Vogliamo i tamponi

Lo scrivevamo ieri: anche se sono stati fatti dei passi avanti in queste settimane, ci arrivano ancora tante, troppe segnalazioni dell’impossibilità di fare #icazzoditamponi.

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Dal­l’in­ter­vi­sta ad Andrea Cri­san­ti, pub­bli­ca­ta oggi da Repub­bli­ca:

“Come si dovreb­be agi­re per indi­vi­dua­re i foco­lai nel­la Fase2?”

“Ci voglio­no dia­gno­si fat­te via tele­fo­no. Van­no geo­lo­ca­liz­za­ti i pos­si­bi­li casi e con soft­ware che già esi­sto­no si può capi­re se in una cer­ta area si sta for­man­do un clu­ster. Se si ha que­sto sospet­to, si chiu­de l’a­rea e si fan­no i tam­po­ni a tut­ti, come a Vo’. L’u­ni­ca cosa che funziona.”

“Che lei sap­pia, ci si è attrez­za­ti in que­sto senso?”

“Non cre­do pro­prio. Non mi sem­bra che si sia­no fat­ti inve­sti­men­ti sul­la medi­ci­na ter­ri­to­ria­le. Ma devo ammet­te­re che cono­sco mol­to bene solo la real­tà vene­ta: qui a tut­ti i neo­lau­rea­ti in medi­ci­na è sta­ta pro­po­sta l’as­sun­zio­ne nel­le strut­tu­re sani­ta­rie ter­ri­to­ria­li. Altro­ve non so.”

“E del­la app immu­ni cosa pensa?”

“Non ser­ve a nien­te se non si ha la capa­ci­tà di fare tam­po­ni a tut­ti. Anche per­ché la app farà esplo­de­re la richie­sta di tam­po­ni. Mi spie­go. È ragio­ne­vo­le pen­sa­re che i nuo­vi casi posi­ti­vi sia­no mol­ti più di quel­li uffi­cia­li, dicia­mo 10.000. Se ognu­no di loro vede 10 per­so­ne al gior­no, ci sono 100 mila nuo­vi con­tat­ti da testare.”

Lo scri­ve­va­mo ieri: anche se sono sta­ti fat­ti dei pas­si avan­ti in que­ste set­ti­ma­ne, ci arri­va­no anco­ra tan­te, trop­pe segna­la­zio­ni dell’impossibilità di fare #icaz­zo­di­tam­po­ni.

E abbia­mo visto cosa suc­ce­de, quan­do non se ne fan­no abba­stan­za. Abbia­mo con­fron­ta­to i due “model­li”, Lom­bar­dia e Vene­to, e sap­pia­mo chi ha gesti­to meglio la situa­zio­ne, e come.

Abbia­mo visto cosa suc­ce­de a non testa­re medi­ci, infer­mie­ri e per­so­na­le sani­ta­rio, con gli ospe­da­li che in alcu­ne zone sono diven­ta­ti i pri­mi focolai.

Eppu­re, ai test nem­me­no un accen­no, né nel­la con­fe­ren­za stam­pa di ieri, né oggi.

Non pos­sia­mo per­de­re altro tem­po, di que­sto si deve par­la­re: del trac­cia­men­to, dopo l’infinito dibat­ti­to su #Immu­ni e sul­le altre ven­ti app che dove­va­no carat­te­riz­za­re la fase 2, spa­ri­te nel­lo stes­so buco nero in cui sono fini­ti i test sie­ro­lo­gi­ci e quel­la discus­sio­ne sull’importanza del­la medi­ci­na di base e ter­ri­to­ria­le che riman­dia­mo da tan­to, trop­po tem­po. E del­le strut­tu­re inter­me­die per i dimes­si anco­ra posi­ti­vi, che evi­te­reb­be­ro il con­ta­gio alle fami­glie, e del­la tute­la dei con­giun­ti (riec­co­li, pro­prio loro), anche quel­li che abi­ta­no nel­la stes­sa casa di chi ha con­trat­to il virus.

Per­ché lo sap­pia­mo, lo sa anche Con­te che lo ha riba­di­to ieri sera, che que­sta sto­ria non è fini­ta. I foco­lai si pos­so­no riac­cen­de­re, soprat­tut­to se ci sono zone (quel­le in cui trop­po pochi han­no smes­so di anda­re a lavo­ra­re e tut­ti ci tor­ne­ran­no dal 4 mag­gio) dove non si sono mai spenti.

A fare la dif­fe­ren­za, sarà solo la nostra capa­ci­tà di risposta.

“Se pos­sia­mo accet­ta­re di esse­re sta­ti col­ti di sor­pre­sa a feb­bra­io - con­clu­de Cri­san­ti - e pos­sia­mo tol­le­ra­re che in que­sti due mesi non sia sta­to fat­to mol­to per pre­pa­ra­re dal pun­to di vista sani­ta­rio la Fase 2, far­si tro­va­re impre­pa­ra­ti anche il pros­si­mo otto­bre sareb­be gravissimo.”

Voglia­mo i tamponi.

Con la spe­ran­za che que­ste set­ti­ma­ne ci abbia­no inse­gna­to qual­co­sa.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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