reddito minimo

Reddito minimo, la ragione può prevalere

L’orientamento che sta pre­va­len­do nel gover­no è quel­lo di un poten­zia­men­to del REI incre­men­tan­do la dota­zio­ne fino a 5 miliar­di per 4 milio­ni di pove­ri con asse­gno medio indi­vi­dua­le di cir­ca 300 euro al mese: ben lun­gi dal con­cre­tiz­za­re le pro­mes­se elet­to­ra­li che inve­ce vale­va­no un asse­gno men­si­le net­to di 780 euro e a cui il Mini­stro Di Maio resta dispe­ra­ta­men­te aggrap­pa­to.

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Il Parlamento europeo chiede un reddito minimo adeguato in tutti gli Stati membri

Il segna­le da Stra­sbur­go è arri­va­to for­te e chia­ro, si chie­de all’Italia di adot­ta­re uno sche­ma di red­di­to mini­mo ade­gua­to, così come noi di Pos­si­bi­le chie­dia­mo da sem­pre, e pro­po­nia­mo anche nel nostro Mani­fe­sto. La bat­ta­glia con­ti­nua, sapen­do di non esse­re soli, in Euro­pa. 

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L’anatra zoppa del Reddito di inclusione

Tito Boe­ri è sta­to parec­chio espli­ci­to, lo scor­so 4 Luglio, alla pre­sen­ta­zio­ne del­la Rela­zio­ne Annua­le dell’INPS: il red­di­to di inclu­sio­ne è un “pas­so in avan­ti rispet­to alle tan­te misu­re par­zia­li intro­dot­te negli ulti­mi anni (dal SIA all’ASDI, dal­la social card, alla car­ta acqui­sti), ma è anco­ra una misu­ra basa­ta su con­di­zio­ni cate­go­ria­li arbi­tra­rie: pre­sen­za in

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Tiriamoci fuori dal fango

Nell’estate del fan­go e dopo ciò che è acca­du­to ieri è anco­ra più impor­tan­te la cam­pa­gna #anti­fa che Pos­si­bi­le pro­muo­ve sul web e non solo. Un grup­po Face­book per mobi­li­tar­si, un lavo­ro accu­ra­to di con­tro­in­for­ma­zio­ne, la pre­sa di paro­la e di posi­zio­ne in un momen­to in cui sale il tas­so di raz­zi­smo, di ses­si­smo, di vio­len­za,

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Orizzonti (e risultati) minimi per il reddito minimo. Alla ricerca della legislatura perduta

Si chia­ma “Oriz­zon­ti mini­mi per il red­di­to mini­mo”. Vedrà la par­te­ci­pa­zio­ne di Enri­co Gio­van­ni­ni e Pep­pe Alle­gri. È rivol­ta a tut­ti colo­ro che sono inte­res­sa­ti a capi­re che cosa si può rea­li­sti­ca­men­te fare per il red­di­to mini­mo in que­sto scor­cio di legi­sla­tu­ra che nes­su­no può dire quan­to dure­rà. Un invi­to rivol­to a tut­te le for­ze

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Ma quale reddito minimo? Sembra più governance delle povertà

Non c’è la mini­ma ombra di “red­di­to mini­mo garan­ti­to”, ma si rischia di finan­zia­re un appa­ra­to di gover­no del­la pover­tà, una sor­ta di gover­nan­ce pri­va­to-pub­bli­ca del “rischio esclu­sio­ne socia­le”, e di model­la­re que­sta misu­ra nel sen­so di un Work­fa­re, con il rischio di pre­ci­pi­ta­re dal­la trap­po­la del­la pover­tà alla trap­po­la del lavo­ro pove­ro, pove­ris­si­mo.

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