Quaderni

L’Italia continuerà a finanziare la Guardia costiera libica

Non ci stan­che­re­mo mai di dir­lo: per allon­ta­na­re Sal­vi­ni dal gover­no biso­gna pri­ma di tut­to allon­ta­na­re le sue poli­ti­che. I decre­ti sicu­rez­za, cer­ta­men­te, ma anche l’in­te­ra disci­pli­na del­la gestio­ni del­le migra­zio­ni a par­ti­re dal­la Bos­si-Fini e, ovvia­men­te, le poli­ti­che che ine­vi­ta­bil­men­te com­por­ta­no gra­vi vio­la­zio­ni dei dirit­ti uma­ni, come lo scel­le­ra­to memo­ran­dum con la Libia volu­to dal mini­stro Min­ni­ti.

L’innalzamento dei mari e tutto quello che c’è da fare per evitare una catastrofe

300 milio­ni le per­so­ne che vivo­no in aree a rischio, minac­cia­te da inon­da­zio­ni e dal­l’in­nal­za­men­to del livel­lo del mare, il tri­plo rispet­to alle pre­ce­den­ti pre­vi­sio­ni. Sta­vol­ta l’o­riz­zon­te tem­po­ra­le è anco­ra più rav­vi­ci­na­to: 2050. Cioè fra 30 anni, in tut­ti gli sce­na­ri pos­si­bi­li, per Vene­zia non ci sarà scam­po

Cannabis, Brignone-Civati: Adesione a campagna #IoColtivo, basta regali a criminalità

“Il dibat­ti­to sul­la lega­liz­za­zio­ne del­le dro­ghe leg­ge­re, pur­trop­po, è anco­ra fer­mo agli slo­gan proi­bi­zio­ni­sti. Per que­sto ade­ria­mo con con­vin­zio­ne alla cam­pa­gna #IoCol­ti­vo, lan­cia­ta pro­prio per sen­si­bi­liz­za­re l’o­pi­nio­ne pub­bli­ca sul tema e dare del­le infor­ma­zio­ni pre­ci­se: come spie­ga­no i pro­mo­to­ri del­l’i­ni­zia­ti­va, in Ita­lia fuma­re can­na­bis non è rea­to, per­ché com­por­ta solo san­zio­ni ammi­ni­stra­ti­ve. Ma per l’au­to­col­ti­va­zio­ne …

Can­na­bis, Bri­gno­ne-Civa­ti: Ade­sio­ne a cam­pa­gna #IoCol­ti­vo, basta rega­li a cri­mi­na­li­tà Leg­gi altro »

Quando si racconta uno stupro le parole sono importanti

Dare un toc­co di colo­re ai pro­pri arti­co­li, oltre a scre­di­ta la pro­fes­sio­na­li­tà del gior­na­li­sta, ali­men­ta anco­ra di più l’imperante cul­tu­ra del­lo stu­pro e del maschi­li­smo in Ita­lia, «un pae­se – come ha spie­ga­to Miche­la Mur­gia — dove il con­sen­so fem­mi­ni­le nel­le rela­zio­ni e nei con­te­sti socia­li non è con­si­de­ra­to rile­van­te».

Scuola: trasformare l’emergenza in opportunità

Si deve “tra­sfor­ma­re l’emergenza in un’opportunità”: era­no pas­sa­te poche ore dal­la chiu­su­ra del­le scuo­le, quan­do la Mini­stra dell’Istruzione, nel­la sua pri­ma dichia­ra­zio­ne dopo il loc­k­do­wn, pro­nun­cia­va que­ste paro­le. L’opportunità cui allu­de­va Lucia Azzo­li­na era la pos­si­bi­li­tà di appro­fit­ta­re dell’emergenza per acce­le­ra­re il pro­ces­so di “inno­va­zio­ne” tec­no­lo­gi­ca su cui si è costrui­ta mol­ta del­la reto­ri­ca “rifor­mi­sta” degli ulti­mi anni di chiac­chie­re e pes­si­ma poli­ti­ca sul­la (pel­le del­la) scuo­la.

Decreti sicurezza: irrazionale e discriminatorio escludere i richiedenti asilo dall’iscrizione anagrafica

Ora vie­ne da chie­der­si quan­to a lun­go il gover­no Con­te bis — gui­da­to, oltre che dal M5S, da PD e LEU — avreb­be anco­ra atte­so pri­ma di eli­mi­na­re una pale­se discri­mi­na­zio­ne. E quan­to atten­de­rà anco­ra pri­ma di inter­ve­ni­re sui decre­ti sicu­rez­za (abo­len­do­li, auspi­chia­mo), men­tre in ragio­ne di que­sti alcu­ne per­so­ne con­ti­nua­no a subi­re discri­mi­na­zio­ni. Dob­bia­mo atten­de­re la Cor­te costi­tu­zio­na­le anche per il resto?

Quando gli invisibili diventano visibili: il caso dei braccianti di Saluzzo

Al par­co di Vil­la Ali­ber­ti, a Saluz­zo, gio­ve­dì scor­so all’alba è arri­va­ta la Poli­zia. Tut­te e cen­to­tren­ta­tre le per­so­ne accam­pa­te al par­co sono sta­te sot­to­po­ste – così scri­vo­no i gior­na­li – a un dop­pio scree­ning, docu­men­ta­le e medi­co. L’accampamento di for­tu­na è sta­to sgom­be­ra­to, le per­so­ne sud­di­vi­se arbi­tra­ria­men­te in grup­pi e smi­sta­te in vari cen­tri del­la zona, sen­za tene­re in alcu­na con­si­de­ra­zio­ne even­tua­li esi­gen­ze per­so­na­li.

Salvataggi in mare: cambia il Governo, ma nulla cambia

Sem­bra esser­si ormai cri­stal­liz­za­to qual­co­sa di simi­le a un pro­to­col­lo. Un pro­to­col­lo, a dir­la tut­ta, al qua­le ci sia­mo ormai più o meno abi­tua­ti dal momen­to in cui si è inse­dia­to il gover­no Con­te. Il pri­mo gover­no Con­te, per la pre­ci­sio­ne. Anche a quei tem­pi, infat­ti, la lar­ghis­si­ma par­te del­le ope­ra­zio­ni di “bloc­co” degli sbar­chi dal­le Ong si risol­ve­va così: gior­ni in mare, situa­zio­ni cri­ti­che a bor­do, situa­zio­ni sem­pre più tese fin­ché, anche allo­ra, le per­so­ne veni­va­no fat­te sbar­ca­re.

La transizione energetica si fa con l’eolico, non con lo stoccaggio di CO2

Pos­si­bi­le con­cor­da e fa sue le pun­tua­li osser­va­zio­ni cri­ti­che del Prof. Bal­za­ni, rite­nen­do che ben dif­fi­cil­men­te si arri­ve­rà, come da pro­gram­ma regio­na­le, all’azzeramento del­le emis­sio­ni cli­mal­te­ran­ti entro il 2050, e al pas­sag­gio al 100% di ener­gie rin­no­va­bi­li entro il 2035, con un pro­get­to che va in sen­so dia­me­tral­men­te oppo­sto, e vie­ne giu­sti­fi­ca­to, al soli­to, con i pre­sun­ti posti di lavo­ro (che sareb­be­ro ugual­men­te rica­va­bi­li da pro­get­ti sul­le rin­no­va­bi­li, come, appun­to, l’eolico).