QUADERNI
Negli ultimi giorni la destra ha scatenato una guerra nei confronti di un pezzo della nostra città. Già da alcuni mesi era chiara l’intenzione di Fratelli d’Italia di portare sul terreno della nostra città lo scontro nato nei mesi scorsi a Milano col Leoncavallo e a Torino con Askatasuna.
Un’Europa realmente unita è la migliore e la più concreta possibilità che abbiamo, per costruire un futuro di pace duratura, fondato sul rispetto del diritto e sul rifiuto della guerra e degli imperialismi.
La raccolta firme lanciata da Possibile che si può firmare su www.possibile.com/unafirmaper, a prima firma di Francesca Druetti, Gianmarco Capogna e Marco Vassalotti raccoglie diverse migliaia di adesioni in poche ore. Il DDL n. 1004 deve ancora passare alla Camera: c’è ancora tempo per fermarlo.
La “remigrazione” non è un semplice slogan sull’immigrazione: è un concetto elaborato dall’estrema destra europea che propone rimpatri forzati e criteri di esclusione basati su origine e identità. Un’impostazione incompatibile con i principi costituzionali e con la storia democratica di Prato.
La legge 12 settembre 2025 nr. 131 (detta “Legge sulla montagna”) è la cartina di tornasole della politica della destra italiana. Si spara alto, si aspetta la reazione e poi si torna indietro, fino quasi al punto di partenza.
Siamo ancora in tempo per fermare questo DDL. Invitiamo tutte le forze politiche, la società civile e i cittadini a mobilitarsi, a parlarne apertamente e a fare pressione sui parlamentari. Non lasciamo che criminalizzino la solidarietà e reprimano il dissenso, mascherando questa operazione con l’accusa di antisemitismo.
Steve Bannon, ex consigliere di Donald Trump e oggi uno dei principali riferimenti politici e ideologici del mondo MAGA, torna a mettere le mani sulla Certosa di Trisulti. Noi di Possibile continueremo a stare da una parte sola. Dalla parte dei beni comuni, della democrazia, della partecipazione e dei territori. Dalla parte di chi difende Trisulti come luogo di cultura, spiritualità e apertura, contro ogni tentativo di trasformarla in un laboratorio dell’odio, del nazionalismo e dell’esclusione.
Mentre il centrodestra si sente legittimato e recuperare norme autoritarie e di chiara eredità fascista, come i listoni bloccati per chi avrà il premio di maggioranza, tutto nel nome di una ipotetica “stabilità”, l’Italia avrebbe bisogno di una riforma democratica e partecipativa, in cui le persone possano realmente scegliere e non semplicemente approvare una scelta calata dall’alto.
My Voice My Choice: dalla Commissione Europea un passo in avanti importante. Continueremo a lavorare affinché questo avanzamento si traduca in politiche concrete capaci di ridurre le disuguaglianze territoriali, garantire servizi realmente accessibili e rafforzare una cultura europea dei diritti che metta al centro la salute, la dignità e la libertà delle persone.
Il congedo paritario sarebbe il minimo. Ma dal governo della famiglia non arriva neanche quello.
Difendere Francesca Albanese oggi significa anche denunciare il fallimento morale e politico dell’Occidente, che invoca il diritto internazionale solo quando conviene e lo calpesta quando mette in discussione rapporti di potere, alleanze e interessi strategici, o anche economici e finanziari.
Un giovane studente di medicina dovrebbe essere libero di studiare, curarsi, progettare il proprio futuro. Invece è bloccato in Iran, intrappolato da una burocrazia che oggi mette a rischio la sua vita. È uno studente che vive in Italia. È gay.
Per mesi ci siamo sentiti ripetere da tanti, troppi, compresi vertici delle organizzazioni sportive e da esponenti del governo, che “lo sport e la politica devono restare separati”. Una scemenza ipocrita, quasi sempre sostenuta in malafede da chi per primo non si fa scrupoli a mettere atleti e risultati sportivi al servizio della propaganda del più forte e degli interessi economici e politici più aggressivi.
Il trattato bilateriale per la non proliferazione delle armi nucleari tra USA e Russia è scaduto, senza volontà di rinnovarlo. E non è un’esagerazione dire che ciò ci avvicina alla fine del mondo. A maggior ragione quando Trump e Putin si pongono con vanagloria al di sopra di ogni regola, demolendo le organizzazioni multilaterali e violando ripetutamente il diritto internazionale.