QUADERNI

Lavo­ro, par­te­ci­pa­zio­ne, dirit­ti, futu­ro: un’i­dea di cit­tà per le per­so­ne che la vivo­no e non per gli inte­res­si di chi la gover­na, che non potreb­be esse­re più distan­te da quel­la del­la destra uscente. 
La cop­pia Meloni/Lollobrigida (con la com­pli­ci­tà del son­nec­chian­te Pichet­to Fra­tin) sta pre­di­spo­nen­do un attac­co di deva­stan­ti pro­por­zio­ni al siste­ma di pro­te­zio­ne del­la fau­na sel­va­ti­ca. Che ci sarà di dilet­te­vo­le, nel­lo spa­ra­re ad un ani­ma­le indi­fe­so, noi non lo capi­re­mo mai. 
L’ordine del gior­no pre­sen­ta­to da Fra­tel­li d’Italia a Reg­gio Emi­lia è un attac­co cini­co e pro­pa­gan­di­sti­co, che ten­ta di tra­sfor­ma­re un gesto di sen­si­bi­liz­za­zio­ne e cul­tu­ra in un caso poli­ti­co. Ma il vero scan­da­lo non è un even­to che par­la di come soste­ne­re bam­bi­ni e bam­bi­ne trans – il vero scan­da­lo è chi vor­reb­be met­te­re a tace­re que­ste voci. 
“Il nuo­vo crol­lo dell’Italia nel­la Rain­bow Map ci rac­con­ta una veri­tà che la poli­ti­ca al gover­no si osti­na a nega­re: que­sto Pae­se con­ti­nua a esse­re osti­le ver­so le per­so­ne LGBTQIA+. È il risul­ta­to di pre­ci­se scel­te poli­ti­che, che ali­men­ta­no discri­mi­na­zio­ni anzi­ché com­bat­ter­le. Il 17 mag­gio sare­mo in piaz­za per dare voce a chi ogni gior­no subi­sce vio­len­ze, esclu­sio­ne, cen­su­ra. Per­ché la nostra lot­ta non è solo per i dirit­ti LGBTQIA+, è per la demo­cra­zia e la liber­tà di tuttə.” 
La Con­si­glie­ra comu­na­le Ales­sia Fac­chin, insie­me a tut­ti i mem­bri del­la lista Bor­ghi per la For­tez­za ha pre­sen­ta­to una mozio­ne in Con­si­glio Comu­na­le che chie­de la chiu­su­ra imme­dia­ta del Cen­tro di Per­ma­nen­za per il Rim­pa­trio (CPR) di Gra­di­sca d’Isonzo e l’abolizione di tut­ti i CPR pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio nazionale. 
La deten­zio­ne ammi­ni­stra­ti­va non è una solu­zio­ne – dichia­ra Ales­sia Fac­chin, che ha pre­sen­ta­to la mozio­ne – è un siste­ma fal­li­men­ta­re che pro­du­ce esclu­sio­ne, vio­len­za e degrado. 
Il depu­ta­to fede­ra­le Glau­ber Bra­ga (PSOL-RJ) è ogget­to di un pro­ces­so di desti­tu­zio­ne che, più che un atto disci­pli­na­re, rap­pre­sen­ta un attac­co diret­to alla demo­cra­zia e un mes­sag­gio inquie­tan­te rivol­to a chi osa sfi­da­re i pote­ri costi­tui­ti. In scio­pe­ro del­la fame dal 9 apri­le 2025, Glau­ber affron­ta un ten­ta­ti­vo di silen­zia­men­to pro­mos­so da for­ze che ope­ra­no nel­la Came­ra dei Depu­ta­ti e che tro­va­no in Arthur Lira (PP-AL) uno dei loro prin­ci­pa­li esponenti. 
Il mes­sag­gio sem­bre­reb­be chia­ro, o alme­no anco­ra più chia­ro: dei dirit­ti uma­ni non ce ne sta fre­gan­do più nul­la. E que­sto fa pau­ra per tut­te e tut­ti. Pos­so­no chia­mar­li “ritor­ni” e “hub di ritor­no”, noi chia­mia­mo­li per quel­le che sono: depor­ta­zio­ni e pri­gio­ni in pae­si ter­zi. Rico­no­scia­mo­ne la gra­vi­tà e opponiamoci. 
Il Gover­no Melo­ni non ha mai fat­to miste­ro di per­se­gui­re una poli­ti­ca cul­tu­ra­le for­te­men­te nazio­na­li­sta e iden­ti­ta­ria, ma di fat­to pre­ten­de di gover­na­re il patri­mo­nio arti­sti­co più impor­tan­te del mon­do con l’antropologia di un clan ristret­to di ami­ci e paren­ti. Intan­to, se non ti alli­nei, resti fuo­ri. Un meto­do squa­dri­sta ele­va­to a pras­si di governo. 
Ieri, a San­t’A­les­sio in Aspro­mon­te, abbia­mo vis­su­to un momen­to di poten­te signi­fi­ca­to poli­ti­co e uma­no: il con­fe­ri­men­to del­la cit­ta­di­nan­za ono­ra­ria a May­soon Maji­di. Una scel­ta che va oltre la buro­cra­zia e che diven­ta un mes­sag­gio chia­ro e necessario. 
Davan­ti a un’Europa che alza bar­rie­re e mol­ti­pli­ca le pri­gio­ni per migran­ti, la rispo­sta deve esse­re un movi­men­to col­let­ti­vo, for­te e deter­mi­na­to. Come ha dimo­stra­to que­sta assem­blea, le allean­ze tra real­tà loca­li e trans­na­zio­na­li sono fon­da­men­ta­li. Pos­si­bi­le è pron­to a fare la sua par­te, met­ten­do a dispo­si­zio­ne com­pe­ten­ze, ener­gie e una rete di sup­por­to per costrui­re un’Europa fon­da­ta sul­la soli­da­rie­tà, non sui muri e sul­le prigioni. 
Il docu­men­to appro­va­to impe­gna il Sin­da­co e la giun­ta a favo­ri­re la par­te­ci­pa­zio­ne demo­cra­ti­ca di tut­ta la cit­ta­di­nan­za e a garan­ti­re la mas­si­ma dif­fu­sio­ne del­le infor­ma­zio­ni rela­ti­ve alla data del voto, alle moda­li­tà di voto e al con­te­nu­to dei que­si­ti refe­ren­da­ri attra­ver­so i cana­li istituzionali.