Una contrapposizione strumentale che fa male a tutti quanti

Soltanto una logica demenziale può contrapporre i terremotati ai profughi. Se c'è una cosa che li accomuna è non avere più una casa, averla vista per ragioni diverse distrutte. Come parte della loro vita, come parte della loro famiglia.

Sol­tan­to una logi­ca demen­zia­le può con­trap­por­re i ter­re­mo­ta­ti ai pro­fu­ghi. Se c’è una cosa che li acco­mu­na è non ave­re più una casa, aver­la vista per ragio­ni diver­se distrut­te. Come par­te del­la loro vita, come par­te del­la loro fami­glia.

Il resto è una con­trap­po­si­zio­ne stru­men­ta­le come poche altre, che gio­ca su ele­men­ti che sono diver­si e non com­pa­ra­bi­li, sul­la base di una fal­la­cia argo­men­ta­ti­va che avvi­ci­na cose che sem­bra­no somi­gliar­si e che quin­di fun­zio­na­no nel­la con­ver­sa­zio­ne pole­mi­ca.

Il soste­gno alla rico­stru­zio­ne e l’o­spi­ta­li­tà ai ter­re­mo­ta­ti non han­no nien­te a che fare con il rifu­gio offer­to a chi arri­va nel nostro pae­se. Sono argo­men­ti ben distin­ti, da trat­ta­re con stru­men­ti e risor­se dif­fe­ren­ti: la logi­ca secon­do la qua­le gli inter­ven­ti si esclu­de­reb­be­ro a vicen­da è inef­fi­ca­ce, oltre che inu­ma­na.

Eppu­re il discor­so pub­bli­co sca­va lun­go que­sto sol­co e lo fa per voce dei soli­ti noti, come Rober­to Maro­ni (mini­stro dell’Interno quan­do ci fu da gesti­re la rico­stru­zio­ne de L’Aquila, per dire), che ha pro­po­sto di met­te­re a dispo­si­zio­ne il cam­po base di Expo per gli sfol­la­ti ita­lia­ni, inve­ce che per i pro­fu­ghi stra­nie­ri. Come se uno spo­sta­men­to di mas­sa alle por­te di Mila­no fos­se la solu­zio­ne. Come se l’accoglienza di alcu­ni esclu­de­reb­be quel­la degli altri. Come se lo scon­tro tra chi è più in dif­fi­col­tà non fac­cia male a tut­ti quan­ti.

Quel­lo che ci aspet­tia­mo è una gestio­ne del­la cri­si dovu­ta al ter­re­mo­to che si met­ta (que­sta sì!) in con­trap­po­si­zio­ne rispet­to agli affa­ri, alle mire e ai ghi­gni degli spe­cia­li­sti dell’emergenza. E soprat­tut­to che l’emergenza fini­sca pre­sto, che la rico­stru­zio­ne avven­ga sen­za lascia­re spa­zio a dero­ghe, ma attra­ver­so il rispet­to pun­tua­le e cele­re del­le nor­me.

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Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare

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Congresso 2024: regolamento congressuale

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Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

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Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

Il Parlamento europeo ha votato per vietare le pratiche di conversione. Fratelli d’Italia ha votato contro.

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A Udine apre Casa Carra: un anno di diritti costruiti mattone su mattone

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Marche: sulla parità di genere oggi la Regione ha perso un’occasione

Oggi il Con­si­glio regio­na­le del­le Mar­che ha appro­va­to defi­ni­ti­va­men­te una rifor­ma del­lo Sta­tu­to che vie­ne pre­sen­ta­ta come una con­qui­sta per la pari­tà di gene­re, ma che è un arre­tra­men­to masche­ra­to da pro­gres­so. La pro­po­sta ori­gi­na­ria pre­ve­de­va per la pre­sen­za di cia­scun gene­re una soglia mini­ma del 40% nel­la com­po­si­zio­ne del­la giun­ta. In com­mis­sio­ne, su richie­sta del­la mag­gio­ran­za di cen­tro­de­stra – accet­ta­ta dall’opposizione – quel­la soglia è sce­sa al 30%.