Possibile

Una proposta larghissima per uscire dal lutto e cogliere l’attimo

Se un appel­lo si può aggiun­ge­re agli appel­li e ai con­trap­pel­li che si sono alter­na­ti in que­sti mesi, ebbe­ne è il seguen­te: dia­mo­ci una mos­sa, dia­mo­ci un taglio e cer­chia­mo di coglie­re il momen­to, l’op­por­tu­ni­tà che cla­mo­ro­sa­men­te — e chi l’a­vreb­be mai det­to — ci si sta pre­sen­tan­do.

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I nostri corpi si fanno anticorpi

Pos­si­bi­le con­ti­nua a fare oppo­si­zio­ne. Lo fa con la Costi­tu­zio­ne sot­to brac­cio, con la cor­ret­ta infor­ma­zio­ne, con la pre­sen­za fisi­ca nei nei luo­ghi del­la pro­te­sta e del­la mobi­li­ta­zio­ne. Lo abbia­mo fat­to con l’esposto sull’Acquarius, lo abbia­mo fat­to chie­den­do una veri­fi­ca con­ta­bi­le alla Cor­te dei Con­ti sui costi del man­ca­to sbar­co del­la Diciot­ti, lo abbia­mo fat­to soste­nen­do

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Non bisogna fare partiti, bisogna fare politica

La nostra posi­zio­ne, la posi­zio­ne di Pos­si­bi­le, era piut­to­sto sem­pli­ce, in fon­do: le ele­zio­ni sono anda­te male, e la con­vi­ven­za tra noi altret­tan­to, sem­pli­ce­men­te non ci sono le con­di­zio­ni per avvia­re un con­gres­so, una fase costi­tuen­te per fare un sog­get­to uni­co, per­ché se lo si avvie­rà non solo acui­rà le nostre divi­sio­ni, ma ne pro­vo­che­rà addi­rit­tu­ra di ulte­rio­ri. Sia­mo riu­sci­ti a costi­tui­re un grup­po in Par­la­men­to, con­cen­tria­mo­ci su quel­lo e lavo­ria­mo sul­le pro­po­ste, sui con­te­nu­ti, e poi caso­mai vedre­mo se quel lavo­ro darà frut­ti. Si è fat­to esat­ta­men­te il con­tra­rio.

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La scommessa di una politica diversa

In que­sti gior­ni diver­se per­so­ne si stan­no tes­se­ran­do per la pri­ma vol­ta a Pos­si­bi­le o ci con­tat­ta­no per ave­re infor­ma­zio­ni sul comi­ta­to più vici­no o per aprir­ne uno. Non è un perio­do faci­le per fare poli­ti­ca. Il cli­ma tos­si­co che si respi­ra ovun­que, i quo­ti­dia­ni mes­sag­gi basa­ti su odio e pau­ra, una nar­ra­zio­ne che non va oltre

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Una nuova classe dirigente, lontana dalla stanca narrazione della “sinistra che fu”

Ho let­to Ros­sa­na Ros­san­da oggi su Repub­bli­ca. È sem­pre una let­tu­ra inte­res­san­te, come lo è ascol­ta­re una testi­mo­ne impor­tan­te del­la sto­ria poli­ti­ca del nostro Pae­se e del­la sto­ria del­la sini­stra. Al ter­mi­ne dell’intervista però ho avu­to la ormai con­sue­ta sen­sa­zio­ne di esse­re sem­pre allo stes­so pun­to di par­ten­za. Di aver let­to un’intervista let­ta mil­le altre

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Migranti, Civati: Possibile aprirà sede a Riace, presidio per modello accoglienza

Pos­si­bi­le apri­rà quin­di una sede pro­prio a Ria­ce, garan­ten­do l’im­pe­gno di vari appun­ta­men­ti e incon­tri nel bor­go, gra­zie al lavo­ro dei comi­ta­ti di Sider­no e Cro­to­ne, e alla pre­sen­za di tut­te e tut­ti, pro­ve­nien­ti da ogni par­te d’I­ta­lia

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«Un nuovo asse autoritario richiede un fronte progressista internazionale»

Quan­do fon­dam­mo Pos­si­bi­le, dis­si che anda­va imme­dia­ta­men­te con­ce­pi­to come «Pos­si­ble», già in tra­du­zio­ne, come ‘sezio­ne’ di una neces­sa­ria inter­na­zio­na­le pro­gres­si­sta. Con­tro le disu­gua­glian­ze, per affron­ta­re la gran­de tran­si­zio­ne matrio­ska nel­la qua­le le que­stio­ni glo­ba­li sono una den­tro l’al­tra — i cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci, le migra­zio­ni, le con­cen­tra­zio­ni eco­no­mi­che e le disu­gua­glian­ze, appun­to, che ne con­se­guo­no. Non

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Possibile, Brignone: «Si insedia governo più di destra, sessista e omofobo della Repubblica»

Noi sia­mo sem­pre sta­ti uni­ta­ri, da pri­ma anco­ra di esse­re Pos­si­bi­le. Ma uni­tà non vuo­le dire annul­lar­si, o chie­de­re a qual­cu­no di far­lo, vuol dire valo­riz­za­re e poten­zia­re le capa­ci­tà di cia­scu­no, tro­van­do un lin­guag­gio comu­ne, per cre­sce­re tut­ti.

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