Non c’era un Matteo giusto

Da dove ini­zia­re? Par­tia­mo da una que­stio­ne anti­pa­ti­ca: la coper­ti­na del­l’E­spres­so che è pia­ciu­ta a tut­ti, quel­la con affian­ca­ti Abou­ba­kar Sou­ma­ho­ro e Mat­teo Sal­vi­ni, e sot­to la scrit­ta “Uomi­ni e no”. Ha col­pi­to i più, cen­tran­do con pre­ci­sio­ne un sen­ti­men­to che oggi è mol­to for­te, di fron­te all’e­sca­la­tion sal­vi­nia­na. Ma che pur­trop­po ha il difet­to di arri­va­re a metà di un pro­ces­so, non ne è l’i­ni­zio. Quel­la coper­ti­na, infat­ti, si sareb­be potu­ta fare, iden­ti­ca, in uno qual­sia­si degli ulti­mi anni in cui Sal­vi­ni è sta­to il coc­co dei talk show poli­ti­ci di ogni gior­no e fascia ora­ria, ospi­ta­to con la liber­tà di poter dire cose fal­se e raz­zi­ste sui migran­ti sen­za che mai un gior­na­li­sta inter­ve­nis­se per fare banal­men­te il suo dove­re: lasciar­lo libe­ro di espri­me­re le sue (ter­ri­bi­li) opi­nio­ni, ma impe­dir­gli di pro­pa­gan­da­re il fal­so. Si è crea­ta così una con­vin­zio­ne pro­fon­da tra gli ita­lia­ni, a pro­po­si­to del­l’im­mi­gra­zio­ne, non solo tra gli elet­to­ri del­la Lega, ma anche tra mol­tis­si­mi meno atten­ti e più sug­ge­stio­na­bi­li. E se ave­te mai pro­va­to a spie­ga­re a qual­cu­no, in que­sti anni, che non c’è nes­su­na emer­gen­za e tan­to­me­no nes­su­na inva­sio­ne, che il feno­me­no va banal­men­te gesti­to facen­do buo­na acco­glien­za, e ave­te rice­vu­to in cam­bio sguar­di per­ples­si, sape­te di cosa stia­mo par­lan­do. Nel­la crea­zio­ne di que­sto sen­ti­men­to male­vo­lo del­l’o­pi­nio­ne pub­bli­ca, le respon­sa­bi­li­tà dei media sono pesan­tis­si­me, qua­si quan­to quel­le dei suoi ideo­lo­gi.

Ma c’è di più: quel­la coper­ti­na si sareb­be potu­ta fare, negli ulti­mi tre anni e pri­ma del 4 mar­zo 2018, con lo stes­so iden­ti­co spi­ri­to ma sem­pli­ce­men­te sosti­tuen­do Sal­vi­ni con Min­ni­ti. Pesan­te? For­se, ma non ingiu­sti­fi­ca­to. Per­ché quan­do si pro­te­sta con­tro Sal­vi­ni e con­tem­po­ra­nea­men­te si riven­di­ca che il Gover­no pre­ce­den­te ha dimi­nui­to gli sbar­chi dell’80%, e anco­ra si sol­le­ti­ca il mito del­l’uo­mo di gover­no for­te, che deci­de, ebbe­ne sia­mo in pre­sen­za del più clas­si­co bispen­sie­ro di mar­ca orwel­lia­na: “il mec­ca­ni­smo psi­co­lo­gi­co che con­sen­te di cre­de­re che tut­to pos­sa far­si e disfar­si: la volon­tà e la capa­ci­tà di soste­ne­re un’i­dea e il suo oppo­sto, in modo da non tro­var­si mai al di fuo­ri del­l’or­to­dos­sia, dimen­ti­can­do nel mede­si­mo istan­te, aspet­to que­sto fon­da­men­ta­le, il cam­bio di opi­nio­ne e per­fi­no l’at­to stes­so del dimen­ti­ca­re. Chi ado­pe­ra il bipen­sie­ro è quin­di con­scia­men­te con­vin­to del­la veri­di­ci­tà (o fal­si­tà) di qual­co­sa, pur essen­do incon­scia­men­te con­sa­pe­vo­le del­la sua fal­si­tà (o veri­di­ci­tà)”.

