Chi evoca la pulizia etnica sta solo preparando il terreno

Di pulizie etniche è fatta la storia: si sono svolte sotto gli occhi di milioni di persone, incapaci di comprendere quello che si stava svolgendo nei propri quartieri. Il rischio è sempre questo: non avere gli anticorpi per distinguere e quindi reagire.

[vc_row][vc_column][vc_column_text css=”.vc_custom_1494857115928{margin-top: 20px !important;}”][/vc_column_text][vc_column_text]Ieri sia­mo sta­ti tra i pri­mi a incap­pa­re nel­la dichia­ra­zio­ne di Mat­teo Sal­vi­ni sul­la puli­zia etni­ca. Dopo aver veri­fi­ca­to che l’AN­SA aves­se effet­ti­va­men­te bat­tu­to quel­la agen­zia, secon­do la qua­le Sal­vi­ni avreb­be pro­po­sto un pro­gram­ma di puli­zia etni­ca, ci sia­mo però inso­spet­ti­ti dal­l’uti­liz­zo del­l’ar­go­men­to che Sal­vi­ni ave­va già fat­to in altre occasioni. 

Mat­teo Sal­vi­ni, come avre­te avu­to modo di sape­re, non ha det­to che c’è biso­gno di un pro­gram­ma di puli­zia etni­ca, ma ha det­to che l’I­ta­lia e gli ita­lia­ni stan­no suben­do una puli­zia etni­ca:

Vedre­mo di adot­ta­re ogni mez­zo pos­si­bi­le, oltre a quel­li che già abbia­mo per­cor­so, per fer­ma­re que­sta inva­sio­ne. E quan­do dico ogni mez­zo, dico ogni mez­zo, ovvia­men­te legal­men­te per­mes­so o qua­si, per­ché sia­mo di fron­te a un ten­ta­ti­vo evi­den­te di puli­zia etni­ca, di sosti­tu­zio­ne etni­ca ai dan­ni di chi vive in Italia.

Fare una «puli­zia etni­ca», inte­sa come attua­re un «pro­gram­ma di eli­mi­na­zio­ne del­le mino­ran­ze, rea­liz­za­to attra­ver­so il loro allon­ta­na­men­to coat­to o ricor­ren­do ad atti di aggres­sio­ne mili­ta­re e di vio­len­za, per sal­va­guar­da­re l’identità e la purez­za di un grup­po etni­co», è un cri­mi­ne con­tro l’u­ma­ni­tà e spin­ger­si fino a tan­to sareb­be dav­ve­ro trop­po, per chiun­que. Inten­dia­mo­ci: di puli­zie etni­che è — ahi­noi — fat­ta la sto­ria: si sono svol­te sot­to gli occhi di milio­ni di per­so­ne, inca­pa­ci di com­pren­de­re quel­lo che si sta­va svol­gen­do nei pro­pri quar­tie­ri. E il rischio è sem­pre que­sto: non ave­re gli anti­cor­pi per distin­gue­re e quin­di rea­gi­re, per­ché que­gli anti­cor­pi sono sta­ti sciol­ti dal­l’im­bar­ba­ri­men­to del discor­so e dal­le misti­fi­ca­zio­ni pro­dot­te dal­la pro­pa­gan­da. Le «puli­zie etni­che» non si annun­cia­no alla radio, ma gli si pre­pa­ra il ter­re­no con anni di lavo­ro cul­tu­ra­le. D’al­tra par­te tut­te le aggres­sio­ni e le per­se­cu­zio­ni del­la sto­ria sono sta­te rac­con­ta­te come ope­ra­zio­ni difen­si­ve: è col­pa degli altri, sono loro che ci sot­trag­go­no il nostro «spa­zio vita­le» e di con­se­guen­za ogni nostra rea­zio­ne è con­sen­ti­ta. Sal­vi­ni ci sta dicen­do que­sto, allu­den­do a ogni mez­zo «legal­men­te per­mes­so o quasi».

