QUADERNI

My Voi­ce My Choi­ce: dal­la Com­mis­sio­ne Euro­pea un pas­so in avan­ti impor­tan­te. Con­ti­nue­re­mo a lavo­ra­re affin­ché que­sto avan­za­men­to si tra­du­ca in poli­ti­che con­cre­te capa­ci di ridur­re le disu­gua­glian­ze ter­ri­to­ria­li, garan­ti­re ser­vi­zi real­men­te acces­si­bi­li e raf­for­za­re una cul­tu­ra euro­pea dei dirit­ti che met­ta al cen­tro la salu­te, la digni­tà e la liber­tà del­le per­so­ne.
Difen­de­re Fran­ce­sca Alba­ne­se oggi signi­fi­ca anche denun­cia­re il fal­li­men­to mora­le e poli­ti­co dell’Occidente, che invo­ca il dirit­to inter­na­zio­na­le solo quan­do con­vie­ne e lo cal­pe­sta quan­do met­te in discus­sio­ne rap­por­ti di pote­re, allean­ze e inte­res­si stra­te­gi­ci, o anche eco­no­mi­ci e finan­zia­ri.
Un gio­va­ne stu­den­te di medi­ci­na dovreb­be esse­re libe­ro di stu­dia­re, curar­si, pro­get­ta­re il pro­prio futu­ro. Inve­ce è bloc­ca­to in Iran, intrap­po­la­to da una buro­cra­zia che oggi met­te a rischio la sua vita. È uno stu­den­te che vive in Ita­lia. È gay.
Per mesi ci sia­mo sen­ti­ti ripe­te­re da tan­ti, trop­pi, com­pre­si ver­ti­ci del­le orga­niz­za­zio­ni spor­ti­ve e da espo­nen­ti del gover­no, che “lo sport e la poli­ti­ca devo­no resta­re sepa­ra­ti”. Una sce­men­za ipo­cri­ta, qua­si sem­pre soste­nu­ta in mala­fe­de da chi per pri­mo non si fa scru­po­li a met­te­re atle­ti e risul­ta­ti spor­ti­vi al ser­vi­zio del­la pro­pa­gan­da del più for­te e degli inte­res­si eco­no­mi­ci e poli­ti­ci più aggres­si­vi.
Il trat­ta­to bila­te­ria­le per la non pro­li­fe­ra­zio­ne del­le armi nuclea­ri tra USA e Rus­sia è sca­du­to, sen­za volon­tà di rin­no­var­lo. E non è un’esagerazione dire che ciò ci avvi­ci­na alla fine del mon­do. A mag­gior ragio­ne quan­do Trump e Putin si pon­go­no con vana­glo­ria al di sopra di ogni rego­la, demo­len­do le orga­niz­za­zio­ni mul­ti­la­te­ra­li e vio­lan­do ripe­tu­ta­men­te il dirit­to inter­na­zio­na­le.
È di que­sti gior­ni, infat­ti, la noti­zia dell’arrivo anche a Reg­gio Emi­lia del­le pri­me denun­ce com­mi­na­te alle atti­vi­ste e agli atti­vi­sti che han­no mani­fe­sta­to per la cit­tà duran­te i cor­tei a favo­re del popo­lo pale­sti­ne­se ed in dife­sa del­la Glo­bal Sumud Flo­til­la il 22 set­tem­bre e 3 otto­bre scor­si. Cor­tei asso­lu­ta­men­te paci­fi­ci, mol­to par­te­ci­pa­ti, che han­no riba­di­to con chia­rez­za da che par­te sta la nostra cit­tà: per la liber­tà e per l’autodeterminazione dei popo­li, con­tro le guer­re pre­da­to­rie e con­tro i geno­ci­di.
La pro­po­sta Bon­gior­no, sosti­tuen­do il con­sen­so con il dis­sen­so, rischia di mina­re que­sta tute­la, depo­ten­zia­re la leg­ge e ripor­ta­re indie­tro anni di bat­ta­glie civi­li e fem­mi­ni­ste. Chie­de­re che il ddl 1715 non ven­ga modi­fi­ca­to signi­fi­ca affer­ma­re la neces­si­tà di una leg­ge chia­ra, una cul­tu­ra chia­ra e un prin­ci­pio chia­ro: il con­sen­so non si nego­zia.
