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Quei ponti che stanno crollando, ma che che sono alla base della nostra umanità

Moha­med Nour Dachan è pre­si­den­te ono­ra­rio dell’Unione del­le Comu­ni­tà Isla­mi­che di Ita­lia e ieri a Geno­va, al fune­ra­le del­le vit­ti­me del crol­lo del pon­te Moran­di, si è reso pro­ta­go­ni­sta di uno dei più bei discor­si ascol­ta­ti in que­sti gior­ni di dolo­re, pole­mi­che e livo­re. Ha par­la­to di pon­ti, Dachan. Pon­ti che, fisi­ci o meta­fo­ri­ci che …

Quei pon­ti che stan­no crol­lan­do, ma che che sono alla base del­la nostra uma­ni­tà Leg­gi altro »

Corridoi umanitari: un’alternativa alla militarizzazione esiste

Men­tre a Pari­gi si discu­to­no pia­ni straor­di­na­ri per mili­ta­riz­za­re fron­tie­re e rot­te migra­to­rie, c’è chi si ado­pe­ra per costrui­re un model­lo dif­fe­ren­te, in cui le per­so­ne non ven­go­no bloc­ca­te ma aiu­ta­te, in cui non sono pas­sa­to­ri, traf­fi­can­ti e mili­zie a gesti­re i flus­si ma le isti­tu­zio­ni e il ter­zo set­to­re assieme.

Accesso all’acqua: prima condizione per costruire pace

Oggi, 22 mar­zo, è come ogni anno il World­Wa­ter­Day, anche per ricor­da­re che 1.8 milio­ni di per­so­ne al mon­do non han­no acces­so ad una fon­te d’acqua sicu­ra e pota­bi­le. Chi sof­fre mag­gior­men­te del­la man­can­za di acces­so all’acqua sono come sem­pre le per­so­ne più vul­ne­ra­bi­li, tra cui rifu­gia­ti e sfollati.

La crisi umanitaria non è conclusa #SaveAleppo

Pos­si­bi­le vuo­le con­ti­nua­re a tene­re alta l’attenzione sul con­flit­to siria­no e le sue con­se­guen­ze, e a mobi­li­tar­si attra­ver­so azio­ni con­cre­te a soste­gno dei civi­li più vul­ne­ra­bi­li. Per que­sta ragio­ne abbia­mo deci­so di lan­cia­re un appel­lo a pri­ma fir­ma Sha­dy Hama­di e di riser­va­re uno spa­zio sul nostro sito per la rac­col­ta fon­di desti­na­ta al finan­zia­men­to di diver­si pro­get­ti diret­ta­men­te indi­riz­za­ti ai bam­bi­ni e alla popo­la­zio­ne siria­na. Uno di que­sti pro­get­ti riguar­da un orfa­no­tro­fio che sor­ge a Gazian­tep, cit­tà tur­ca a un’o­ra d’au­to dal con­fi­ne siria­no: l’orfanotrofio Dar al-Salam. In que­sta strut­tu­ra vivo­no 45 bam­bi­ni e 7 vedo­ve di guerra.