La puli­zia etni­ca è un cri­mi­ne con­tro l’u­ma­ni­tà e noi non sia­mo vit­ti­me di alcu­na puli­zia etni­ca, di alcun cri­mi­ne con­tro l’u­ma­ni­tà. Noi ita­lia­ni resi­den­ti in Ita­lia non vivia­mo una per­se­cu­zio­ne vio­len­ta e sem­bra qua­si assur­do dover­lo spe­ci­fi­ca­re, ma è neces­sa­rio, visti i nume­ro­sis­si­mi com­men­ti di appro­va­zio­ne da par­te di per­so­ne che evi­den­te­men­te non han­no la più pal­li­da idea di cosa sia una puli­zia etni­ca:

https://twitter.com/OlivaStefi/status/864116801935945728

https://twitter.com/CristianoChesi/status/864122945781854208

Il pri­mo a inqui­na­re il dibat­ti­to è, in que­sto sen­so, pro­prio Sal­vi­ni, che par­la di una puli­zia etni­ca che non esi­ste, e da nes­sun pun­to di vista. Né dal pun­to di vista del­la defi­ni­zio­ne vera di puli­zia etni­ca cita­ta in pre­ce­den­za e nep­pu­re nel­la defi­ni­zio­ne sal­vi­nia­na, secon­do la qua­le gli stra­nie­ri sta­reb­be­ro sosti­tuen­do gli ita­lia­ni e gli euro­pei. In Unio­ne Euro­pea, nel 2015, anno del­la cri­si dei rifu­gia­ti, sono sta­te regi­stra­te 1,3 milio­ni di doman­de di asi­lo: poco più del­lo 0,2% del­la popo­la­zio­ne euro­pea. In Ita­lia, dal 2014 al 2016, sono sbar­ca­te media­men­te 168mila per­so­ne all’an­no, pari allo 0,27% del­la popo­la­zio­ne ita­lia­na, tan­to che stia­mo assi­sten­do alla sta­bi­liz­za­zio­ne del tota­le del­la popo­la­zio­ne stra­nie­ra (5 milio­ni cir­ca) a cau­sa del­le acqui­si­zio­ni di cit­ta­di­nan­za (un per­cor­so per nul­la sem­pli­ce, a dif­fe­ren­za di quan­to dica Salvini).

Non c’è nes­su­na puli­zia etni­ca, da nes­sun pun­to di vista. Eppu­re Sal­vi­ni, mol­to spes­so, evo­ca que­sto con­cet­to. Non lo fa mai uti­liz­zan­do paro­le di chia­rez­za: non lo sen­ti­re­te mai dire «ci vuo­le una puli­zia etni­ca» per­ché non se lo può per­met­te­re nean­che lui. Può per­met­ter­si, inve­ce, di evo­ca­re il con­cet­to. Dicen­do che gli ita­lia­ni sono vit­ti­me di una puli­zia etni­ca e che quin­di dovreb­be­ro rea­gi­re con «ogni mez­zo, ovvia­men­te legal­men­te per­mes­so o qua­si». O qua­si: dove si spin­ge il qua­si? Oppu­re dicen­do che per far fron­te all’im­mi­gra­zio­ne «ci vuo­le una puli­zia di mas­sa anche in Ita­lia, via per via, quar­tie­re per quar­tie­re e con le manie­re for­ti se ser­ve, per­ché ci sono inte­ri pez­zi d’Italia fuo­ri con­trol­lo». O invo­can­do una «PULIZIA GENERALE».

Mat­teo Sal­vi­ni non invo­ca una puli­zia etni­ca, ma la evo­ca. La evo­ca intro­du­cen­do il con­cet­to nel dibat­ti­to, la evo­ca par­lan­do di «puli­zia gene­ra­le» da fare stra­da per stra­da, con ogni mez­zo «legal­men­te per­mes­so o qua­si». Mat­teo Sal­vi­ni, gio­can­do su una ambi­gui­tà, sdo­ga­na i momen­ti più bui del ‘900, li ripu­li­sce e li ren­de tut­to som­ma­to accet­ta­bi­li. Fa sal­ta­re le distin­zio­ni e le defi­ni­zio­ni, agi­ta le acque den­tro le qua­li si sciol­go­no i nostri anti­cor­pi. Sono que­ste le stes­se acque che poco più di ven­ti anni fa, appe­na oltre il con­fi­ne ita­lia­no, han­no sciol­to anti­cor­pi e uma­ni­tà tut­ta, in uno dei con­flit­ti ver­so cui la memo­ria cor­re quan­do si sen­te par­la­re di «puli­zia etni­ca». Sta a noi spe­ci­fi­ca­re le distin­zio­ni e denun­cia­re l’in­qui­na­men­to, per non far­ci tro­va­re impre­pa­ra­ti nel momen­to in cui qual­cu­no potrà per­met­ter­si di non solo evo­ca­re, ma invo­ca­re, puli­zie etni­che. Chi evo­ca gli sta sola­men­te pre­pa­ran­do il ter­re­no.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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