Così leg­gia­mo di Ren­zi, che da qual­che gior­no com­men­ta le paro­le del suo omo­ni­mo Sal­vi­ni dicen­do che la sini­stra “ha attac­ca­to il Mat­teo sba­glia­to”. Ma le poli­ti­che di cen­tro­si­ni­stra di que­sti ulti­mi anni sono sta­te — pro­prio quel­le — il car­bu­ran­te per il popu­li­smo e per il raz­zi­smo che oggi vedia­mo esplo­de­re. Anche quel­le di Ren­zi, oltre che quel­le di Min­ni­ti. E l’in­for­ma­zio­ne ha lascia­to fare, anzi anda­va in bro­do di giug­gio­le per il deci­sio­ni­sta che mal tol­le­ra­va le discus­sio­ni, le media­zio­ni, i tavo­li con i cor­pi inter­me­di, i com­pro­mes­si: che fin­ge­va di voler supe­ra­re i riti effet­ti­va­men­te vec­chi e logo­ri, l’im­mo­bi­li­smo, il rifiu­to ottu­so del­la moder­ni­tà, men­tre in real­tà sman­tel­la­va pez­zi di demo­cra­zia, lascian­do in effet­ti più che inton­si tut­ti i vec­chi pote­ri, le con­sor­te­rie, le clien­te­le, i pri­vi­le­gi, le inef­fi­cien­ze, le assur­di­tà di que­sto Pae­se che non rie­sce a miglio­ra­re se stes­so. Dicen­do paro­le che sape­va benis­si­mo avreb­be­ro smos­so le visce­re più pro­fon­de del Pae­se: che il pri­va­to è meglio del pub­bli­co, che le tas­se sono ingiu­ste, che se sei pove­ro è per­ché sei pigro, che il padro­ne ha ragio­ne, che lo stra­nie­ro è una minac­cia. Il richia­mo all’u­ni­tà repub­bli­ca­na con­tro il nuo­vo fasci­smo che sen­tia­mo fare oggi è giu­sto, insom­ma, ma o si pren­de atto di que­sto erro­re incon­te­sta­bi­le, tut­ti nes­su­no esclu­so e qual­cu­no più di altri, o non si va da nes­su­na parte.