Movi­men­ti e grup­pi musi­ca­li di estre­ma destra che inneg­gia­no aper­ta­men­te al nazi­smo e alla vio­len­za han­no tro­va­to acco­glien­za negli spa­zi del­la Pro Loco di Lona­te Poz­zo­lo per un con­cer­to e un’assemblea, ma la pro­vin­cia di Vare­se non resta in silen­zio di fron­te a mani­fe­sta­zio­ni d’odio e di raz­zi­smo.
Trump sta uti­liz­zan­do i cor­pi del­le per­so­ne migran­ti e di quel­le trans*, non bina­rie e inter­sex come stru­men­ti poli­ti­ci, con­tri­buen­do ad ane­ste­tiz­za­re l’opinione pub­bli­ca rispet­to alla vio­len­za strut­tu­ra­le tipi­ca dei regi­mi auto­ri­ta­ri. È una stra­te­gia già vista nel­la sto­ria, in cui la nor­ma­liz­za­zio­ne dell’abuso e dell’esclusione pre­pa­ra il ter­re­no a for­me sem­pre più radi­ca­li di disu­ma­niz­za­zio­ne.
Il Drag­Ti­vi­sm Tour Ita­lia fa tap­pa a Vene­zia. Vi aspet­tia­mo il 24 gen­na­io, dal­le ore 15:30, al Com­bo, in Cam­po dei Gesui­ti Can­na­re­gio, 4878. La drag cul­tu­re è uno stru­men­to di lot­ta poli­ti­ca, una rispo­sta al cli­ma di odio e alla pro­pa­gan­da che cer­ca di silen­zia­re le voci del­la comu­ni­tà, una resi­sten­za arti­sti­ca e cul­tu­ra­le che abbrac­cia le bat­ta­glie per l’u­gua­glian­za. Tut­to que­sto è “Drag­ti­vi­sm”.
Limi­ta­re o bloc­ca­re il loro ope­ra­to com­pro­met­te­reb­be gra­ve­men­te l’accesso a cure sani­ta­rie, cibo, acqua, ripa­ri e ser­vi­zi essen­zia­li, pro­prio men­tre oltre 1,6 milio­ni di per­so­ne a Gaza affron­ta­no livel­li cri­ti­ci di insi­cu­rez­za ali­men­ta­re e l’inverno aggra­va una situa­zio­ne già dram­ma­ti­ca. Que­sto pas­sag­gio rap­pre­sen­ta l’ennesimo attac­co israe­lia­no con­tro qua­lun­que orga­niz­za­zio­ne difen­da il dirit­to inter­na­zio­na­le e, di con­se­guen­za, i dirit­ti del popo­lo pale­sti­ne­se.
Pichet­to Fra­tin ha nomi­na­to ai ver­ti­ci di Ispra, l’Istituto Supe­rio­re per la Pro­te­zio­ne e la Ricer­ca Ambien­ta­le, l’ex Sena­tri­ce di For­za Ita­lia Maria Ales­san­dra Gal­lo­ne. Una nomi­na chia­ra­men­te poli­ti­ca, la pri­ma rispet­to a una tra­di­zio­ne con­so­li­da­ta di tec­ni­ci com­pe­ten­ti in mate­ria. Un cam­bio di stra­te­gia che pre­mia ovvia­men­te l’appartenenza par­ti­ti­ca e non la com­pe­ten­za.
La rifor­ma pro­mos­sa dal Gover­no fa par­te di un ampio dise­gno di sman­tel­la­men­to del­le isti­tu­zio­ni e dei mec­ca­ni­smi che garan­ti­sco­no l’equilibrio fra i pote­ri del­lo Sta­to, miran­do ad abbat­te­re le bar­rie­re che la Costi­tu­zio­ne ha posto a pro­te­zio­ne del­la demo­cra­zia e con­tro ogni auto­ri­ta­ri­smo.