profughi

Avremmo potuto prendercela direttamente con Matteo Salvini, e ne avremmo tutte le ragioni. Ma preferiamo (come già in passato) rispondere con i dati e i numeri, stando alle "soluzioni che non sono soluzioni" che propone.
Soltanto una logica demenziale può contrapporre i terremotati ai profughi. Se c'è una cosa che li accomuna è non avere più una casa, averla vista per ragioni diverse distrutte. Come parte della loro vita, come parte della loro famiglia.
Recentemente la questione dell'emergenza profughi alla stazione di San Giovanni a Como, ad un tiro di schioppo dal confine svizzero è arrivata sui media nazionali. Ma qual è esattamente la situazione dei profughi accampati nel parco presso la stazione?
Ti guarda fisso negli occhi mentre con presa sicura ti punta il fucile in fronte. Poi te lo spinge sulla spalla e si mette a urlare: "Girati, girati di schiena, subito! Hai capito?! Girati!".
Sorridono tutti, quasi tutti. Qualcuno è troppo piccolo e la sua testa è bloccata da troppe cose brutte, così a due anni non parla, non cammina, non sorride, non ti guarda. Aspetta lì, seduto su un passeggino, in attesa che il mondo si accorga di lui e qualche governo gli trovi il suo posto, in quel mondo, che è suo quanto mio.
Ho stampato centinaia di baci, ho stretto piccoli corpi in abbracci che non volevano finire mai, ho ascoltato storie che non ho neanche la forza di denunciare. Qua è l'inferno vero. Tutti dovrebbero venire qua, tutti. E poi parlare. E poi legiferare.
Aspetterò domani per dare un volto, un suono, un odore, un colore ai racconti che ho ascoltato prima di arrivare. Spero, ma non ci credo fino in fondo, che la realtà sia meno terribile delle parole. Lo saprò domani.
Sabato 16 luglio al Politicamp di Reggio Emilia sarà con noi Gaetano Turrini, presidente di Hope For Children, che da due anni lavora senza sosta in Siria e lungo la rotta balcanica. Ci parlerà della situazione siriana e allestiremo un banchetto per la raccolta dei beni destinati ai piccoli profughi siriani.
Sempre più eritrei sono in fuga dal regime sanguinario. Nonostante ciò Italia e Unione Europea hanno aperto linee di credito verso Asmara.
Le cifre sono variabili tra otto e undici. E corrispondono ai siriani uccisi dalla guardia di frontiera turca, nei giorni scorsi, mentre cercavano di attraversare il confine. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha documentato la morte di circa 60 civili siriani, sempre per mano della guardia di frontiera turca. Martedì sono intervenuta in commissione LIBE per chiedere, anche alla luce di questi fatti, come si possa ritenere la Turchia un paese sicuro.