia Mar­ro, elet­ta in Con­si­glio Regio­na­le in quo­ta Allean­za Ver­di Sini­stra e Pos­si­bi­le, ha par­te­ci­pa­to alla pri­ma sedu­ta del­la XII legi­sla­tu­ra Pie­mon­te­se.  “Dopo aver sen­ti­to gli inter­ven­ti dei capo­grup­po di mag­gio­ran­za sono anco­ra più con­sa­pe­vo­le del­l’ur­gen­za di por­ta­re in Con­si­glio le voci di chi non è rien­tra­to nei loro discor­si come d’al­tron­de nel pro­gram­ma

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Non è accettabile voltarsi dall’altra parte

Tut­ta la poli­ti­ca mon­dia­le deve sen­tir­si sul­le spal­le la respon­sa­bi­li­tà degli attac­chi di oggi.
Lavo­ra­re per la pace signi­fi­ca lavo­ra­re per la giu­sti­zia, per la fine dell’occupazione e del­le atro­ci­tà rap­pre­sen­ta­te in tut­ta la loro dram­ma­ti­ca evi­den­za negli stes­si rap­por­ti dell’ONU, che la comu­ni­tà inter­na­zio­na­le rap­pre­sen­ta.

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A 10 anni dalla strage di Lampedusa, il Vademecum Accoglienza Possibile

Il grup­po Acco­glien­za Pos­si­bi­le ha lavo­ra­to in que­sti mesi per crea­re un vade­me­cum che rispon­da alla pro­pa­gan­da del gover­no. Per oppor­ci a que­sta vio­len­za con ragio­ne, dati e com­pe­ten­ze. All’odio raz­zi­sta del gover­no rispon­dia­mo rilan­cian­do con l’accoglienza. E per que­sto occor­re una resi­sten­za che sia fat­ta di dia­lo­go sano e infor­ma­to con la comu­ni­tà cit­ta­di­na.

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Combattere all’infinito o far tacere le armi: sappiamo da che parte stare

Di fron­te a que­sta situa­zio­ne la richie­sta di una solu­zio­ne diplo­ma­ti­ca al con­flit­to non è solo figlia di un approc­cio geo­po­li­ti­co che ripu­dia la guer­ra, ma anche l’unica rispo­sta pra­ti­ca a un pro­ble­ma di gra­vi­tà stra­zian­te.
Di fron­te a una guer­ra che non può esse­re vin­ta da nes­sun lato le opzio­ni sono due: com­bat­te­re all’infinito o far tace­re le armi, sap­pia­mo da che par­te sta­re.

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Jenin, Palestina

Alme­no die­ci pale­sti­ne­si ucci­si fino­ra, tra cui tre mino­ren­ni, l’at­tac­co con­dot­to su lar­ga sca­la alla cit­tà di Jenin, uno dei cen­tri prin­ci­pa­li del nord del­la Cisgior­da­nia, la cata­stro­fe uma­ni­ta­ria del­le miglia­ia di per­so­ne costret­te in que­ste ore ad abban­do­na­re il cam­po pro­fu­ghi del­la cit­tà, che ospi­ta cir­ca 18.000 per­so­ne: sono fat­ti di fron­te ai qua­li

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La guerra funziona così

Dopo 16 mesi la guer­ra ha por­ta­to solo distru­zio­ne e mor­te, pro­fu­ghi e cri­si eco­no­mi­ca mon­dia­le, che pote­va­no esse­re evi­ta­ti solo con una inter­po­si­zio­ne di for­ze di pace.
Dopo 16 mesi c’è anco­ra una (ampia e bipar­ti­san) mag­gio­ran­za par­la­men­ta­re che sostie­ne che l’unica pace giu­sta è la vit­to­ria ucrai­na e la ricon­qui­sta da par­te ucrai­na dei ter­ri­to­ri annes­si dal­la Rus­sia, quin­di una situa­zio­ne ogget­ti­va­men­te diver­sa da quel­la in esse­re all’inizio del con­flit­to.
Che va bene la pace ma pri­ma si vin­ce la guer­ra, una evi­den­te con­trad­di­zio­ne in ter­mi­ni.

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La Commissione vara un’economia di guerra

di Ales­san­dro Tin­ti, Euro­pa Pos­si­bi­le Il 9 mag­gio il Par­la­men­to Euro­peo riu­ni­to in ses­sio­ne ple­na­ria ha appro­va­to a lar­ga mag­gio­ran­za la pro­ce­du­ra d’ur­gen­za pro­po­sta dal­la Com­mis­sio­ne Euro­pea per incre­men­ta­re la pro­du­zio­ne di muni­zio­ni pesan­ti e acce­le­rar­ne l’invio in Ucrai­na. Il pia­no, noto come Act in Sup­port of Ammu­ni­tion Pro­duc­tion (ASAP), pre­ve­de lo stan­zia­men­to di un

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