Un ministero dell’umanità

Pos­si­bi­le lan­cia un mini­ste­ro del­l’u­ma­ni­tà, con i miglio­ri esper­ti di migra­zio­ni, acco­glien­za, capo­ra­la­to, mafie, per rispon­de­re alle vol­ga­ri­tà, alle vio­len­ze non solo ver­ba­li (per­ché le vio­len­ze ver­ba­li non lo sono mai “solo a paro­le”), alla cat­ti­va infor­ma­zio­ne (non casua­le ma scien­ti­fi­ca), alla mio­pia di clas­si diri­gen­ti che non offro­no solu­zio­ni, ma solo slo­gan e chiac­chie­re da bar.

In un Medi­ter­ra­neo che sta diven­tan­do un luo­go fero­ce, tra con­fi­ni e muri, cam­pi di pri­gio­nia, dirit­ti nega­ti e sopru­si di ogni sorta.

Con­trap­por­re la mise­ria alla pover­tà di mol­ti euro­pei è una ver­go­gna: nel pae­se del­le mafie, del­la cor­ru­zio­ne, del­l’e­va­sio­ne, chi toglie sol­di ai pove­ri non sono cer­to i migranti.

Chi squa­li­fi­ca il lavo­ro non sono cer­to le per­so­ne dispo­ste a ammaz­zar­si di fati­ca per pochi euro, ma chi non vigi­la, chi non tute­la, chi non rispet­ta il lavo­ro. Chi non offre la giu­sta paga pre­vi­sta dal­la Costituzione.

Per que­sto, un mini­ste­ro del­l’u­ma­ni­tà.

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