Quaderni

La Repubblica è una promessa, sociale e ambientale insieme

Chi ha segui­to le pri­ma­rie del par­ti­to socia­li­sta fran­ce­se, desti­na­to secon­do tut­ti gli osser­va­to­ri a una scon­fit­ta dolo­ro­sa tan­to quan­to sicu­ra alle ele­zio­ni pre­si­den­zia­li, non può non esse­re sta­to col­pi­to dal­la scel­ta degli argo­men­ti di chi ha vin­to il pri­mo tur­no, Benoît Hamon. Non solo e non tan­to per ave­re posto con net­tez­za la neces­si­tà […]

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Cosa ho visto tra i migranti ragazzini bloccati a Belgrado

«E’ una situa­zio­ne mai vista pri­ma». Comin­cia così il rac­con­to di Lis­sett, diri­gen­te del­l’as­so­cia­zio­ne “Refu­gees Aid Ser­bia”. La pre­sen­za di pro­fu­ghi bloc­ca­ti in Ser­bia non è nuo­va: que­sta esta­te, con la chiu­su­ra del­le fron­tie­re euro­pee, sono sta­te get­ta­te le basi del­la cri­si uma­ni­ta­ria che, in que­ste ore, col­pi­sce i pro­fu­ghi pre­sen­ti a Bel­gra­do. L’u­ni­ca dif­fe­ren­za è il cam­bio di sta­gio­ne, che costrin­ge al gelo tra le 700 e le 1200 per­so­ne, in capan­no­ni abban­do­na­ti nei pres­si del­la sta­zio­ne di Bel­gra­do, gli stes­si dove già que­sta esta­te tro­va­va­no pro­te­zio­ne alcu­ni di loro.

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Orizzonti (e risultati) minimi per il reddito minimo. Alla ricerca della legislatura perduta

Si chia­ma “Oriz­zon­ti mini­mi per il red­di­to mini­mo”. Vedrà la par­te­ci­pa­zio­ne di Enri­co Gio­van­ni­ni e Pep­pe Alle­gri. È rivol­ta a tut­ti colo­ro che sono inte­res­sa­ti a capi­re che cosa si può rea­li­sti­ca­men­te fare per il red­di­to mini­mo in que­sto scor­cio di legi­sla­tu­ra che nes­su­no può dire quan­to dure­rà. Un invi­to rivol­to a tut­te le for­ze

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Qui Sì lavora, ma ne vale la pena

Un’altra cam­pa­gna refe­ren­da­ria. Un altro tour lun­go lo sti­va­le. Per­ché voglia­mo esse­re gli uni­ci a lavo­ra­re set­te gior­ni su set­te e sen­za ora­ri. Per­ché gli uni­ci straor­di­na­ri non paga­ti che accet­tia­mo sono i nostri straor­di­na­ri atti­vi­sti. Per­ché l’unico inde­ter­mi­na­to che vor­rem­mo veder spa­ri­re è il pro­gram­ma di chi vuol fare la sini­stra sen­za mai dire

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Se il M5S tifa per la rivoluzione all’incontrario di Trump

All’indomani del­la (tri­ste) inau­gu­ra­tion del qua­ran­ta­cin­que­si­mo pre­si­den­te degli Sta­ti Uni­ti, Donald Trump, c’è sopra ogni altro un aspet­to su cui mi sem­bra inte­res­san­te sof­fer­ma­mi: le rea­zio­ni poli­ti­che in casa M5S. Sono mesi che diver­si espo­nen­ti M5S dichia­ra­no la loro sim­pa­tia ver­so il magna­te sta­tu­ni­ten­se, sor­pren­de per­ciò solo fino a un cer­to pun­to il tweet di

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Una legislatura persa? Governo e maggioranza assenti sull’ambiente #primadeldiluvio

Che fine ha fat­to il green act? Il 2 gen­na­io del 2015, 746 (set­te­cen­to­qua­ran­ta­sei) gior­ni fa, l’ex pre­mier Mat­teo Ren­zi annun­ciò alla sua manie­ra (un tweet) l’imminente ema­na­zio­ne di un green act, un prov­ve­di­men­to che avreb­be dovu­to – così sem­bra­va – riu­ni­re in sé tut­te le nor­me vol­te a favo­ri­re, pro­muo­ve­re, lan­cia­re la green eco­no­my in tut­te le sue poten­zia­li­tà di dife­sa dell’ambiente e di svi­lup­po soste­ni­bi­le anche per crea­re nuo­vi posti di lavo­ro.

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Terremoto: fare la nostra parte, tra disperazione e rabbia

Saba­to par­ti­rà il pri­mo cari­co di pro­dot­ti ali­men­ta­ri e mate­ria­le edi­le desti­na­to a una azien­da mes­sa in ginoc­chio dal ter­re­mo­to e dal­la neve, rima­sta iso­la­ta in mon­ta­gna. Ieri il Comi­ta­to Pos­si­bi­le Mas­si­mo Max Fanel­li di Seni­gal­lia ha avvia­to una rac­col­ta urgen­te di beni di pri­ma neces­si­tà e nel giro di poche ore già diver­si quin­ta­li

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È bellissimo questo Paese da costruire, lì fuori

Uscia­mo, ascol­tia­mo le solu­zio­ni, imma­gi­nia­mo il Pae­se che man­ca ai lavo­ra­to­ri, agli inse­gnan­ti, ai neo­lau­rea­ti, alle par­ti­te iva, agli schia­vi a tem­po inder­me­ni­na­to con la pro­spet­ti­va che non arri­va a fine mese e un con­trat­to deter­mi­na­tis­si­mo, agli eso­da­ti (ce li ricor­dia­mo, gli eso­da­ti?), gli anti­ma­fio­si, gli impren­di­to­ri stre­ma­ti, i disil­lu­si, i sen­za spe­ran­za e poi

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#Terremoto: le cose da fare, a telecamere spente

Nel nau­sean­te dibat­ti­to sul­le «bufa­le» (e chi è sen­za «bufa­la» sca­gli la pri­ma «bufa­la»), c’è da recu­pe­ra­re un con­cet­to pas­sa­to in secon­do pia­no: le fra­si stu­pi­de. Che non sono «bufa­le», appun­to, ma fan­no anche peg­gio del­le «bufa­le». «Il gover­no aiu­ti i ter­re­mo­ta­ti, non le ban­che.» E inve­ce il gover­no deve aiu­ta­re i ter­re­mo­ta­ti E le

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