Quaderni

Se continuiamo a bruciare i rifiuti quando investiamo nell’economia circolare?

Se con­ti­nuia­mo ad inve­sti­re sul­l’in­ce­ne­ri­men­to di rifiu­ti rin­vie­re­mo a data futu­ra gli inve­sti­men­ti neces­sa­ri sul­l’e­co­no­mia cir­co­la­re, sul­la rimo­du­la­zio­ne del­le filie­re pro­dut­ti­ve dove i pro­dot­ti ven­go­no pen­sa­ti nel loro inte­ro ciclo (non solo fino al con­su­ma­to­re), fino a tor­na­re come mate­ria pri­ma secon­da­ria. Non sono poche le cri­ti­ci­ta nor­ma­ti­ve anco­ra da risol­ve­re sul­l’End of Waste, fon­da­men­ta­li per tut­te le azien­de del set­to­re che pos­so­no inter­rom­pe­re la linea­ri­tà del model­lo pro­dut­ti­vo (ormai inso­ste­ni­bi­le per il Pianeta).

Testare, tracciare e trattare, altroché assistenti civici

Gli “assi­sten­ti civi­ci”, quel­li che secon­do le inten­zio­ni del mini­stro Boc­cia dovreb­be­ro con­vin­ce­re le per­so­ne a rispet­ta­re il “distan­zia­men­to socia­le”, avver­ten­do le Auto­ri­tà ove non venis­se­ro “ascol­ta­ti”, rap­pre­sen­ta­no l’en­ne­si­mo gra­ve erro­re meto­do­lo­gi­co nel­la gestio­ne di que­sta pan­de­mia. Un approc­cio scien­ti­fi­co alle ria­per­tu­re, come inu­til­men­te invo­ca­to da epi­de­mio­lo­gi e viro­lo­gi, pre­ve­de un (vero) rischio cal­co­la­to, compensato …

Testa­re, trac­cia­re e trat­ta­re, altro­ché assi­sten­ti civi­ci Leg­gi altro »

Stagisti, tirocinanti, freelance: nessuno deve essere lasciato solo

Pub­bli­chia­mo la testi­mo­nian­za di Rebec­ca, 26 anni, neo­lau­rea­ta cui non è sta­to rin­no­va­to il tiro­ci­nio, uni­ca sua fon­te di red­di­to. Come lei, sono tan­te le per­so­ne rima­ste anco­ra fuo­ri dagli aiu­ti con­te­nu­ti nel Decre­to Rilan­cio. Chie­dia­mo che situa­zio­ni come que­sta — che riguar­da­no un gran nume­ro di gio­va­ni — sia­no risol­te nel pas­sag­gio par­la­men­ta­re per la con­ver­sio­ne del Decre­to, per­ché nes­su­no deve esse­re lascia­to solo.

Centri per l’infanzia: la funzione educativa è il principio da non dimenticare

Uno degli argo­men­ti in top trend degli ulti­mi gior­ni è come ria­pri­re i cen­tri edu­ca­ti­vi per l’infanzia. Si par­la, anche nel­le ulti­me misu­re nor­ma­ti­ve, di entra­te sca­glio­na­te e di pic­co­li grup­pi: nume­ro mas­si­mo di bam­bi­ni per edu­ca­to­re, tria­ge all’entrata con disin­fet­tan­te e scan­ner per la tem­pe­ra­tu­ra. Spa­zi che diven­ta­no arci­pe­la­ghi con iso­le cir­con­da­te dal mare del­la distan­za socia­le. L’ossimoro del­la nega­zio­ne del­la socia­li­tà negli spa­zi e nei tem­pi edu­ca­ti­vi dimo­stra in par­ten­za la cri­ti­ci­tà di ogni pro­po­sta sul tema.

Liguria: la pericolosa ripartenza

Ces­sa­ta epi­de­mia in Ligu­ria? Secon­do l’Organizzazione mon­dia­le del­la Sani­tà per dichia­ra­re con­clu­sa un’epidemia in un ter­ri­to­rio devo­no esse­re tra­scor­si due perio­di di incu­ba­zio­ne del virus sen­za che si regi­stri­no nuo­vi con­ta­gi, 28 gior­ni dun­que per Sars-Cov‑2. In Ligu­ria però sia­mo ben lon­ta­ni da que­sto tra­guar­do: dome­ni­ca 17 mag­gio i con­ta­gi regi­stra­ti sono sta­ti anco­ra 48. 

Rainbow Map 2020: sui diritti LGBTI+ l’Italia è ancora in fondo

Nel­la map­pa annua­le che è sta­ta pub­bli­ca­ta ieri da ILGA-Euro­pe, non si fer­ma l’arretramento ita­lia­no nel­la clas­si­fi­ca dei 49 Pae­si pre­si in esa­me con la per­di­ta di un’ulteriore posi­zio­ne, scen­den­do dal 34esimo del 2019 al 25esimo del 2020. Nel pun­teg­gio com­ples­si­vo l’Italia rie­sce a gua­da­gna­re 1 pun­to pas­san­do dal 23% al 24% ma non cam­bia mol­to per­chè rima­ne alla gui­da del grup­po dei Pae­si fana­li­ni di coda, qua­si tut­ti dell’Est.