veneto

Disuguaglianze economiche, insicurezze sociali, dissesto ambientale, declino della sanità pubblica e della cultura: questa è l’eredità che il Veneto, la regione in cui viviamo, sta raccogliendo dai lunghi decenni di ininterrotta gestione forzaleghista.
Come nelle altre inchieste del recente passato emerge chiaramente la progressiva e sempre più strutturata infiltrazione della criminalità organizzata in Veneto e il consenso che i mafiosi incontrano con pezzi della società, operatori del mondo economico e ora anche politico, che chiedono capitali, servizi e favori.
L'ultimo in ordine di tempo, appena un mese fa, è stato il sequestro cautelare, da parte dei carabinieri forestali di Mestre a seguito di una indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Venezia, di due aree dove erano stoccate 280mila tonnellate di rifiuti trattati illecitamente
La svolta ci potrà essere solo con una cultura politica capace, per prima cosa di far arrivare al più presto acqua pulita nella zona inquinata, ma soprattutto capace di vietare la presenza di PFAS, ed altre sostanze pericolose, negli sversamenti industriali e capace di incentivare la riconversione di detti composti in altri composti, innocui per le persone e per l’ambiente
Assistiamo a un surreale dibattito che si ostina a prendere sul serio ciò che serio non è: concedere a Zaia e Maroni di dirci che ne vogliono fare del risultato del referendum, discuterne, buttarsi sull'analisi delle loro parole significa legittimare il nulla elettorale
Il referendum è uno strumento che deve stare saldamente nelle mani del popolo, perché questo possa rivendicare la propria sovranità. Se diventa uno strumento nelle mani del potere, allora il fine diventa plebiscitario