Quaderni

Un Paese difficile da scalare per la mafia

Nei pros­si­mi mesi il nostro tour RiCo­sti­tuen­te cer­che­rà di affron­ta­re anche il tema mafie. Mica solo per il NO ma soprat­tut­to per il SÌ ad una poli­ti­ca iper­po­li­ti­ca, un’antimafia ipe­rat­ti­va e soprat­tut­to un Pae­se con più poli­ti­ci pos­si­bi­li al di là dell’idea renziana.

Cominciamo dalla costruzione della pace

La vera guer­ra è tut­ta lì: crea­re le basi per affer­ma­re pace, non-vio­len­za, dia­lo­go. Assi­cu­ra­re edu­ca­zio­ne uni­ver­sa­le, svi­lup­pa­re lega­mi cul­tu­ra­li, pro­muo­ve­re sto­ria, let­te­ra­tu­ra, arte, scam­bi tra universitari.

Se le danno di santa ragione. Come nel wrestling 

Mino­ran­za e mag­gio­ran­za dem se le dan­no di san­ta ragio­ne, ma non come nel­la boxe, dove i col­pi sono veri, dicia­mo più come nel wre­stling, in cui da attac­chi sfer­ra­ti con appa­ren­te inau­di­ta vio­len­za non discen­de alcu­na conseguenza.