E quin­di va benis­si­mo che a Mila­no si orga­niz­zi un appun­ta­men­to “Insie­me con­tro i muri”, e va benis­si­mo che sia aper­ta­men­te soste­nu­to da tan­ti espo­nen­ti del­la mag­gio­ran­za Dem cit­ta­di­na: Mila­no è sta­ta, in que­sti anni, un model­lo di acco­glien­za e di uma­ni­tà in con­tro­ten­den­za rispet­to al cli­ma impe­ran­te, quan­to altre meri­to­rie ammi­ni­stra­zio­ni di cen­tro­si­ni­stra? Cer­ta­men­te sì — anche se, come ricor­da il Cor­rie­re di oggi, il cen­si­men­to dei Rom fece capo­li­no per­si­no tra le pro­po­ste del­la giun­ta Pisa­pia — ma allo­ra però non si fac­cia fin­ta, appun­to, che quel cli­ma non nasce da pri­ma, per la pre­ci­sio­ne da espo­nen­ti del­lo stes­so par­ti­to che era­no al gover­no del Pae­se: come dimen­ti­ca­re le reta­te indi­stin­te alla sta­zio­ne Cen­tra­le di Mila­no, con l’e­ser­ci­to schie­ra­to? Si ammet­ta che la real­tà non sci­vo­la ver­so il loro model­lo in sca­la, ma ver­so il lato oppo­sto, e il loro esem­pio sep­pu­re vir­tuo­so non basta a fare da fre­no. Mol­to sem­pli­ce. Si ammet­ta che i media, oggi così forie­ri di dati ogget­ti­vi sul feno­me­no migra­to­rio, per anni e anni non sono sta­ti altret­tan­to pre­ci­si, e han­no appro­fit­ta­to del­le idee di Sal­vi­ni pre­sen­ta­te sen­za con­trad­dit­to­rio per fare audien­ce. Con­tri­buen­do a crea­re non solo un cli­ma, ma una con­vin­zio­ne pro­fon­da, tre­men­da e soprat­tut­to sba­glia­ta. Pren­da atto, Mat­teo Ren­zi, che la sini­stra non ha “attac­ca­to il Mat­teo sba­glia­to”, ma ha cri­ti­ca­to le sue poli­ti­che per­ché soste­ne­va che ci avreb­be­ro por­ta­to esat­ta­men­te qui dove sia­mo oggi, e sareb­be ben stra­no se ci doves­si­mo pren­de­re la col­pa per aver avu­to ragio­ne. Pren­da atto che gli elet­to­ri han­no poi fat­to a lui quel­lo che lui sta­va già facen­do agli altri. Se ne alzi in pie­di uno, di quel­li che fino a un mese fa era­no mini­stri, e dica aper­ta­men­te che i gover­ni Ren­zi e Gen­ti­lo­ni non sono sta­ti model­li, ma erro­ri per­se­gui­ti con osti­na­ta deter­mi­na­zio­ne in un cli­ma di com­pli­ci­tà dif­fu­sa del­l’o­pi­nio­ne pub­bli­ca che con­ta, e un ostra­ci­smo intol­le­ra­bi­le ver­so chi espri­me­va una posi­zio­ne cri­ti­ca ver­so il gran­de mano­vra­to­re. Poi si può obbiet­ta­re che al net­to di un’a­na­li­si giu­sta la sini­stra non è sta­ta capa­ce di tra­dur­la in con­sen­so, anzi nel far­lo è sta­ta più che disa­stro­sa: veris­si­mo. Ma non c’e­ra un “Mat­teo giu­sto”, non c’è un uni­ver­so alter­na­ti­vo in cui i respin­gi­men­ti era­no oppor­tu­ni un anno fa e sono sba­glia­ti oggi. Non a caso fu pro­prio Sal­vi­ni, in un’oc­ca­sio­ne rima­sta cele­bre, ad appro­priar­si del­le paro­le di Ren­zi per dimo­strar­ne l’in­ter­scam­bia­bi­li­tà (“sce­gli l’o­ri­gi­na­le!”, cit.).

Per­si­no Ber­lu­sco­ni, che nel 1997 “pian­ge­va” per lo spe­ro­na­men­to di una nave cari­ca di migran­ti, avreb­be potu­to fare di più, evi­tan­do di con­se­gnar­si alla Lega e soprat­tut­to evi­tan­do di riem­pi­re le sue tele­vi­sio­ni di tra­smis­sio­ni scien­ti­fi­ca­men­te costrui­te per dif­fon­de­re la “pau­ra del nero”, con col­le­ga­men­ti tra ali di fol­la urlan­te e rac­ca­pric­cian­ti stru­men­ta­liz­za­zio­ni di fat­ti di cro­na­ca. Per dire che, oltre che per la sini­stra, ci sareb­be spa­zio anche per una destra costi­tu­zio­na­le, in que­sto Pae­se, se non fos­se che a tur­no tut­ti tro­va­no como­do sof­fia­re sul fuo­co del­l’au­to­ri­ta­ri­smo di ritorno.

Va quin­di mes­so un pun­to, ades­so: scen­dia­mo in piaz­za, fac­cia­mo­lo assie­me, ma dicia­mo­ci anche cosa farem­mo poi se per mira­co­lo tra un po’ di tem­po riu­scis­si­mo a scon­fig­ger­la, que­sta destra, per dar­le un gover­no diver­so. Per­ché se qual­cu­no anco­ra pen­sa che nel caso potrem­mo con­ti­nua­re a finan­zia­re i cam­pi di con­cen­tra­men­to libi­ci per­ché “la dimi­nu­zio­ne degli sbar­chi dell’80%” così otte­nu­ta è un gran­de risul­ta­to, beh, allo­ra ci ter­re­mo Sal­vi­ni tut­ta la vita. E noi potre­mo con­ti­nua­re a discu­te­re del­le sot­ti­li dif­fe­ren­ze, ma per chi vi è reclu­so non ve ne sarà alcu­na. Ed è esat­ta­men­te que­sto qui, il pun­to del­la questione.

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