È bellissimo questo Paese da costruire, lì fuori

Uscia­mo, ascol­tia­mo le solu­zio­ni, imma­gi­nia­mo il Pae­se che man­ca ai lavo­ra­to­ri, agli inse­gnan­ti, ai neo­lau­rea­ti, alle par­ti­te iva, agli schia­vi a tem­po inder­me­ni­na­to con la pro­spet­ti­va che non arri­va a fine mese e un con­trat­to deter­mi­na­tis­si­mo, agli eso­da­ti (ce li ricor­dia­mo, gli eso­da­ti?), gli anti­ma­fio­si, gli impren­di­to­ri stre­ma­ti, i disil­lu­si, i sen­za spe­ran­za e poi anche quel­li che di spe­ran­ze e idee ne han­no di bel­lis­si­me e riman­go­no ina­scol­ta­ti.

Stia­mo seri. E fie­ri. Fie­ri del lavo­ro di Bea­tri­ce Bri­gno­ne che con i ter­re­mo­ta­ti del­la sua regio­ne, le Mar­che, ha un rap­por­to fat­to di pel­le, di sca­to­lo­ni sca­ri­ca­ti in mez­zo alla neve e le mace­rie rac­col­ti gra­zie al cuo­re dei mar­chi­gia­ni, fie­ri del­l’impe­gno sen­za sel­fie, tito­li dei gior­na­li e paro­le a vuo­to. Una par­la­men­ta­re anche fuo­ri dal Par­la­men­to.

Stia­mo fie­ri di Ste­fa­no Cato­ne che men­tre mol­ti teo­riz­za­no (o caval­ca­no) i biso­gni dei rifu­gia­ti in mez­zo ai rifu­gia­ti lui ci è ritor­na­to dav­ve­ro. Anco­ra. Sul­la rot­ta bal­ca­ni­ca con un’or­ga­niz­za­zio­ne uma­ni­ta­ria sta testi­mo­nian­do i luo­ghi dove l’u­ma­ni­tà s’è per­sa. E la digni­tà.

Stia­mo fie­ri dei com­pa­gni di Cro­to­ne, infa­ti­ca­bi­li divul­ga­to­ri (e difen­so­ri) di uno scem­pio ambien­ta­le che gri­da ven­det­ta (e richia­ma l’at­ten­zio­ne del Mini­stro Fran­ce­schi­ni) a Capo Colon­na, dove la sto­ria sta per esse­re sep­pel­li­ta dal cemen­to in nome del turi­smo secon­do il Van­ge­lo di Bria­to­re, quel­lo tur­bo­spin­to che vor­reb­be un’I­ta­lia come par­co turi­sti­co e la bel­lez­za una bar­bo­sa com­pli­ca­zio­ne buro­cra­ti­ca.

Si fa così la poli­ti­ca. Noi la voglia­mo fare così. La poli­ti­ca ha sen­so se si pra­ti­ca sul ter­ri­to­rio. I lam­bic­chi, le tes­se­re, i con­gres­si per­ma­nen­ti e i poli­ti­ci si sono un’al­tra cosa: sono il gio­co che ha stan­ca­to tut­ti e che ha lascia­to aper­ta al rea­li­smo che abbia­mo subi­to fin qui.

Dai, su. Uscia­mo. C’è un Pae­se bel­lis­si­mo da costrui­re, qui fuo­ri.

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Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare

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Congresso 2024: regolamento congressuale

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Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

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Un’Europa democratica e federale non è un’utopia: è una necessità urgente. Festa dell’Europa, Torino

L’Europa non può con­ti­nua­re a dipen­de­re dagli Sta­ti Uni­ti per la pro­pria sicu­rez­za e per il pro­prio peso poli­ti­co inter­na­zio­na­le. Deve impa­ra­re a par­la­re con una sola voce e ad agi­re in modo rapi­do ed effi­ca­ce, nel rispet­to del­la demo­cra­zia e del­lo sta­to di dirit­to. Oggi, inve­ce, il veto di un sin­go­lo Sta­to può bloc­ca­re deci­sio­ni fon­da­men­ta­li sul­la poli­ti­ca este­ra, sul­la dife­sa, sull’energia o sui dirit­ti socia­li, ren­den­do l’Unione debo­le e divi­sa.

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Festa del­l’Eu­ro­pa: Pos­si­bi­le ade­ri­sce alle ini­zia­ti­ve orga­niz­za­te in giro per l’Italia, tra cui We are Euro­pe a Mila­no e la Mar­cia per l’Europa a Tori­no. Il 9 mag­gio, tutt3 in piaz­za! Fac­cia­mo sen­ti­re la nostra voce per rilan­cia­re l’Europa di pace, dirit­ti e soli­da­rie­tà, costrui­ta da chi ha vis­su­to sul­la pro­pria pel­le gli orro­ri del nazi-fasci­smo.