Renzi

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15 Mar: Il governo Renzi e i voucher

Coloro che hanno definitivamente smantellato l’occasionalità del ricorso ai voucher e che nulla hanno fatto di fronte all’esplosione del loro uso (e abuso), coloro che hanno sempre difeso i voucher, ora negano qualsiasi responsabilità.

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01 Mar: Perché non si può stare con chi fabbrica le tessere e trucca i congressi

Chi di noi viene dal Partito Democratico ha già vissuto la situazione che si sta ripetendo in questi giorni, dai casi delle tessere pagate a Napoli nella tradizione del voto di scambio alle ultime notizie provenienti dalla Puglia, con sospetti di inquinamento e accuse molto pesanti. Successero le stesse cose nel 2013, nel 2009 e insomma a quanto pare succedono sempre.

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28 Feb: Renzi, D’Alema, l’Ulivo e la xylella: la coda di paglia del Líder Máximo

Ieri sera D’Alema era a Genova per presentare il suo nuovo movimento – “suo” detto senza malizia – quando a un certo punto mi ha dedicato un pensiero un po’ stizzito. Domenica infatti avevo chiuso la nostra Costituente delle idee dicendo, fra parecchie altre cose secondo me pure più interessanti (ma transeat), che parla di Ulivo chi lo ha distrutto, “la xylella che vuole rifare l’Ulivo”. Che D’Alema si sia sentito chiamato in causa è indicativo, ma in realtà non ce n’era motivo perché non mi riferivo a lui, mi riferivo a Renzi che riparla di centrosinistra, appunto, dopo averlo distrutto.

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18 Feb: «Tutto molto interessante»

Ci sono gli scissionisti, i pontieri, i mediatori, Orlando che vuole la conferenza programmatica, Barca che apprezza, i giovani turchi che si dividono, i vecchi ottomani che si riuniscono, Orfini che regge, Renzi che accelera, Delrio che frena, Franceschini che si tiene, le telefonate, i fuori onda, i capilista, eccetera, eccetera, eccetera. Insomma, «tutto molto interessante», per dirla con una hit dance del momento.

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02 Feb: «I politici pensano solo alla legge elettorale». Lo scrive Renzi. Giuro.

Matteo Renzi (che ringhia contratto nelle sue solipsistiche vendette come raccontano oggi tutti i giornali) finge di non essere la stessa persona che è riuscito a frantumare il Paese, si dimentica di essere segretario del più grande partito del Paese (partito in dissoluzione, com’è nelle sue corde di idea di comando) e si lancerà in un’esaltante campagna elettorale basata sulla perdita di memoria a breve termine.

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30 Gen: Il tutto e il nulla

Se tutto è calcolo fin dall’inizio, e si trascurano le questioni di fondo, la sostanza delle proposte, le promesse mancate, il calcolo si rovescia immediatamente. È successo in Francia: Valls, una delle camicie bianche della kermesse renziana di qualche tempo fa, ha perso, benché si presentasse come quello più in grado di vincere, di parlare al centro, di tenere quella ragionevole ambiguità che consente di fare all’appello ai voti utili. Solo che non sono utili, e lo hanno già dimostrato negli anni di governo delle camicie bianche. E rischiano di non esserci nemmeno i voti.

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25 Gen: Hanno fatto arrabbiare tutti, ma non cambia niente

Mentre la contrattazione sulla mobilità prosegue verso una firma con le 00.SS. attesa in settimana, ieri è arrivata la proposta del Miur rispetto alla “chiamata per competenze”, meglio nota come “chiamata diretta” dei Dirigenti Scolastici, di cui tanto abbiamo letto e scritto a settembre. E, incredibilmente, la proposta del Miur è la stessa dello scorso anno: prevede cioè un colloquio col Dirigente e l’assegnazione di incarico senza una griglia di criteri oggettivi. Ancora!

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13 Dic: Pastorino: «Votiamo convintamente no: non c’è nessuna discontinuità con il Governo precedente, è un esercizio di potere per il potere»

Non abbiamo ascoltato una sola parola di ripensamento da parte del premier Gentiloni sulle politiche portate avanti dal Governo Renzi né un’analisi seria e doverosa sul voto referendario. Solo elogi mentre i numeri e la realtà ci parlano di un’altra narrazione, di un altro Paese in crisi profonda. Basta questo a farci votare convintamente no alla fiducia.

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12 Dic: Squadra che perde non si cambia

Doveva essere un Governo di transizione che avrebbe dovuto portare il Paese alle urne con una nuova legge elettorale. Invece l’unica transizione di rilievo riguarda Alfano che viene promosso ministro degli Esteri, come avevamo predetto.

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