Hanno preso la Fase 1 e l’hanno chiamata Fase 2

Senza cambiare niente nel sistema di rilevazione e controllo, hanno preso la Fase1 e l’hanno chiamata Fase 2: perché le ragioni socio-economiche non potevano più aspettare, laddove qualcosa si era effettivamente fermato

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Questa mat­ti­na, al gior­no 101 dal dichia­ra­to sta­to di emer­gen­za e rela­ti­va sospen­sio­ne di mol­te liber­tà fon­da­men­ta­li, al gior­no 70 dall’inizio del­la qua­ran­te­na che ormai è qua­si un’ottantena, la stam­pa ci fa sape­re che il Com­mis­sa­rio Straor­di­na­rio Arcu­ri, evi­den­te­men­te tra­vol­to dal­la pie­na, final­men­te pub­bli­che­rà — fac­cia con cal­ma — una richie­sta di offer­ta per l’acquisto di kit (tam­po­ni e rea­gen­ti) su sca­la mon­dia­le, al fine di incre­men­ta­re i test sul ter­ri­to­rio nazio­na­le. Ci vor­rà del tem­po per repe­rir­li, e ce ne vor­rà altro per distri­buir­li in manie­ra prio­ri­ta­ria a secon­da del fab­bi­so­gno del­le sin­go­le regioni.

Ora, si potreb­be par­la­re del­le dif­fi­col­tà lega­te alla diso­mo­ge­nei­tà dei mac­chi­na­ri dovu­ta alla fram­men­ta­zio­ne regio­na­le del­la sani­tà, e discu­te­re dell’opportunità o meno di un Siste­ma Sani­ta­rio Nazio­na­le così disag­gre­ga­to, che impo­ne enor­mi limi­ti alla stan­dar­diz­za­zio­ne (lo abbia­mo visto anche con la mes­sa in atto di alcu­ni protocolli).

O pos­sia­mo con­cen­trar­ci sul­le paro­le del Prof. Cri­san­ti, che fan­no crol­la­re più di un’alibi, osser­van­do il Vene­to dove, a fine gen­na­io, pre­oc­cu­pa­ti da quel­lo che sta­va suc­ce­den­do in Cina, han­no ini­zia­to ad attrez­zar­si facen­do­si in casa i rea­gen­ti, svi­lup­pan­do un test sul­la fal­sa riga di quel­lo del­lo Spal­lan­za­ni e attuan­do il famo­so model­lo del­le 3T: test, tra­ce­ment e treat­ment, gra­zie al qua­le han­no potu­to limi­ta­re l’espandersi dei con­ta­gi e, di con­se­guen­za, con­te­ne­re il nume­ro dei morti.

Sem­bra quin­di oppor­tu­no far pre­sen­te come tut­ta la gestio­ne ai mas­si­mi livel­li del­le nostre ammi­ni­stra­zio­ni sia lacu­no­sa e spes­so rispon­da a rego­le inver­ti­te di rap­por­ti cau­sa-effet­to.

Duran­te la Fase 1 abbia­mo pazien­te­men­te aspet­ta­to il ral­len­ta­men­to dei con­ta­gi, e che i nostri ospe­da­li tor­nas­se­ro a respi­ra­re insie­me ai tan­ti rico­ve­ra­ti nel­le tera­pie inten­si­ve. Abbia­mo osser­va­to iso­la­men­to e distan­zia­men­to socia­le, e spes­so lo abbia­mo fat­to su base volon­ta­ria: per­ché era­va­mo in emer­gen­za, i labo­ra­to­ri era­no sovrac­ca­ri­chi, non era il momen­to di lamen­tar­si insomma.

Sono pas­sa­te le set­ti­ma­ne, poi i mesi, e sem­pre mol­to pazien­te­men­te abbia­mo aspet­ta­to indi­ca­zio­ni che andas­se­ro un pochi­no oltre il “ades­so vi fac­cia­mo ria­pri­re, così la cri­si eco­no­mi­ca non è più col­pa nostra” ma “non usci­te per­ché se vi amma­la­te è col­pa vostra”.

E inve­ce, sen­za cam­bia­re nien­te nel siste­ma di rile­va­zio­ne e con­trol­lo, han­no pre­so la Fase1 e l’hanno chia­ma­ta Fase 2: per­ché le ragio­ni socio-eco­no­mi­che non pote­va­no più aspet­ta­re, lad­do­ve qual­co­sa si era effet­ti­va­men­te fer­ma­to. E lo han­no fat­to su sca­la nazio­na­le, sen­za tene­re con­to del­le più sva­ria­te pecu­lia­ri­tà ter­ri­to­ria­li. Inver­ten­do, appun­to, le cau­se e gli effet­ti e – cosa ancor più gra­ve – in tota­le assen­za di trasparenza.

Ci sia­mo chie­sti per set­ti­ma­ne per­ché non faces­se­ro i tam­po­ni. Ognu­no di noi — alme­no in Lom­bar­dia — cono­sce un sin­to­ma­ti­co, un fami­lia­re di un con­va­le­scen­te in iso­la­men­to domi­ci­lia­re o un asin­to­ma­ti­co con con­tat­ti a rischio che non è mai sta­to testa­to.

E oggi, dopo più di 30.000 mor­ti e cen­ti­na­ia di miglia­ia di casi con­fer­ma­ti, venia­mo a sape­re che negli ulti­mi tre mesi nes­su­no dei mem­bri del­le innu­me­re­vo­li task for­ce si è posto il pro­ble­ma di dota­re i labo­ra­to­ri ana­li­si del­le stru­men­ta­zio­ni ido­nee per tene­re sot­to con­trol­lo il nume­ro dei posi­ti­vi, e adot­ta­re le misu­re neces­sa­rie per il trac­cia­men­to e il rela­ti­vo con­te­ni­men­to del­la pan­de­mia, che avreb­be­ro avu­to impat­ti cer­ta­men­te posi­ti­vi sul nume­ro dei decessi.

Un meto­do di puro buon sen­so che avreb­be dovu­to carat­te­riz­za­re la Fase 0 e che, inve­ce, arri­va con un ritar­do imbarazzante.

Addi­rit­tu­ra dopo aver rifor­ni­to alcu­ne socie­tà di cal­cio del­la Serie A per­ché, si sa, the show must go on, per chi ha sol­di e pote­re soprat­tut­to.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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