questione maschile

Rai: uno spettacolo penoso, fondato sui peggiori pregiudizi

Chie­dia­mo (anzi pre­ten­dia­mo, in qua­li­tà di con­tri­buen­ti e cit­ta­di­ne e cit­ta­di­ni vigi­li), oltre a scu­se for­ma­li ben più argo­men­ta­te e dif­fu­se da par­te di tut­ti i sog­get­ti coin­vol­ti, anche di rea­liz­za­re al più pre­sto alme­no una “pun­ta­ta ripa­ra­tri­ce” nel­la mede­si­ma fascia di ascol­to, in cui con com­pe­ten­za e sem­pli­ci­tà ven­ga spie­ga­to quan­to gli ste­reo­ti­pi di gene­re fac­cia­no male a tut­te e a tut­ti e quan­to svi­li­re la vita, le poten­zia­li­tà, le com­pe­ten­ze, le capa­ci­tà e il cor­po del­le don­ne, ridu­cen­do­li a mero ogget­to di pia­ce­re e sup­por­to del maschio domi­nan­te, oltre ad esse­re cri­mi­na­le e igno­bi­le, non fac­cia un buon ser­vi­zio pro­prio a nes­su­no, a nes­sun uomo, nes­su­na don­na, di nes­su­na nazio­na­li­tà, età, etnia, orien­ta­men­to ses­sua­le.

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#lottocontinua, con il Collettivo femminista di Possibile

La sfi­da è gran­de quan­to neces­sa­ria e non basta l’8 mar­zo, è neces­sa­rio lot­ta­re tut­ti i gior­ni. Abbia­mo così crea­to uno spa­zio Pos­si­bi­le dove con­ti­nua­re a con­fron­tar­ci, pro­por­re e discu­te­re tut­to l’an­no. Dove appro­fon­di­re le nostre pro­po­ste e per rece­pi­re o costruir­ne del­le altre, dal bas­so, con la col­la­bo­ra­zio­ne di chi ogni gior­no lot­ta.

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#lottocontinua: l’8 marzo continua, 365 giorni l’anno

L’ugua­glian­za, in tut­te le sue for­me, come moto­re del cam­bia­men­to nel­la socie­tà: que­sta è sin dal­la sua fon­da­zio­ne la rai­son d’etre di Pos­si­bi­le. E non esi­ste bat­ta­glia di ugua­glian­za più urgen­te di quel­la che chia­mia­mo “que­stio­ne maschi­le” (non fem­mi­ni­le, per­ché in que­sto Pae­se i pro­ble­mi ce li han­no i maschi). Una que­stio­ne sot­to­va­lu­ta­ta, o per­si­no deri­sa

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A Catania non bastano gli ispettori: si intervenga per la piena applicazione della 194

Nel 2016 in Ita­lia ci sono anco­ra don­ne che muo­io­no per­ché negli ospe­da­li si tro­va­no a non esse­re assi­sti­te ade­gua­ta­men­te a cau­sa dei medi­ci obiet­to­ri. Per­ché que­sto è il sen­so, se dob­bia­mo tro­var­ne uno, del­la ter­ri­bi­le sto­ria del­la don­na di 32 anni mor­ta a Cata­nia lo scor­so 16 otto­bre.

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Anche nel Paese degli obiettori oggi è la giornata mondiale dell’aborto sicuro

Vivia­mo in una Pae­se dove una Mini­stra si inven­ta un “Fer­ti­li­ty day” ma non rie­sce a pro­nun­cia­re il ter­mi­ne “edu­ca­zio­ne ses­sua­le”, dove i con­sul­to­ri ven­go­no sman­tel­la­ti, dove L’A­gen­zia ita­lia­na del far­ma­co por­ta in fascia C, quin­di a paga­men­to, le poche pil­lo­le anti­con­ce­zio­na­li rima­ste in fascia A.

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Brignone: «la campagna sulla fertilità del Ministero della Salute è inadeguata e volgare»

Una bece­ra pro­pa­gan­da mora­li­sta che ci fa arre­tra­re di 50 anni. Ser­vo­no inve­ce poli­ti­che per assi­ste­re la nata­li­tà e sup­por­ta­re la geni­to­ria­li­tà, inter­ven­ti per la con­ci­lia­zio­ne famiglia/lavoro, l’accompagnamento alla mater­ni­tà e serie poli­ti­che per l’in­fan­zia.

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Editoria: Brignone e Civati, “carta deontologica” contro il sessismo

Cre­dia­mo che quan­to acca­du­to al Quo­ti­dia­no Spor­ti­vo deb­ba ser­vi­re soprat­tut­to per apri­re una pro­fon­da rifles­sio­ne: invi­tia­mo l’Or­di­ne dei gior­na­li­sti a pen­sa­re a una car­ta deon­to­lo­gi­ca ad hoc per quan­to riguar­da il lin­guag­gio ses­si­sta

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