Chi di personalizzazione ferisce…

Non personalizzano, no, però se perdono se ne vanno. O così o niente. Se ne vanno e non tornano più. Ma il referendum non è sul governo. Figuriamoci: sono gli altri che personalizzano.

Non per­so­na­liz­za­no, no, però se per­do­no se ne van­no. O così o nien­te. Se ne van­no e non tor­na­no più. Ma il refe­ren­dum non è sul gover­no. Figu­ria­mo­ci: sono gli altri che per­so­na­liz­za­no. Come già le ele­zio­ni che non riguar­da­va­no il gover­no. Però se il par­ti­to le vin­ce­va poi il gover­no le riven­di­ca­va, le vit­to­rie. Loro sono imper­so­na­li: attac­ca­no tut­ti, bana­liz­za­no tut­to, fan­no pub­bli­ci­tà gra­tui­ta a Casa Pound, dico­no che i par­ti­gia­ni veri sono con loro (pen­sa un po’), van­no avan­ti in moda­li­tà ciao­ne, ma non voglio­no appa­ri­re. Fin dal Naza­re­no rifiu­ta­no le tele­ca­me­re: sono i gufi e i pro­fes­so­ro­ni, come li chia­ma­no loro per esse­re gen­ti­li e non pole­mi­ci, a per­so­na­liz­za­re. Han­no fat­to una rifor­ma a mag­gio­ran­za (e che mag­gio­ran­za), con un Par­la­men­to vota­to con una leg­ge dichia­ra­ta inco­sti­tu­zio­na­le, con le sedu­te fiu­me e i can­gu­ri, sen­za acco­glie­re nul­la di ciò che pro­ve­ni­va dal­le oppo­si­zio­ni, facen­do coin­ci­de­re il pro­prio man­da­to con un sena­to di con­si­glie­ri regio­na­li (di cui par­la­no male ogni vol­ta che si può, male­det­te regio­ni) però è col­pa degli altri se la cam­pa­gna refe­ren­da­ria è nata sot­to il segno del­la ris­sa da bar. Com­pli­men­ti. Noi vote­re­mo no, poi se vole­te toglie­re il distur­bo, fate pure.

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