Brignone: «la campagna sulla fertilità del Ministero della Salute è inadeguata e volgare»

Una becera propaganda moralista che ci fa arretrare di 50 anni. Servono invece politiche per assistere la natalità e supportare la genitorialità, interventi per la conciliazione famiglia/lavoro, l’accompagnamento alla maternità e serie politiche per l'infanzia.

WhatsApp Image 2016-08-31 at 15.30.40Oggi la Mini­stra Loren­zin ha lan­cia­to il “Pia­no nazio­na­le per la fer­ti­li­tà” in occa­sio­ne del “fer­ti­ly­day” con una cam­pa­gna di comu­ni­ca­zio­ne ina­de­gua­ta e vol­ga­re, che lega in manie­ra stru­men­ta­le la capa­ci­tà di ave­re figli del­la don­na alla sua età e per­si­no all’aspetto fisi­co. Un tema deli­ca­to e sul qua­le ser­vi­reb­be una rifles­sio­ne par­te­ci­pa­ta è sta­to anco­ra una vol­ta decon­te­stua­liz­za­to da que­sta Mini­stra che ci con­se­gna una visio­ne par­zia­le e super­fi­cia­le di un pro­ble­ma che ha radi­ci vaste e che non riguar­da solo le don­ne. L’infertilità e il dato demo­gra­fi­co in Ita­lia sono temi seris­si­mi che neces­si­ta­no di altri stru­men­ti e di poli­ti­che atten­te a 360 gra­di. Que­sta è bece­ra pro­pa­gan­da mora­li­sta che ci fa arre­tra­re di 50 anni. Par­lia­mo inve­ce del­le poli­ti­che mes­se in cam­po dal Gover­no per assi­ste­re la nata­li­tà e sup­por­ta­re la geni­to­ria­li­tà, inve­ce di pro­muo­ve­re cam­pa­gne appros­si­ma­ti­ve che anco­ra una vol­ta distor­co­no l’immagine e il ruo­lo del­la don­na. Ser­vo­no inter­ven­ti per la con­ci­lia­zio­ne famiglia/lavoro, l’accompagnamento alla mater­ni­tà e serie poli­ti­che per l’in­fan­zia. Ser­ve una visio­ne final­men­te lai­ca sul­la pro­crea­zio­ne assi­sti­ta e non il pater­na­li­smo di un Gover­no che sa solo pro­dur­re spot anche di cat­ti­vo gusto. Non è una que­stio­ne indi­vi­dua­le, ma un pro­ble­ma che vie­ne da lon­ta­no e che riguar­da tut­to il Pae­se. Il Gover­no si inter­ro­ghi piut­to­sto sui fon­di che ogni anno stan­zia per assi­ste­re le cop­pie che non rie­sco­no ad ave­re figli. E lo si fac­cia in manie­ra seria e non con una pro­pa­gan­da retro­gra­da e anche vela­ta­men­te sessista. 

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